Cara Cristina,
Sei meravigliosa! Hai scovato un argomento davvero importante. Penso che tu abbia messo in parole quello che numerosi altri lettori pensano e attraverso il quale stanno passando, e sono sicuro che ti stanno ringraziando per averlo detto così chiaramente e onestamente. Spero solamente di riuscire a rispondere a te ed a loro in modo da esservi daiuto.
Innanzi tutto, devi capire come siamo fatti. Siamo molto più in tono con il mondo che ci circonda che con le cose dello spirito. Per mezzo dei nostri sensi vediamo, sentiamo, ascoltiamo, tocchiamo, odoriamo, parliamo, gioiamo di tutte queste cose che succedono intorno a noi. Tutto il resto sembra troppo astratto e non così reale. Per questo quando tutti i nostri amici vanno a vedere un certo film ed i nostri genitori ci dicono che noi non ci possiamo andare, non riusciamo in verità a capire la ragione di tale divieto, vogliamo semplicemente fare quello che tutti gli altri fanno, e divertirci come loro.
Ma quando iniziamo a considerare ciò che è giusto o ciò che è sbagliato, onesto o disonesto, entriamo in una nuova dimensione di realtà, e a volte ci allontaniamo da persone che pensavamo essere nostri amici. Maturando umanamente mettiamo meno enfasi in quello che i nostri sensi e sentimenti ci dicono, e quello che è giusto e buono diviene più importante nella nostra vita.
Inoltre, la nostra fede ci porta in una realtà completamente differente e nuova, molto al di fuori della comprensione dei nostri sensi. Se hai fede, sai che quello che ricevi nella S. Comunione non è il pane ma il corpo di Cristo, ed anche se non puoi vedere o sentire la differenza, la adori perché è Cristo veramente presente.
La nostra fede ci dice la verità sulla nostra vita, perché siamo su questa terra, quello che conta, quello che è più importante, come Cristo ci ha amati e ci ama. Ma il grande problema per noi è che non raggiungiamo la fede attraverso i nostri sensi. Una cassata siciliana svilupperà sempre una certa attrazione che ogni principio spirituale astratto, non importa quanto bello possa essere, non sembra possa mai raggiungere allo stesso modo. Quello è semplicemente il modo in cui Dio ci ha fatti.
Adesso, ritorniamo alla nostra domanda. Ti trovi al momento nel bel mezzo di una lotta, attraverso la quale tutti passiamo, per lasciare andare, metteno in prospettiva quello che piace ai nostril sensi, rendendosi conto che esiste un'altra dimensione della felicità chè molto più profonda di quella che superficialmente ci piace. Non possiamo immaginare che cè qualcosa più di quello che ci appare immediatamente evidente; non ha molto senso alla prima impressione, non- ostante che la nostra fede ci suggerisca in modo differente.
Vorrei quindi dire che quello che stai passando non è in principio un litigio con una vocazione, ma un litigio che centra primariamente con la tua maturazione spirituale, nell'iniziare a mettere Cristo al primo posto, e nel praticare fiducia in Lui che è tutto quello che importa, che ci darà la vera felicità. Non importa quale è la tua vocazione, devi superare questa soglia nella tua vita. (Una persona sposata promette damare laltra 'nel bene e nel male, nella ricchezza e nella povertà, in salute e in malattia'. Non parliamo qui della stessa cosa?).
Quindi ti suggerisco di: non fissarti, adesso, specificatamente sulla vocazione. Leggi il Vangelo a di a Cristo che vuoi conoscerLo e vuoi amarLo. Chiedigli questa grazia. E il centro della tua fede, il solo problema reale che dobbiamo risolvere. Una volta che inizi a conoscere ed amare Cristo tutto il resto si risolverà automaticamente. Quindi scoprirai le vera felicità e pace nella tua coscienza, ed assaporerai la santità che Lui può donare.
Che Dio ti benedica. |