Caro Cleo,
In verità non possiamo dire quanti uomini siano chiamati al sacerdozio; questo è un mistero racchiuso nella mente di Dio e nel cuore degli uomini. Tutto quello che possiamo dire è quanti hanno risposto alla chiamata, guardandoci intorno e contando.
E possibile ed anche probabile vista la natura umana, che altri siano stati chiamati o pensarono desser chiamati, che neppure provarono la vocazione. E di quelli che provarono, alcuni saccorsero di non aver in verità ricevuto la chiamata e abbandonarono per seguire la volontà di Dio altrove, ed è possibile ed anche probabile, vista la natura umana, che altri abbandonarono pur avendo ricevuto una vera chiamata.
Ovviamente, luomo che pensa davere una vocazione, è abbastanza generoso da provare, ed essere ammesso ad un seminario soltanto per accorgesi più tardi che quella non è la sua chiamata, costui ha fatto una cosa meravigliosa che Dio sicuramente benedirà. Lui, inoltre, si arricchirà dellesperienza fatta.
Molti e vari possono essere i motivi che possono portare ad abbandonare una vocazione, come pure molte e varie possono essere le responsabilità delluomo che prende tale decisione. Possono andare: dal semplice seguire di un improvviso impulso o venire scoraggiati dalla mancanza di adeguata formazione o di aiuto, o addirittura da un cattivo esempio o dal deliberato ribellarsi alla volontà di Dio. Trovo inutile il discutere di queste cose, allinfuori di quelli di noi che sono impegnati nel discernimento delle vocazioni e nella preparazione di seminaristi, per vedere se stiamo facendo tutto il possibile e come possiamo migliorare sia il discernere che il formare delle vocazioni.
Quello che un uomo che pensa di aver potuto commettere un errore (sia nel non provare per una vocazione, o nellabbandonarla anche luomo che sa che la sta abbandonando per la peggiore delle ragioni) dovrebbe fare è semplicissimo. Dio è sempre ed assolutamente Dio dellamore e della misericordia. Lui non vuole la morte del peccatore, al contrario ha dato il suo unico figlio per la salvezza dei peccatori. Dobbiamo ricordare che Dio, più di ogni altra cosa, desidera che ci si salvi dal peccato, anche il peggiore immaginabile. Andiamo , quindi da Lui nella confessione, mettiamo ai suoi piedi il nostro peccato e Lui lo porta via.
Questo, per quanto bello e rivitalizzante, non è la cosa più bella. Quello che ci porta veramente in alto è che, non importa quale sia il nostro peccato, una volta confessato, possiamo avere lassoluta confidenza che Dio vuole fare qualcosa di ancora più meraviglioso nelle nostre vite che semplicemente perdonarci. Invece che punirci e torturarci con il senso di colpa per quello che avrebbe dovuto essere, ci dobbiamo tenere su con la sua Grazia e gettare nelle opportunità per il bene che Dio ci pone innanzi da fare ora. Dio, meno di tutto vuole che ci impantaniamo nei nostri errori passati. Lui non è così. Lui è lottimista, siamo noi i pessimisti, principalmente, che pensiamo che tutto viene distrutto dal nostro peccato. Ci dimentichiamo che Lui è il Risorto, e di quello che ciò significa.
Lasciamo tutto nelle sue mani. Non guardiamo indietro al male fatto se non per benedire Lui ed amarlo per la sua misericordia e clemenza. Dobbiamo guardare avanti al bene che possiamo fare con il suo aiuto, sapendo che quello è anche il suo scopo.
Che Dio ti benedica. |