La Crisi


“Ogni giovane vive alcune difficoltà significative nella sua scoperta vocazionale” 


 

È un momento di per sé positivo; è il momento delle scelte radicali; un momento che appartiene a Dio e a te. Nella preghiera, si ricevono tante luci e tante grazie, e si dondola tra una intimità con il Signore e una apatia personale che non si sopporta più. Il problema potrebbe essere disposto in questi termini: «Dio mi chiama, ed io che cosa voglio rispondere?». Non si tratta di sapere che cosa devo fare; lo so molto bene. Si tratta di decidere se lo voglio vivere! Entra in campo, a questo punto, la mia generosità.

Sentimento: la tranquillità deriva da una forte grazia del Signore; Tu e Dio soltanto. Il disagio nasce proprio dal dilemma: apertura o chiusura? Si sente il bisogno di pace, ma non la si ottiene rimandando il problema nel tempo, rinunciando ad una determinazione. 

Consiglio: qui il direttore spirituale ci può soltanto accompagnare da lontano, aspettare e pregare per noi. Conviene chiedere più fiducia, più speranza e amore; cioè, i doni più forti che il Signore, attraverso lo Spirito Santo, ci può dare. Mi aiuta contemplare l’atteggiamento di Gesù Cristo nel compiere per amore la volontà del Padre, come nella scena della preghiera nell’Orto degli Ulivi. Consiglierei molta preghiera e l’ascolto silenzioso di fronte al Tabernacolo, chiedendo il dono di fare una forte esperienza del Signore. Qui ritornano le parole dette all’inizio di queste riflessioni: “Nessuno ama chi non conosce e nessuno segue chi non ama”.

Commenti chiusi