Caro Augusto,
Ci sono alcuni fatti che dobbiamo chiarire prima di rispondere a questa domada. Questo, spero, possa evitare confusione.
- La Chiesa Cattolica non insegna che i sacerdoti sposati vadano contro glinsegnamenti di Cristo. La Chiesa Cattolica non pensa che i sacerdoti sposati siano un fatto cattivo.
- Come sai, la Chiesa Cattolica ha diversi riti. Esistono approssimativamete 15 riti differenti nella Chiesa Cattolica. Il rito Latino è il più grande.
- Il rito Latino prescrive che ogni suo sacerdote faccia una promessa di totale obbedienza al perfetto celibato. Non si possono sposare. Altri riti in seno alla Chiesa Cattolica permettono che i loro sacerdoti si sposino.
Veniamo alla tua domanda che chiede perché, se nella Sacra Bibbia non cè la proibizione al matrimonio per i sacerdoti, i Cattolici lo proibiscono. Bene, la risposta è che la Chiesa permette sacerdoti sposati.
E il rito Latino che richiede che i sacerdoti rimangano celibi per tutta la vita. La ragione per questo non è perché il matrimonio sacerdotale sia considerato infernale o in qualche modo sbagliato. E una decisione vecchia come la Chiesa stessa. In verità la decisione in favore del celibato viene dallesempio di Cristo.
Come sicuramente sai, i sacerdoti, per la grazia del sacramento del Ordine sono simili a Cristo. Il sacerdote è un nuovo Cristo e ha ricevuto potere particolare da Nostro Signore di sorvegliare, nutrire, dirigere e guidare la Sua Chiesa. Cristo stesso fu durante la sua intera vita celibe. Non si sposò mai. I sacerdoti di rito Latino seguono questo esempio dellamore perfetto di Cristo, che diede se stesso totalmente ed esclusivamente al servizio di Dio Padre e per la nostra redenzione. La vita di Cristo fu un dono totale alla gloria di Dio Padre ed alla redenzione di noi uomini e donne. Il sacerdote di rito Latino è chiamato da Cristo a seguirne gli stessi passi, e vivere la totalità del dono della sua persona al Padre in modo daiutare molti uomini e donne a raggiungere il paradiso.
La Chiesa considera il celibato come un dono, e questo è il modo nel quale la vasta maggioranza dei sacerdoti ha sempre considerato e sempre considererà il celibato. E un dono del cielo. Nostro Signore dice che alcuni dei sui seguaci sarebbero chiamati a delle vite di perfette castità. Questo, dice, è solo per coloro che sono chiamati. Vi sono infatti degli eunuchiche sono sono nati così dal ventre della madre; ve ne sono alcuni che sono stati resi tali dagli uomini, e vi sono altri che hanno rinunziato al matrimonio per il Regno del Cieli. Chi può capire, capisca. (Matteo 19:12).
Coloro che sono chiamati al sacerdozio nel rito Latino, ricevono il dono dessere celibi.
San Paolo dice, e ti suggerisco di leggere la Prima Lettera ai Corinzi cap.7 Nella quale insegna che il matrimonio è una buona cosa ma il mantenersi celibe e casto (il celibato) è meglio. Lui basa questo insegnamento sulla sua esperienza personale: Riguardo alle persone che si mantengono nella verginità, non ho suggerimenti da parte del Signore, ma do la mia opinione come persona che ha ottenuto la misericordia del Signore ad essere a Lui fedele per sempre (1 Corinzi 7:25).
Questo è quello che il Papa Giovanni Paolo II ed i Vescovi della Chiesa Cattolica scrissero sul soggetto in un documento intitolato Pastores dabo vobis: E particolarmente importante che i sacerdoti capiscano la motivazione teologica della legge della Chiesa sul celibato. Essendo una legge, esprime il volere della Chiesa, anche prima del volere del soggetto espresso dal suo essere pronto. Ma il volere della Chiesa trova la sua motivazione finale nellunione tra il celibato e la sacra ordinazione, che assimila il sacerdote a Gesù Cristo, il capo e lo sposo della Chiesa. La Chiesa, come sposa di Gesù Cristo, desidera essere amata dal sacerdote nel modo totale ed esclusivo in cui Gesù Cristo, il suo capo e sposo la ama. Il celibato sacerdotale, è quindi il dono di se stessi con Cristo alla sua Chiesa ed esprime il servizio del sacerdote alla Chiesa con il Signore.
Per unadeguata vita spirituale del sacerdote, il celibato non dovrebbe essere considerato e vissuto come un isolato o puramente negativo elemento, ma come un aspetto dellapproccio positivo, specifico e caratteristico dellessere sacerdote.
Lasciati padre e madre, il sacerdote segue Gesù il buon pastore in una comunione apostolica, al servizio del Popolo di Dio. Il celibato, va quindi, accettato e rinnovato continuamente con una libera decisione damore come un incommensurabile dono di Dio, come un incentivo alla carità pastorale in una singolare compartecipazione alla paternità di Dio e nella fecondità della Chiesa, e come un testimone al mondo del regno escatologico. Per praticare tutte le domande morali, pastorali e spirituali del celibato sacerdotale è assolutamente necessario che il sacerdote preghi umilmente e fiduciosamente, come il Concilio Vaticano II indica: In questo mondo doggi, molta gente dice che la perfetta continenza è impossibile. Più dicono questo, più umilmente e con più costanza i sacerdoti dovrebbero unirsi con la Chiesa nel pregare per la grazia della fedeltà. Non viene mai negata a coloro che chiedono. Allo stesso tempo lasciamo che i sacerdoti usino tutti gli aiuti naturali e sopprannaturali che sono oggi a disposizione di tutti. Ancora una volta è la preghiera, insieme con i Sacramenti della Chiesa e le pratiche ascetiche, che forniscono speranza nelle difficoltà, perdono nei fallimenti, e confidenza e coraggio nel riprendere il viaggio terreno.
Ancora, Papa Giovanni Paolo II scrive nella sua Lettera ai Sacerdoti nel 1995:
LApostolo Paolo, che visse una vita da celibe, scrisse nella Prima Lettera ai Corinzi: Desidererei che tutti fossero come sono io. Ma ognuno ha il suo dono speciale da Dio, uno di un tipo ed unaltro di un altro tipo (7:7) Per lui non ci sono dubbi: matrimonio e celibato sono entrambi doni di Dio, che devono essere protetti e accolti con grade cura. Pur mettendo in risalto la superiorità della verginità, non sminuisce in alcun modo il valore della vita coniugale. Ognuno ha il suo particolare carisma, ognuno ha una vocazione che gli individui, con laiuto della grazia di Dio, devono imparare a discernere nelle loro vite.
Papa Paolo VI scrive nella sua Enciclica sul celibato dei sacerdoti:
22. Gesù, che scelse i primi ministri della salvezza, desiderò che fossero istruiti nel comprendere i misteri del Regno dei Cieli. (29) ma Lui sperò anche che divenissero colleghi nellopera di Dio con uno speciale titolo, e Suoi Ambasciatori. (30) Li chiamò amici e fratelli, (31) per i quali si consacrò in modo che potessero esssere consacrati nella verità; (32) promise una ricompensa più che abbondante per ognuno che abbandonasse casa, famiglia, moglie e figli per la causa del regno di Dio. (33) Più che questo, con parole piene di mistero e sperana, Lui lodò anche una consacrazione più perfetta (34) al regno dei cieli per mezzo del celibato, come dono speciale. (35) La ragione di questa risposta alla chiamata divina è il regno dei cieli; (36) similmente, questo vero regno, (37) il Vangelo (38) ed il nome di Cristo (39) motiva coloro che sono chiamati da Gesù per intraprendere il lavoro di apostolato, accettando liberamente il suo carico, per poter partecipare più attivamente nel Suo disegno..
23. Per loro questo è il mistero della novità di Cristo, per tutto quello che Lui è, e che appare essere, è la somma dei più alti ideali del Vangelo e del regno; è una manifestazione particolare di grazia, che sgorga dal mistero Pasquale del Salvatore. Questa è la ragione che rende la scelta del celibato desiderabile e utile per quelli chiamati da nostro Signore Gesù Cristo. Quindi, loro non intendono solamente partecipare al Suo ufficio sacerdotale, ma anche condividere con Lui la Sua attuale condizione di vita.
Per cui, vedi, Augusto, il celibato è un dono di Dio. Ogni uomo chiamato al sacerdozio nel rito Latino ha ricevuto il magnifico dono del celibato. Non ha fatto nulla per guadagnarlo. Lui è stato scelto, tutto quello dato è stato dato a lui. Lui sarà capace dessere fedele come San Paolo, come lui darà la sua vita con gioia ed incondizionatamente per la salvezza dei suoi fratelli e sorelle in Cristo per la maggior gloria di Dio Padre. Lui non è stato defraudato, lui è pieno della gioia di Cristo. La sua vita è realizzata, è completa e interamente in Gesù Cristo. Lui sa che ha ricevuto un prezioso e grandissimo dono, e ha votato se stesso ad essere fedele.
Prega, per favore, affinché tutti i sacerdoti siano fedeli alla chiamata che Dio ha fatto a loro di vivere la vita in perfetta castità.
Che Dio ti benedica |