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Commemorazione di tutti i fedeli defunti
XXX del Tempo Ordinadio
Edizioni ART
Messa Meditazione

Commemorazione di tutti i fedeli defunti

XXX settimana dei Tempo ordinario

 

Antifona d'ingresso

Gesù è morto ed è risorto; così anche quelli che sono morti in Gesù, Dio li radunerà insieme con lui. E come tutti muoiono in Adamo, così tutti in Cristo riavranno la vita.

 

Colletta

Ascolta, o Dio, la preghiera che la comunità dei credenti innal­za a te nella fede del Signore risorto, e conferma in noi la beata speranza che insieme ai nostri fratelli defunti risorgeremo in Cri­sto a vita nuova. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Fi­glio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spiri­to Santo, per tutti i secoli dei secoli.

 

I  Lettura

Io lo so che il mio Redentore è vivo.

Dal libro di Giobbe.                                                                                      Gb 19,1.23-27a

Rispondendo Giobbe disse: «Oh, se le mie parole si scrives­sero, se si fissassero in un libro, fossero impresse con stilo di ferro sul piombo, per sempre s'incidessero sulla roccia! Io lo so che il mio Redentore è vivo e che, ultimo, si ergerà sulla polve­re! Dopo che questa mia pelle sarà distrutta, senza la mia carne, vedrò Dio. Io lo vedrò, io stesso, e i miei occhi lo contemple­ranno non da straniero». PdD.

 

Salmo responsoriale                                                                                  dal Salmo 26

R/. Contemplerò la bontà del Signore nella terra dei viventi.

Il Signore è mia luce e mia salvezza, / di chi avrò paura? / Il Si­gnore è difesa della mia vita, / di chi avrò timore? R/.

 

Una cosa ho chiesto al Signore, / questa sola io cerco: / abitare nella casa del Signore / tutti i giorni della mia vita, / per gusta­re la dolcezza del Signore / ed ammirare il suo santuario. R/.

 

Ascolta, Signore, la mia voce. /Io grido: abbi pietà di me! Rispon­dimi. /Il tuo volto, Signore, io cerco. Non nascondermi il tuo volto. R/. Contemplerò la bontà del Signore nella terra dei viventi.

 

Sono certo di contemplare la bontà del Signore / nella terra dei viventi. / Spera nel Signore, sii forte, / si rinfranchi il tuo cuore e spera nel Signore. R/.

 

II Lettura

Giustificati per il suo sangue saremo salvati dall'ira per mezzo di lui.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani.                                                  Rm 5,5-11

Fratelli, la speranza non delude, perché l'amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato.

Infatti, mentre noi eravamo ancora peccatori, Cristo morì per gli empi nel tempo stabilito. Ora, a stento si trova chi sia disposto a morire per un giusto; forse ci può essere chi ha il co­raggio di morire per una persona dabbene. Ma Dio dimostra il suo amore verso di noi perché, mentre eravamo ancora pecca­tori, Cristo è morto per noi. A maggior ragione ora, giustifica­ti per il suo sangue, saremo salvati dall'ira per mezzo di lui.

Se infatti, quand'eravamo nemici, siamo stati riconciliati con Dio per mezzo della morte del Figlio suo, molto più ora che siamo riconciliati, saremo salvati mediante la sua vita. Non solo, ma ci gloriamo pure in Dio, per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo, dal quale ora abbiamo ottenuto la ricon­ciliazione. PdD.

 

Canto al vangelo

Alleluia, alleluia.

Questa è la volontà del Padre mio che chiunque crede nel Fi­glio abbia la vita eterna e io lo risusciterò nell'ultimo giorno. Alleluia.

 

Vangelo

Chi crede nel Figlio ha la vita eterna: io lo risusciterò nell'ultimo giorno.

Dal vangelo secondo Giovanni.                                                                    Gv 6,37-40

In quel tempo, Gesù disse alla folla: «Tutto ciò che il Padre mi dà, verrà a me; colui che viene a me, non lo respingerò, per­ché sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato. E questa è la volontà di colui che mi ha mandato, che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma lo risusciti nell'ultimo giorno. Questa infatti è la volontà del Padre mio, che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna; io lo risusciterò nell'ultimo giorno». PdS.

 

Preghiera dei fedeli

Nella comunione di speranza e di carità che neppure la morte può spezzare, celebriamo il ricordo di tutti i defun­ti, e innalziamo a Dio, con umiltà e fiducia, le nostre sup­pliche.

 

R/. Dio dei vivi e dei morti, ascoltaci.

1. Dio della pace, accogli nel beato riposo del tuo Regno i no­stri fratelli, che in questo mondo hanno sostenuto l'arduo com­battimento della fede, preghiamo. R/. Dio dei vivi e dei morti, ascoltaci.

2.  Dio, gloria degli umili e premio dei giusti, dona ai vescovi, ai presbiteri e ai diaconi che hanno svolto il loro ministero in mezzo a noi, la pienezza della vita e la gioia promessa ai tuoi servi fedeli, preghiamo. R/.

3. Padre immensamente buono, non lasciare che alcuno perisca di coloro che hai affidato al Cristo buon pastore, perché li ra­duni nei pascoli eterni, preghiamo. R/.

4.  Dio della vita, donaci il senso cristiano del vivere e del mo­rire e la certezza che nel momento della morte entreremo nella verità tutta intera, preghiamo. R/.

5. Dio di infinita misericordia, per la preghiera universale della tua Chiesa, abbi pietà di tutti coloro che sono morti senza il con­forto della fede, preghiamo. R/.

Signore, nostro principio e nostro fine, consola le fatiche del no­stro pellegrinaggio terreno con la serena certezza di essere sem­pre in comunione di spirito con i nostri cari defunti nell'attesa di incontrarci tutti in cielo. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

Preghiera sulle offerte

Accetta, o Padre, i doni che ti offriamo in questo sacramento di amore che tutti unisce in Cristo tuo Figlio, e accogli i nostri fratelli defunti nella gloria del tuo regno. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

Antifona alla comunione

Dice il Signore: «Io sono la risurrezione e la vita. Chi crede in me, anche se muore, vivrà; e chiunque vive e crede in me, non morrà in eterno».

 

Preghiera dopo la comunione

Abbiamo celebrato, Signore, il mistero pasquale, invocando la tua misericordia per i nostri fratelli defunti; dona loro di par­tecipare alla pasqua eterna nella tua dimora di luce e di pace. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

Chi Crede nel Figlio ha la vita eterna

Meditazione

Lettura

Il libro di Giobbe costituisce uno dei vertici spirituali dell'An­tico testamento. Il protagonista, che vive drammatiche situazio­ni di sofferenza, afferma: «Io lo so che il mio Redentore è vivo... e i miei occhi lo contempleranno non da straniero». San Paolo, pur tra le incertezze della vita, mostra il fondamento della spe­ranza cristiana: Dio ci ama. Come prova di questo afferma: «mentre eravamo peccatori Cristo è morto per noi e questo amore è riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo». Il Vangelo ci rivela la volontà del Padre: «chi crede nel Figlio ha la vita eterna e sarà risuscitato nell'ultimo giorno».

 

Meditazione

Le letture di tutta la liturgia odierna sottolineano una verità: la morte non è la fine dell'uomo, anzi, è l'ingresso nell'eternità. La speranza cristiana non delude e la vita è destinata a continuare mediante la risurrezione perché l'amore di Dio è "riversato" sul­l'uomo per mezzo dello Spirito Santo. «Ai tuoi fedeli, o Signore, la vita non è tolta, ma trasformata e, se ci rattrista la certezza di dover morire, ci consola la promessa dell'immortalità futura» Tutto, infatti, acquista senso alla luce della morte e risurrezione di Cristo. Uniti a lui attraverso i sacramenti, i defunti oggi siedono al "banchetto celeste" e ci in­vitano a vivere con saggezza cristiana. Il Concilio Vaticano II af­ferma: «In faccia alla morte l'enigma della condizione umana rag­giunge il suo culmine. L'uomo non è tormentato solo dalla sofferenza e dalla decadenza progressiva del corpo, ma ancor più dal timore di una distruzione definitiva. Ma l'istinto del cuore lo fa giudicare rettamente, quando aborrisce e respinge l'idea di una totale rovina e di un annientamento definitivo della persona... Questa vittoria l'ha conquistata Cristo risorgendo alla vita, libe­rando l'uomo dalla morte mediante la sua morte» (GS 18). Chie­diamoci: la fede e la speranza della vita eterna sono vive e pre­senti oggi nella Chiesa e nella mia vita? Ho presente che questa non è solo speranza per me stesso, per la mia vita personale, ma è la speranza che si manifesti il Regno di Dio, venga il giudizio fi­nale sulla storia, e tutta l'umanità riconosca la regalità di Cristo?

 

Preghiera: Signore, con i sacramenti abbiamo intrapreso il cammino di morte al peccato e all'uomo vecchio, per rivestirci di Cristo attraverso il dono dello Spirito Santo. Fa' che anch'io con san Paolo gusti la verità che la morte è "essere sempre con il Signore"; concedimi la grazia di comprendere che oggi è deci­sivo "essere di Cristo" per essere poi con Lui nella vita eterna.

 

Agire: Farò una visita al cimitero guidato dalla luce e dalla speranza della Parola di Dio. Conserverò nel cuore la paro­la del vangelo: «Chiunque crede nel Figlio ha la vita eterna e io lo risusciterò nell'ultimo giorno»

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