Età

Come prepararmi per la mia vocazione?

Davide chiede:
Penso che Dio mi chiami a diventare sacerdote, ma poiché sono giovane penso di dover aspettare tanto tempo. Puoi per favore dirmi che cosa posso fare nel frattempo per prepararmi a questa chiamata?


Caro Davide,
 
Non so quale sia per te il limite d’età  per essere giovane, ma ti dico subito che ci sono delle scuole, si chiamano seminari minori, che sono fatte proprio per ragazzi come te che stanno studiando o le medie o le superiori. In questi centri si aiutano i ragazzi a verificare e a far maturare una possibile chiamata vocazionale. 

Di solito per poter essere ammessi bisogna avere il permesso dei propri genitori e in estate ci sono dei campi scuola che aiutano proprio a capire se un ragazzo vi può partecipare o meno. La chiamata del Signore è molto importante e vale la pena potersi preparare a viverla il meglio possibile. Se vuoi avere qualche dato in più sono a tua disposizione. 

Ti chiedo una preghiere per tutti quei ragazzi che in questo momento stanno facendo il seminario minore e stanno dando al Signore una possibilità di far maturare nel proprio cuore il dono della vocazione.

Alla mia età posso far parte di un determinato ordine?

Giuseppe chiede:
Salve, ho 43 anni e dopo molto soffrire ho scoperto che vorrei dedicarmi completamente a Cristo. E’ possibile ancora alla mia età far parte integralmente di un ordine religioso o di un istituto?
Con fede nel Signore, Vi ringrazio.


Carissimo Giuseppe,
 
Siamo quasi “giovani” coscritti, grazie per la mail. So che ci sono delle realtà in cui non è così “impensabile” poter incominciare un cammino vocazionale. 

Dipende molto dalla personalità di ciascuno, a 18-20 anni è più facile ambientarsi, cambiare vita, ecc… dall’iter formativo avuto e dal carisma che ogni chiamato sente come proprio per questa consacrazione. In alcune diocesi ci sono anche i cammini per le cosidette “vocazioni adulte”. 

Datti da fare un po’ e cerca se vicino alla tua realtà ci sono queste possibilità.

Ho 14 anni. Cosa devo fare?

Raffaele chiede:
Sono un ragazzo di 14 anni e sono quasi sicuro di avere una vocazione al sacerdozio. Sto pensando di diventare un missionario oppure di entrare nel seminario della mia diocesi. Ho pregato molto chiedendo a Dio di illuminare la mia decisione ma fino ad ora non ho ricevuto nessuna risposta. Che cosa mi suggerisci di fare?
Caro Raffaele,

Se sei quasi sicuro di avere una vocazione al sacerdozio ed i tuoi genitori sono d’accordo, sarebbe bene che tu cercassi di entrare nella scuola del seminario minore se la tua diocesi ne ha una o se tu ne conosci una. 

Se questo non ti è possibile, mantieni viva la tua vita di preghiera, impegnati nei tuoi studi, fai sport, specialmente di gruppo, compi qualche servizio per il tuo prossimo o intraprendi qualche attività missionaria con un gruppo di apostolato. Mi raccomando, parlane con il tuo parroco. 

Durante i prossimi anni visita i seminari che ti interessano di più e ti accorgerai che le cose diventeranno sempre più chiare quanto più si avvicinerà il tempo di fare il passo decisivo.

Dove posso rivolgermi per una verifica vocazionale?

Sergio chiede:
Ciao, so di avere una chiamata al servizio Sacerdotale, ma a febbraio compirò 41 anni e mi rendo conto che non sono più tanto giovane. Da un lato sento che la mia vita, finalmente, è arrivata ad una svolta, dall’altro non so da dove cominciare. Ho sempre vissuto cristianamente ma forse in modo un po’ superficiale. Adesso vorrei mettermi in “gioco” ma ho bisogno di una mano. Mi puoi dare qualche consiglio? Grazie per il tuo tempo e le tue preghiere, Sergio.


Caro Sergio,

Immagino che ciò che senti nel cuore non sia arrivato per caso ma che sia il frutto di un cammino previo che il Signore ti ha fatto fare. In questo cammino forse il Signore ti ha già indicato un tipo concreto di sacerdote, non so se frequenti regolarmente la tua parrocchia e, quindi, sia il sacerdozio diocesano ciò che hai in mente. 

Oppure stai frequentando un movimento, oppure un gruppo di preghiera o, per qualsiasi ragione, sei in contatto con un sacerdote religioso, di qualche comunità od ordine. In base a questo puoi cominciare a contattare o il responsabile vocazionale del seminario della tua diocesi, magari il tuo parroco ti può dare una mano e ti può presentare, oppure il responsabile vocazionale della comunità che già conosci. 

Con loro comincerai un cammino di approfondimento e di discernimento, normalmente sono proposti degli incontri e dei momenti di conviviali per portare avanti un cammino vocazionale. Una verifica autentica che ti aiuti a capire fino in fondo la consistenza della chiamata che il Signore ti sta facendo. 

Sappi che è il Signore che ti chiama e quindi abbi piena fiducia perché non fa le cose a metà. Nel tuo cammino farà si che si apra la porta più giusta per te, il posto che da sempre ti stava aspettando. 

Il Signore non si fa vincere in generosità e ad ogni metro che farai verso di Lui, Lui farà km verso di te.

Mi passerà la paura una volta “fatto il passo?”

Matteo chiede:

visto che ho 32 anni sinceramente la mia età un pò mi intimidisce e mi scoraggia per quanto riguarda un possibile ingresso in seminario, anche se è sempre stato quello che ho sentito come volontà di Dio e che avrei voluto fare. Mi passerà una volta entrat?

Caro Matteo,

grazie infinite per avermi scritto e per la fiducia. 

Non sei il solo a farmi questa domanda e devo dire che in questi anni ho conosciuto “giovani” come te che per diversi motivi non hanno potuto intraprendere un cammino di discernimento ed entrare in un seminario. A volte il dover andare a lavorare per aiutare in casa, il dover far fronte a situazioni famigliari particolari, il non aver avuto il coraggio di farlo, il non aver incontrato una guida o altro ha fatto si che gli anni passano e non si riesca a concludere molto. A volte, si fanno molte esperienze che a poco a poco ci portano a dover fare una riflessione più profonda circa la propria vita e circa la volontà del Signore nella propria vita. 

Penso che per poter tracciare una possibile risposta, anche se magari un po’ in generale, sia utile riflettere su questi aspetti: il punto più importante è certamente quello di poter fare un buon discernimento vocazionale previo ad un possibibile ingresso. Un discernimento con un buon direttore spirituale per valutare la bontà della chiamata, le qualità che bisogna avere per poter rispondere e, per ultimo, la generosità di fondo che si ha per dare una risposta. 
In questo senso, cioè quello della “preparazione previa”, metterei molto l’accento sul fatto di poter fare esperienze dirette di vita di seminrio o di noviziato, spesso vedo come il trascorrere una decina di giorni o qualche settimana in un luogo come quello del seminario aiuta i giovani a cogliere fino in fondo il tipo di ambiende nel quale dovranno vivere, familiarizzarsi con una comunità e con una vita comunitaria che, per giovani con più di trent’anni, può risultare un po’ più costosa visto che siete più abituati ad una certa autonomia, modo di fare, “libertà” di vita, ecc…

Certamente il “provare” ti darà quei dati oggettivi necessari per una valutazione reale e sincera e quegli stimoli con i quali “lanciarsi” con motivazioni più profonde ed incisive. Per il resto sappi che, per quanto riguarda la chiamata, ciò che il Signore vuole da noi non è soltanto una “scelta” ma una “risposta”.

Il cammino di discernimento, l’impegno personale, il desiderio di seguire il Signore risponde alla generosità di voler vivere la Sua volontà, appunto “rispondere” alla Sua chiamata. 
E Lui, come dico sempre, è il primo nel voler farci capire ciò che vuole da noi e a darci la “forza” per farlo. 

Che Dio ti Benedica.

Ho 15 anni. Che posso fare?

Tommaso chiede:
Ho 15 anni e sto considerando una possibile vocazione al sacerdozio, ma non sono sicuro di essere chiamato. Ho bisogno di aiuto per distinguere se quello che sento può essere una chiamata, o semplicemente una bella immaginazione ispirata da un po’ di fervore religioso.
L’idea del sacerdozio mi è venuta leggendo le vite dei santi che furono sacerdoti e che mi hanno impressionano veramente. L’esempio di un bravo parroco di mia conoscenza ha anche aiutato a far si che da un po’ di tempo ci sto pensando su. Un santo che mi impressiona in modo particolare è il Curato d’Ars, San Giovanni Vianney, e spesso ho sentito il desiderio di imitarlo. Ma precedentemente ho sentito il desiderio di imitare S. Francesco Saverio. A questo punto mi chiedo: questo è soltanto entusiasmo religioso o si tratta di una grazia che mi indica che nel mio cuore ci può essere una vera e propria chiamata per diventare sacerdote? Può essere che sto confondendo questo pensiero con una chiamata ad una santità più grande, in realtà la chiamata per tutti i cristiani?
Sfortunatamente, nel passato, mi sono ribellato contro questi che penso possano essere dei segni vocazionali. Ad un certo punto ho sentito una grande simpatia, penso che la parola amore sia troppo grande per me, per una mia compagna di classe e poi per un’altra mia amica, ma dopo un po’ ho lasciato perdere. Con tutto ciò non ho mai smesso di pensare alla chiamata. L’ho soffocata, ma non è mai morta ed è rimasta abbastanza forte. Spero che lei possa portare un po’ di luce su questa situazione. Potrebbe raccomandarmi una scuola per giovani desiderosi di diventare sacerdoti?
Caro Tommaso,

Mi sembra che queste variazioni di umore nella tua vocazione siano abbastanza normali per un ragazzo della tua età. Sarebbe abbastanza inusuale che pensieri sul matrimonio non apparissero nella tua mente e se non scoprissi ragazze attraenti e magari non ti succedesse di innamorarti di una o due di loro in particolare. Ma il pensiero del sacerdozio continua a riaffiorare e, in modo particolare, l’idea di quello che, secondo te, un sacerdote dovrebbe essere e che cosa desidereresti fare come sacerdote è particolarmente azzeccata. Da quello che scrivi sembra chiaro che è il sacerdozio che ti attrae non è solamente un desiderio di santità in generale e, quindi, penso che dovresti portare avanti questo proposito. La domanda allora è come? 

Prima, una premessa. Hai 15 anni, quindi, stai raggiungendo una certa indipendenza, anche se continui ad essere un minorenne, ed anche agli occhi di Dio i tuoi genitori continuano ad avere un importante ruolo da giocare nelle tue decisioni ed hanno ancora grandi responsabilità nei tuoi confronti. Stabilito questo, esistono scuole per ragazzi della tua età, si chiamano seminari minori, che aiutano a realizzare un cammino verso il sacerdozio e che possono essere molto utili per un giovane nella tua situazione. Comunque, non è sufficiente che tu desideri andarci, è necessario il permesso dei tuoi genitori.   

Ma ancora, come puoi sapere se questo è il percorso giusto da seguire? Prima, chiedi il permesso dei tuoi genitori per visitare la scuola, poi vedi com’è. Parla con i sacerdoti che la dirigono, con i ragazzi che la frequentano, prega con loro, gioca con loro, fa tutto quello che fanno loro per alcuni giorni. Se tu ed i sacerdoti che dirigono la scuola pensate che ti possa aiutare, parlane ancora con i tuoi genitori. Spiega loro perché vorresti fare questo passo e, se sono d’accordo, fai l’ultimo passo ed entra in un seminario minore e continua li gli anni che ti rimangono di scuola prima di entrare nel seminario maggiore. 

Se i tuoi genitori pensano che sia meglio per te completare le scuole superiori che stai frequentando, allora devi fare dei passi decisi per aiutare la tua vocazione a crescere durante i prossimi anni. Questo significa andare alla S. Messa, ricevere la S. Comunione e confessarti con frequenza, ed anche sceglierti delle preghiere favorite, specialmente il S. Rosario. Inoltre, sapendo che sei un essere umano fatto di carne e ossa, e che puoi essere facilmente sviato dalla tua vocazione da innamoramenti vari e da chissà quali altre cose, non ti sorprendere o non ti allarmare se queste cose succedono ancora, ma continua a mettere il sacerdozio come scopo della tua vita. Cerca, anche, di testimoniare agli altri la tua fede, dedicati ad aiutare gli altri o a dare del tuo tempo per le cose della parrocchia, per il catechismo, ecc…

Sono troppo giovane per entrare in seminario?

Enzo chiede:
Sento di avere ricevuto una chiamata da Dio per entrare in seminario e sono veramente entusiasta di questo dono da parte di Dio per diventare sacerdote. Però, ho ancora 18 anni. Sono troppo giovane per poter ottenere il permesso di entrare in seminario? 


Caro Enzo,
 
Ti dico subito che l’età non costituisce a priori un problema per quanto riguarda la possibilità di entrare o meno in seminario. Nel tuo caso specifico mi sembra di capire che nessuno ti sta forzando per farlo e, quindi, la tua sembra essere una decisione libera. Per di più hai chiaro nel tuo cuore una caratteristica importante della vocazione e cioè che il Signore ti sta chiamando. 

Come vedi ci sono dei segni importanti su cui vale la pena riflettere e non sono legati esclusivamente a quanti anni ha un giovane che sente la chiamata. Spesso la gente confonde la maturità con l’età e questo è un grave errore. Conosco uomini di 50 anni completamente irresponsabili, che non riescono a controllare le loro passioni, e giovani diciottenni, o anche più giovani, che comprendono perfettamente cosa significa assumersi un impegno e che riescono a mantenere la propria parola. Sono sicuro che anche tu mi sapresti dire chi di questi due tipi di persone può dirsi maturo.  

Un ultimo elemento da prendere in considerazione è la salute, sia fisica che psicologica.

Con tutto quello che ho appena dettto mi sembra di poterti dire che a 18 anni una persona non è troppo giovane per intraprendere un cammino come questo, sempre che siano presenti e chiari gli altri elementi che costituiscono la vocazione.

A questo punto dovrai cercare quali sono i seminari che accettano giovani della tua età perché ci sono dei seminari che non accettano candidati che non hanno almeno una laurea mentre per altri, si chiamano seminari maggiori, per poter entrare dovrai aver fatto la maturità. 

Mentre cerchi c’è una domanda che dovresti fare a Cristo ogni volta che preghi, specialmente dopo averlo ricevuto nella Santa Comunione: dove mi stai chiamando a seguirti? Vuoi che entri nel seminario della diocesi o nel noviziato di un ordine religioso? 

La risposta che riceverai ti indicherà se dovrai discernere la tua vocazione con il direttore delle vocazioni diocesane o  quello dell’ordine a cui sei interessato.

Perché le comunità religiose impongono dei limiti di età?

Pamela chiede:
Perché varie comunità hanno limiti di età? Ho 45 anni ed ho difficoltà a trovare una comunità che mi possa accettare. Sono fisicamente e mentalmente sana. So che non è un argomento. Mi viene continuamente risposto che sono troppo anziana. DIO NON PENSA COSÌ. Lui cerca tutti quelli che chiama: me! Con la lamentela che oggi la Chiesa non ha abbastanza sacerdoti, fratelli, o sorelle magari queste comunità non dovrebbero avere regole così ferree sul limite di età e fidarsi di quelli che lo Spirito Santo decide nella sua magnanimità di mandare.
Sono frustrata perché ho passato gli ultimi tre anni a scrivere a varie comunità solo per ricevere risposte negative. Non voglio darmi per vinta ed abbandonare la partita. Aiuto!!

Cara Pamela,


Esistono varie ragioni di prudenza che portano la maggior parte degli ordini religiosi ad adottare un limite di età e non è solo un problema di salute. Essendo fedeli al loro carisma e a quello che la Chiesa ha approvato per loro, quegli ordini religiosi non vanno contro Dio, lo seguono in tutti i dettagli e in tutte le regole. Chiaramente questa non è una consolazione per te, perché tu senti veramente la vocazione e la chiamata. 

Il solo consiglio che ti posso dare è di continuare a cercare. Se vuoi consacrarti a Dio puoi farlo prendendo dei voti in privato attraverso il tuo pastore o Vescovo e dedicare quindi il tuo tempo libero a delle attività che possano far crescere la Chiesa. Quindi, quando troverai la comunità alla quale sei chiamata sarai in una posizione per entrarci più facilmente. Ti dico, anche, che conosco delle realtà religiose in cui potresti entrare, fammi sapere se ti posso mettere in contatto con qualcuna di queste.

Che durata ha il discernimento?

Simone chiede:

Buon giorno padre, le ho già scritto per chiederle se fosse possibile diventare frate all’età di 37 anni. Mi sono mosso, e ho cominciato il discernimento. Volevo farle due domande. 1) E normale che un padre spirituale cerchi di farti capire che la vita in monastero sia difficile, come se mi voglia dire che non mi conviene? Io non cerco la felicità in questo mondo. 2) Che durata ha il discernimento?

Carissimo Simone,

Grazie infinite per avermi scritto e per la fiducia. Anch’io con “giovani” della tua età sono abbastanza esigente per quanto riguarda la vita di convento, o di noviziato, perché mi rendo conto che alla tua/vostra età non ci sono “margini” per “sbagliare”. Per questo motivo le cose devono andare in un certo verso e, quindi, è meglio essere più prudenti ed esigenti prima. Forse è questo il motivo che spinge anche il tuo padre spirituale ad essere “eccessivamente” prudente.

Digli di farti fare dei periodi significativi di vita comunitaria, così si vedrà “sul campo” come vanno le cose.

Normalmente, credo che per persone come te un anno di discernimento sia più che sufficiente. Per ragazzi di 18-23 anni possono essere due o più. Anche se non è una regola matematica.

Sono troppo anziano per entrare in seminario?

Timoteo chiede:
Ho 42 anni e sono celibe (non per scelta). Mi sono chiesto spesso se questo mio essere celibe indichi una chiama di Dio verso il Sacerdozio. La mia età può essere un fattore determinante sulla decisione di ammettermi ad un seminario? 


Caro Timoteo, 

Dio è sicuramente il Signore della storia, ed è sicuramente capace di guidarti per farti conoscere la sua volontà. Quando vuole farci capire qualcosa è capace di combinare al meglio tutte le condizioni favorevoli per ottenerla, ma senza arrivare al punto di sovrastare il nostro libero arbitrio. 

Con questo voglio dire che la ragione per cui non sei sposato alla tua età, e “non per tua scelta”, può essere un segno che indica che Dio vuole che tu diventi un Sacerdote. Se lo è, però, non sarà il “solo” segno ma esisteranno nel contesto della tua vita altri sottili ed evidenti indicatori che vanno nella stessa direzione. La somma dei segni e l’assenza di evidenti impedimenti ti farà capire quello che Dio probabilmente sta dicendoti, ma anche questa conclusione non è completamente definitiva. Seguire una vocazione è sempre un atto di amore,  esiste sempre qualche imprevisto e rischio nel seguirla, e non puoi saperlo con sicurezza senza fare il primo passo.

Quali sono gli altri segni che nel tuo caso concreto puoi prendere in considerazione? Che sei un uomo normale e sano mentalmente e psicologicamente, che hai una giusta motivazione quando pensi al sacerdozio (non stai scappando dal mondo), che le cose spirituali sono per te importanti, che sei capace e che vuoi vivere il celibato per il bene del Regno di Dio (considerando che la tua opzione alla vita celibe non è solamente un’accettata conseguenza di una situazione che non ti aggrada ma che sembra essere inevitabile). 

Si, come ultima considerazione, in effetti la tua età sarà un importante fattore per la tua accettazione al seminario poiché le ragioni per essere rimasto celibe saranno una considerazione importante nel processo di ammissione e anche questo aspetto sarà oggetto di profonde conversazioni con il tuo direttore spirituale. 

Offri , quindi, te stesso a Dio nelle preghiere e stai molto attento a dove sembra che Lui ti sta guidando.

Esiste un “rito abbreviato” per diventare sacerdote?

Angelo domanda:
Ho 37 anni, mi piacerebbe sapere se esiste un (passatemi il termine) “rito abbreviato” per diventare sacerdote, perchè se la cosa è fattibile ci faccio un pensierino. Il fatto è che se devo studiare dieci anni o di più, proprio no me la sento.


Carissimo Angelo:

Penso che la chiamata del Signore a seguirlo come consacrato o come sacerdote sia talmente profonda ed importante che non dipende da anni di studio o altro. Non sono tanto i nostri “calcoli” ad occupare i primi posti per valutazioni e scelte, piuttosto è il nostro cuore aperto e generoso che vuole capire ciò che il Signore nella sua volontà ha pensato per la nostra vita.

A noi rimane la libera scelta di rispondere, di chiedere come Maria “come avverrà tutto ciò”. Altri “pensierini” rimangono nella sfera troppo personale che fa fatica ad entrare nella “logica” di fede a cui il Signore ci chiede di arrivare.

Leggi la Sacra Scrittura e troverai molti esempi di chiamate, un po’ a tutte le età, vedrai tante difficoltà personali, circostanziali, ecc… e l’esempio di tanti uomini che hanno corrisposto e risposto all’invito del Signore. Credo sia questa la disposizione migliore per poter “fare” la volontà di Dio nella nostra vita. I suoi orizzonti sono molto più grandi dei nostri e Lui non ci vuole convincere… ci attira.

Dovrei capire la mia vocazione prima di andare all’università?

Filippo chiede:
Ho lasciato in sospeso la questione di diventare sacerdote o un religioso per qualche tempo, ma ho sempre pensato che si debba aspettare di andare all’università per fare esperienza di vita vissuta prima di fare la domanda di ammissione al seminario. Vorrei cominciare l’università quest’anno e mi domandavo che cosa dovrei fare. Dovrei andare prima all’università o dovrei prima capire la mia vocazione prima di andare all’università? Le sarei molto grato se mi potesse dare qualche suggerimento sul discernimento.


Caro Filippo,
 
Posso subito dirti che non è essenziale andare all’università prima di entrare in seminario. Ma, allo stesso tempo, la mia esperienza mi dice che per certi giovani è meglio prima cominciare l’università e profittare di questo tempo per poter avere una certa maturazione umana o spirituale. 

Per altri giovani questa maturazione c’è già e, quindi, non sarebbe male profittare dei mesi estivi dopo la maturità, e prima dell’inizio dell’università, per fare un buon corso di discernimento vocazionale.

Esistono, comunque, seminari ed ordini religiosi che, per loro ragioni interne, richiedono che i potenziali candidati abbiano studiato abbastanza prima di entrare. Normalmente forniscono qualche tipo di programma di supporto ai quei giovani che frequentano l’università.

Quindi, per cercare di rispondere alla tua domanda, non pensare semplicemente di andare all’università e verificare la tua vocazione dopo. Cerca di usare i tuoi anni di scuola superiore per trovare una risposta e prendere una decisione.  

Sembra che tu stia pensando ad una vocazione, o almeno che tu sia aperto alla possibilità di averne una, e dimostri di aver preso seriamente in considerazione questa possibilità quindi, presumendo che ogni altro aspetto della tua vita sia altrettanto normale, sarei propenso a pensare che tu potresti essere già sulla strada di rispondere alla tua chiamata. Usa i tuoi anni da studente delle superiori per maturare sempre di più nella tua apertura verso Dio. Mantieni la tua vita di preghiera, chiedi a Dio di aiutarti, mettilo sempre al centro della tua vita e guarda alla tua vita nella prospettiva di quello che puoi fare per Lui e per gli altri. Informati dove puoi trovare un buon direttore spirituale, verifica se la chiamata al sacerdozio la stai sentendo verso la diocesi o verso un determinato ordine religioso. Affidati a Maria, Lei ti aiuterà in questo approfondimento e ricerca.

Se alla fine dell’anno ti accorgerai di avere una vocazione, e sei abbastanza sicuro della direzione da prendere, avrai risolto la questione dell’università. Se la diocesi o l’ordine nel quale desideri entrare ti accetta immediatamente alla fine delle superiori ed il tuo direttore spirituale non vede ragioni contrarie a dare il passo, fallo ed entra in seminario senza prima andare all’università. Se la diocesi o l’ordine religioso preferiscono che tu vada all’università prima, allora iscriviti all’università e mantieni la tua attenzione sul sacerdozio. Questo ti impedirà di perdere tempo e ti aiuterà a seguire la tua chiamata.   

Vorrei spendere un’ultima parola per quanto riguarda fare “esperienze di vita”. L’esperienza reale che vogliamo ottenere dalla vita deve formare la forza di carattere di cui abbiamo bisogno per rimanere fedeli alle nostre convinzioni secondo la nostra fede cristiana. Ogni altra esperienza risulta essere più dannosa che utile. Non è necessario andare all’università per ottenere una maturità, diciamo, positiva, la puoi ottenere anche in seminario, ed un buon seminario porrà una priorità nell’ottenere la tua maturità come uomo. Rimane il fatto che, poiché siamo deboli e facilmente influenzabili dagli altri, spesso, l’esperienza che alcuni giovani fanno durante gli anni di università è abbastanza negativa e quindi in certi casi sarebbe assolutamente meglio farne a meno.

L’età è un problema?

Luca chiede:
Salve padre, è da circa un anno che sento la spinta (richiamo interiore) di tornare a “Casa”. Non sono più giovane, ho 51 anni e sono celibe. A detta di un prete diocesano sono vecchio per poter accedere ad eventuali studi e anche per fare un periodo di discernimento. Vorrei capire se c’è un limite di età per la vita ecclesiale e se, nel mio caso, questa scelta vocazionale debba essere abbandonata per fare posto ad altro? 


Carissimo Luca,

Grazie per la mail e per la fiducia. Per quanto ho visto in questi anni molti seminari hanno messo un limite di età per poter accedere agli studi sacerdotali, questo limite è di 40 anni circa. So che ci sono alcune realtà religiose in cui questo limite si alza. Sembrerebbe una norma restrittiva o forse non molto giusta ma, seppur possiamo valutare caso per caso, è frutto di una grande esperienza e attenzione verso quelle persone che sentono una possibile chiamata nella propria vita. 
   
Diventare sacerdoti non vuol dire fare degli studi ma cambiare il cuore e questo diventa tanto più difficile tanto più la nostra vita ha fatto delle esperienze, delle maturazioni e ha percorso un determinato itinerario. Vita comunitaria, vita di preghiera, formazione… man mano che gli anni passano diventano sempre più difficili da realizzare e così un cammino che dovrebbe essere sempre più luminoso e gioioso diventa sempre più complicato e in salita. 

Da parte tua vale la pena chiedere e verificare con l’aiuto di un buon direttore spirituale se ci sono i presupposti per un tipo di cammino come la consacrazione, accogli la risposta con molta fede da parte di chi il Signore ha scelto per fare un tipo di cammino come questo. Se la risposta non è positiva allora si apriranno altre strade per poter concretizzare un autentico cammino cristiano fatto di preghiera e di apostolato.

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