Riflessione


“Sette passi che ti possono aiutare per discernere il progetto di Dio nella tua vita”


 

“Chi di voi, volendo costruire una torre, non si siede prima a calcolarne la spesa, se ha i mezzi per portarla a compimento? Per evitare che, se getta le fondamenta e non può finire il lavoro, tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, dicendo: Costui ha iniziato a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro” ( Lc 14, 28-30).

La vocazione è un’impresa troppo grande, ed è per tutta la vita! Per questa ragione non ti puoi lanciare in questa avventura senza aver prima riflettutoseriamente su di te, e sulla nuova vita che vuoi abbracciare. Scopri quali sono le tue capacità ed i tuoi limiti. Pensa se potrai vivere le esigenze che implica la vocazione, pur sapendo di poter contare  sempre con il sicuro aiuto della grazia di Dio. In quali segni concreti ti sei basato per pensare che Dio ti stia chiamando? Quali ragioni hai a favore, o in contrario, per intraprendere o meno questo cammino? Cos’è ciò che ti attrae, e quello che invece non ti piace di questo stato di vita?

Dio ti chiede che tu ti impegni, in modo responsabile, nel discernimento della Sua volontà. Vuole che tu utilizzi la tua intelligenza per capire qual è  il progetto che ha su te in questa vita. Con la luce dello Spirito Santo potrai scoprire cosa Dio vuole da te. Non pensare che arriverai ad avere la certezza assoluta di quello che Dio vuole da te, non riceverai mai qualcosa come un contratto firmato da Lui nel quale ti rivela la sua volontà. Quello che incontrerai saranno segni che indicano quale potrebbe essere il progetto dell’amicizia tra te e Lui.

Decifrando questi “Segni” potrai avere la certezza morale della Sua chiamata. Io ho la certezza assoluta che non possa esistere un circolo quadrato, ho la certezza morale che la sedia sulla quale sono ora seduto non si romperà. La certezza morale è ciò di cui abbiamo bisogno per poter agire.

Dando questo passo dirai: “credo che Gesù mi stia chiamando”. “Credo che, con l’aiuto dello Spirito Santo, potrò rispondere”.

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