Silvia chiede: Silvia domanda:
Salve. Sono una ragazza di 17 anni. E' un anno più o meno che ho cominciato un cammino di discernimento vocazionale, dal momento che ho iniziato a sentire in me sempre più forte la domanda sul senso da dare alla mia vita alla luce di Dio, del Suo progetto per me. Sei mesi fa ho sentito quella che ho riconosciuto come una chiamata alla vita consacrata...Solo che avendo ricevuto dal Signore un talento musicale, alcuni credono che sia quella la mia strada. Ma ho ricevuto un dono ben più grande: una grande intimità col Signore, che mi permette di gioire immensamente nello stare con Lui, e che mi fa percepire risposte spesso nella liturgia del giorno. E non penso che sia un caso che spesso, quando mi dico che forse mi sono "inventata" la mia chiamata, proprio nella liturgia del giorno ci siano dei richiami (come ad esempio quello di oggi in Sofonia, o quello di venerdì 9 in Isaia)...Volevo chiedere: è possibile "inventarsi" una chiamata alla vita consacrata perchè spinti da secondi fini che non sono la ricerca vera della volontà del Signore? Se sì, quali potrebbero essere?
Io frequento il conservatorio, sono al terzultimo anno. Ma ormai non mi sento più al mio posto quando suono (anche se prima il mio sogno era sempre stato quello di diventare una grande concertista), e trovo pace e gioia solo in Dio...Per questo ho pensato di lasciare il conservatorio, anche perchè ora (negli anni finali, che ovviamente sono i più difficili), mi è richiesto un impegno enorme, che io toglierei magari alla scuola e al rapporto con il Signore. E poi perchè dovrei continuare, se sento che non è la mia strada, e mi sta facendo perdere la serenità? Qualcuno sostiene che è bene comunque portare a termine ciò che ho iniziato, ma per me ciò non ha un gran senso...Lei che ne pensa?
Grazie mille, e mi scusi per la domanda chilometrica!
Il Signore la benedica per tutto ciò che fa! |