Mancanza di Generosità


“Alcune difficoltà o dubbi possono frenare la risposta alla chiamata del Signore”


 

Costa troppo! Non me la sento. 

Le persone si dividono in due categorie: quelle generose e quelle che non lo sono. Questa disponibilità spacca questo mondo in due emisferi opposti. È il parametro che scelgo per “giudicare” alcuni “ma” che, in questi anni, ho visto nelle smorfie di volti di fronte alle proposte del Signore. Dovrei anche dire che alcuni di questi “ma” sono veramente autentici, fatti allo stile di Maria: «Signore vorrei capire meglio». Altri, invece, sono stati semplici scappatoie, più o meno eleganti, per allontanarci da Lui e dai suoi progetti.

C’è un brano del Vangelo che aiuta molto a capire questa difficoltà nella risposta al Signore. Lui chiede molto, anzi… tutto! È il brano del tesoro nel campo o della perla preziosa (Mt 13, 45-46). Mi colpisce il fatto che il mercante, veduta la perla preziosa, torna a casa felice e vende tutte le “sue” perle; poi, torna al mercato e la compra. 

Che peccato quando, di fronte alla chiamata del Signore, c’è la tristezza come risposta! 

Il Vangelo dice che quest’uomo, per comprare la perla preziosa, va e vende “tutte” le altre perle che aveva già preso. Non vende quattro cianfrusaglie o gli oggetti inutili di casa. A volte, siamo chiamati a scegliere tra diversi beni ed è il prezzo pagato, per prenderne uno che dà il valore a ciò che si è scelto. 

Varrebbe la pena riflettere su questo punto: da una parte ogni scelta implica anche una rinuncia e questa, in un certo senso, da più consistenza a ciò che si sceglie. Oggi molti giovani hanno rinunciato di scegliere perché si vorrebbe avere sempre tutto, quasi a non volersi far sfuggire nessuna opportunità. Credo che questo modo di comportarsi sia la “tentazione” più sottile che il maligno semina nel nostro cuore: d’altronde, una tentazione più forte la si potrebbe riconoscere meglio e, quindi, vincere. In questo caso si anestetizzano le nostre azioni e tutto questo ci fa perdere tempo… È proprio quello che lui vuole farci fare. 

A questa fatica della sequela invito spesso ad andare in Chiesa e mettersi davanti alla croce di Gesù. Ripetere a Lui il perché ci costa troppo seguirlo. Con le braccia aperte, dalla croce, Lui ci sussurra al nostro cuore: «Non hai ancora capito che ti voglio bene. Non hai ancora capito che ho scelto questo cammino per dimostrare il mio amore verso il mondo. Apri gli occhi e guarda che panorama stupendo si apre nei tuoi orizzonti: sarai sale della terra!». Non c’è amore più grande di quello “di dare la propria vita per l’amico” (Gv 15, 13). 

Vorremmo trovare vie di uscita meno dolorose e meno costose. Ma la croce è una necessità per chi vuole seguire Gesù. Ancora una volta le Sue parole ci aiutano a collocare gli accenti più giusti alle nostre parole: «Se qualcuno vuol venire dietro a me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vorrà salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà» (Mt 16, 24-25).

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