Cara Maria,
La ragione essenziale è in S. Paolo. Consacrandoti completamente a Cristo puoi amarlo senza distrazione; puoi seguire il sentiero dell'obbedienza, povertà e castità che lui scelse per se stesso e la sua Benedetta Madre; tu sei un segno visibile del paradiso che ci aspetta (sia che non ci si sposi o che si sia dati in matrimonio), e tu sei totalmente al servizio dei bisogni del suo Corpo, la Chiesa. Poiché, come esseri umani siamo continuamente tentati dalla vanagloria e dal senso di superiorità , come se tutto fosse il frutto del nostro essere persone speciali, penso che ogni descrizione della superiorità della vocazione alla consacrazione debba essere preceduto da questo semplice fatto: Questa bellissima e immensamente soddisfacente vocazione, che porta così tanta soddisfazione alla persona che la vive sinceramente e onestamente (avete mai visto qualcuno più profondamente felice che, per esempio, Papa Giovanni Paolo II o Madre Teresa?) è per coloro ai quali è stata data perché per l'uomo è impossibile, ma per Dio tutto è possibile.
Un'altro punto da tenere presente è che lattuale situazione di santità di un individuo dipende non tanto nella vocazione nella quale si trova, ma piuttosto nell'onestà e integrità in cui viene vissuta. Un semplice fatto che ci riporta velocemente sulla terra è questo: esistono molti santi laici, e non ogni religioso consacrato è un santo. Non ho dubbio alcuno che la vita religiosa ci da più opportunità di crescere in santità, e ognuno di noi dovrebbe essere un esempio da seguire, ma il fatto è che non lo siamo. Questo non è solamente umiliante, è pericoloso. A coloro a cui viene dato di più, di più viene richiesto. Dio non dice solamente che dovremmo essere più santi, Lui conta anche sul fatto che noi dovremmo sentirci più santi poiché Lui ci chiede di più da noi in conoscenza di Lui, in preghiera, carità e servizio del prossimo.
Che Dio ti benedica. |