Caro Massimo,
ti ringrazio molto per la mail che mi hai scritto e per la domanda. Se devo essere sincero non affronterei la possibile risposta riflettendo sulla valvola di sfogo o sul sogno, vedrei piuttosto di sottolinere il fatto che nella vita dobbiamo avere la determinazione di affrontare le varie circostanze che ci si presentano di fronte. Scelte, decisioni, possibili cammini fino a un certo punto si possono posporre, rinviare, lasciare decantare ecc... ma "più prima che poi" è sempre meglio affrontarli e risolverli. Parti da questo fatto: sono due anni che nel tuo cuore c'è un desiderio, se vuoi soltanto una sensazione, comunque il pensiero che "forse" il Signore ti sta indicando un cammino. Non vale la pena fare un passo avanti e scoprire un po' di più di che cosa si tratta? Non dico che bisogna buttarsi in convento od entrare in un seminario, dico soltanto che poter conoscere meglio una realtà, scambiare quattro chiacchere con un buon sacerdote, trascorrere un giorno o un fine settimana in un certo ambiente può dare alcuni elementi oggettivi per un possibile giudizio. È appunto questo giudizio che ci interessa anche perché sia se ci fosse una possibile chiamata, sia se non ci fosse le cose cambierebbero molto: non saremmo qui dopo due anni a pensare e riflettere su possibili "futuribili". Non ti sembra? Soprattutto considerando l'eta che hai che non ti permette più di "perdere" altro tempo.
Pensaci su e non avere paura di fare un passo verso il Signore, Lui fa km verso di noi e, soprattutto, non si lascia vincere in generosità.
Ti accompagno con la mia preghiera e la mia amicizia, in Cristo e in Maria, padre Giuseppe Gamelli, LC. |