Sentimenti ed Emozioni


“Alcune difficoltà o dubbi possono frenare la risposta alla chiamata del Signore”


 

Non sento più niente. Dio non mi parla più.

Spesso la religiosità delle persone si basa su un certo “sentimento”, il voler provare un certo “gusto” di sentire il Signore. Un certo piacere, uno stare bene. La preghiera è bella se ho “sentito” Dio nel mio cuore. Se no… Dio non c’era o non si è fatto trovare. 

Voler impostare su questo piano il proprio rapporto con Dio risulta non solo pericoloso, ma addirittura temerario. Le scelte motivate da sentimenti o, peggio, le decisioni prese in base a ciò che sento o non sento, portano a brutti risultati. Non tutti i giorni “sento” che ho voglia di pregare, di impegnarmi, di fare mille cose! Eppure ciò non vuol dire che non le debba fare o che, addirittura, sia sbagliato farle. In un amore vero non ci sono soltanto le emozioni ed i sentimenti “a prima vista”, ma il cuore produce una forza radicata nella volontà e nell’intelligenza, che coinvolge tutta la persona. 

Spesso si dice che, dietro alle nuvole, c’è sempre il sole, anche se non lo si vede. Mi fa riflettere che, per chi pensa in questo modo la vocazione, sia una cosa che debba far felice me, che deve “piacere” a me. Che tutto ciò che abbiamo visto che riguarda la missione, gli altri, la volontà di Dio, non conti poi più di tanto.

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