Carissima Sabrina,
grazie per la mail e per la fiducia. Per prima cosa dovremmo dire che la vocazione, se mi permetti di analizzarla un po scientificamente, porta con sé tre elementi importanti sui quali poter riflettere e così capire se il Signore ci sta chiamando a seguirlo: la chiamata, le qualità personali e la risposta. Le chiamate possono essere molteplici, alcune più dirette ed incisive (pensa a Paolo caduto da cavallo), altre fatte di piccoli passi che se presi uno per uno non dicono un granché ma se messi insieme ci danno un filo rosso che va verso una direzione ben precisa. La vocazione è una chiamata da parte del Signore a stare con Lui e portare avanti una missione. Quindi due caratteristiche ben precise e , se vuoi, segni importanti: sento nel mio cuore che Lui mi sta chiamando e sento che voglio spendere la vita per un progetto importante, per usare un parolone una missione. Questa chiamata e questa missione si incarnano in una determinata realtà: una congregazione religiosa oppure nel caso del sacerdozio in una determinata diocesi o famiglia religiosa. Ora, il rimanere o meno nella propria città ecc dipende a quale realtà ti sta chiamando il Signore e a quale carisma: ci sono suore di clausura, suore missionarie, suore dedicate allinsegnamento, alla carità, a come vedi il panorama è molto vario. Nel tuo discernimento devi, quindi, verificare sia se ci sono le premesse per una possibile chiamata, sia le qualità personali per seguirlo, sia la realtà che il Signore ti sta facendo conoscere e nella quale ti senti più identificata. Posso dirti anche, da quanto ho visto nella mia vita personale e nella storia di tanti giovani, che città, nazione, ecc non sono così importanti quando, avendo conosciuto il Signore e avendo sentito la chiamata, la nostra vita rimane uno strumento nelle sue mani per fare il bene agli altri.
Con la mia amicizia e la mia stima, in Cristo e in Maria, |