Caro Carlo,
Non possiamo realmente dire per quale ragione alcuni uomini sono chiamati al sacerdozio; questo è un mistero nascosto nella mante di Dio e nei cuori degli uomini. Tutto ciò che possiamo dire e quanti hanno risposto alla chiamata, guardando in giro e contando. E possibile e conoscendo la natura umana, anche probabile, che altri furono chiamati o anche se chiamati, neppure provarono la vocazione. E tra quelli che hanno provato, alcuni si accorsero che non avevano realmente ricevuto la chiamata e lasciarlo per seguire il volere di Dio altrove, ed è chiaramente possibile ed anche probabile in linea con la natura umana che altri lasciarono pur avendo una reale chiamata.
Chiaramente, l'uomo che pensa davere una vocazione, è sufficientemente generoso per provarla e di essere ammesso ad un seminario, per accorgersi solamente in seguito di non avere la chiamata, lui ha così fatto una cosa meravigliosa, sicuramente benedetta da Dio. Lui stesso si sentirà arricchito dall'esperienza.
I motive per abbandonare una vocazione, possono essere molti e vari, come anche la responsabilità dell'uomo che prende la decisione. Possono variare dal seguire superficialmente un impulso, al sentirsi scoraggiato dalla mancanza di formazione o dalla mancanza d'aiuto, o per l'influenza di un cattivo esempio, alla completa ribellione contro Dio. Se trovo inutile discutere su queste cause, se non per quelli che sono in corso di discernimento di vocazioni e di insegnamento ai seminaristi, per vedere se è stato fatto tutto il necessario e per vedere come si può migliorare in entrambi il discernimento e la formazione delle vocazioni.
Quello che dovrebbe fare un uomo che ha sbagliato (o per non aver provato la vocazione, o lasciando anche l'uomo che sa con sicurezza che abbandona per la peggiore delle ragioni) è semplice. Dio è un Dio di misericordia. Lui non vuole la morte del peccatore ma al contrario, diede il suo proprio figlio perché noi peccatori potessimo salvarci. Nonostante ogni peccato, anche il peggiore immaginabile, dobbiamo sapere che Dio più di ogni altra cosa, desidera che noi possiamo essere salvati. Andiamo, quindi da Lui, dicendogli che siamo pentiti, esponiamolo a Lui nella Confessione e Lui ci rimette il nostro peccato.
Questa, per quanto meravigliosa e rilassante, non è la parte migliore. Quella che ci trasporta via è che, nonostante il nostro peccato, una volta confessato, possiamo avere la confidenza assoluta che Dio vuole fare qualcosa di ancora più meraviglioso per le nostre vite che il semplice perdonarci. Invece di punirci e torturarci con il senso di colpa per quello che avrebbe potuto essere, dobbiamo sollevarci con la sua grazia e gettarci a peso morto nelle opportunità di fare il bene che Dio ci presenta. Dio meno di tutto vuole che rimaniamo attaccati alle sabbie mobili del passato. Perché Lui non è così. Lui è lottimista; siamo normalmente noi i pessimisti che pensano davere distrutto tutto con il nostro peccare. Dimentichiamo che Lui è il Risorto e quello che ciò significa. Dobbiamo lasciare tutto nelle sue mani. Non dobbiamo guardare indietro al male fatto se non per benedirlo ed amarlo per la sua misericordia e per il suo perdono. Dobbiamo guardare avanti al bene che possiamo fare con il suo aiuto, sapendo che anche questo è il suo scopo.
Che Dio ti benedica. |