Falsa Libertà


“Alcune difficoltà o dubbi possono frenare la risposta alla chiamata del Signore”


 

Voglio essere me stesso. Perché devo fare quello che un altro ha scelto per me? Perché non sono libero di decidere da me ciò che deve essere il mio futuro? 

È vero, la vocazione è una realtà che cambia la mia vita. Mi cambia profondamente, non è un “mestiere” o un lavoro. Dio non mi chiama a “fare qualcosa”, ma mi chiama ad “essere qualcuno”: ad essere come Lui. Non è, quindi, un “io”, ma piuttosto un “noi”. Mi sprona a fare della mia vita un’offerta continua. Comunque sia, dovremmo cambiare la formulazione di questa frase: da «voglio essere me stesso» in «sii quello che devi essere». L’abbiamo visto all’inizio di queste pagine: per ciascuno di noi, accanto al dono della vita, il Signore da anche il dono di una “missione”. Alle volte ci accontentiamo di quello che siamo, seppellendo talenti che ci sono stati affidati con tanto amore. Ognuno è chiamato a crescere, a far maturare ciò che di nascosto c’è in se stesso, ciò che ci è stato dato.

Seguendo il progetto che Dio ha pensato per noi, saremmo noi stessi, senza il rischio di cadere in protagonismi troppo autoreferenziali e, magari, sterili. I Suoi orizzonti sono sempre più ampi di qualsiasi ambizione umana. Il cento per uno pesa sempre di più nella bilancia della nostra donazione personale.

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