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Non temere! Cristo è lunico che non ti inganna mai, basta fidarsi di Lui!
Fr. Alberto Carrara, nLC

1). Come si è manifestata la chiamata di Dio nella sua vita?

Riflettendo sulla mia storia vocazionale sento di poter dire che Dio mi si è manifestato attraverso eventi e persone che, nella realtà concreta della vita, hanno intrecciato il loro cammino con il mio e mi hanno trasmesso un messaggio. In un certo istante dentro di me si è realizzata una sintesi, i pezzi singoli ed isolati del puzzle hanno iniziato ad avvicinarsi e a comporre un invito sempre più chiaro: lascia tutto, vieni e seguimi!

Concretamente, mai, prima del mio ventiduesimo compleanno, mi era passata per la testa lidea di essere sacerdote. Era una realtà così vicina e allo stesso tempo così inaccessibile che posso tranquillamente dire che mi era totalmente estranea. Dio mi ha lasciato percorrere l&#39adolescenza e la prima parte della mia vita adulta attendendo il momento opportuno (a Lui!) per rivelare il suo progetto d&#39amore. Lincontro con un sacerdote e con una realtà laicale di giovani attivi nella fede e nell&#39apostolato hanno preparato il terreno perché potessi ascoltare l&#39invito di Cristo. Questo è stato chiaro più di qualunque realtà tangibile. Le parole di Giovanni Paolo II a noi giovani durante la Giornata Mondiale della Gioventù a Toronto nel 2002: chiunque sente nel proprio cuore linvito di Cristo a seguirlo lungo la via della croce, non abbia paura!, hanno risuonato alla mia anima come la voce chiara e inequivocabile di Cristo. Da quel momento non cè stato dubbio sulla chiamata in sé. I problemi sono arrivati istantaneamente: come rispondere? Ma perché a me? E, soprattutto, perché ora?

2). Quali furono i passi che ha preso per rispondere a questa chiamata?

            Il castello di carte che avevo meticolosamente costruito da quando avevo 13 anni fino a quel momento, in cui, alle porte della laurea stavo coronando il sogno più grande della mia vita (sogno che sarebbe continuato nella strada della ricerca scientifica), è crollato. Davanti alla nebbia e all&#39apparente non senso che sembrava prevalere nella mia anima, mi sono affidato a colui che Dio mi aveva posto accanto: quel padre incontrato per caso. Attraverso lo strumento indispensabile della direzione spirituale (di cui mai avevo sentito parlare) ho fatto ordine tra le mille domande, i tanti dubbi, i sentimenti che oscillavano all&#39inverosimile. Ho preso atto della nuova situazione, imparando ad essere realista. La certezza della volontà di Dio nella mia vita ad un certo punto annullava tutto il resto. Acquistata la serenità necessaria, ho deciso di rispondere con l&#39amore all&#39immenso amore ricevuto.

3). Che importanza ebbero la vita di Grazia e i sacaramenti in questo discernimento?

            I sacramenti e la vita di grazia hanno avuto un ruolo centrale nel mio discernimento. Essi si può dire, sono stati gli strumenti necessari per arare il campo della mia anima e renderlo, così, pronto e capace per ricevere il seme della chiamata di Cristo. Attraverso i sacramenti saccresceva in me quella vita dunione e dialogo con il Signore. Il clima interiore si faceva sempre più sereno a andavo, giorno per giorno, mese per mese, acquisendo quella che il mio padre spirituale definisce: la pace dei fondali. Tutto poteva sconvolgersi in superficie, ma nel profondo, nulla mutava, la sicurezza regnava.

4). Che cosa ha trovato nella sua vita consacrata? (esperienze personali, gioie, gli aspetti più notevoli)

            Nella mia vita consacrata sto scoprendo, istante per istante, ad amare Cristo di un amore totalizzante, un amore che coinvolge ogni fibra del mio essere, esce da me e si unisce a Colui che fin dall&#39eternità mi ha amato e mi ha chiamato a seguirlo. Imparo ogni giorno il valore infinito che un piccolo atto fatto per amore ha davanti a Dio, percepisco tutta la mia vita passata in funzione della chiamata al sacerdozio e vedo la mano potente e misericordiosa del Signore. Questo è il tesoro più grande per unesistenza umana! Sentirsi e sapersi amata di un amore senza limiti. Nella vita consacrata trovo come rendere sempre attuale lo spogliarmi di me stesso e rivestirmi di Cristo.

5). Qual è il migliore consiglio che potete dare per uno che sente la chiamata?

            A chiunque sente nel proprio cuore la chiamata di Gesù a seguirlo, il consiglio che posso dare è: non chiudere le orecchie e iniziare a correre a gambe levate, ma cerca la verità del tuo sentire; da solo certamente hai più possibilità di perderti, affidati a chi realmente può darti un consiglio obbiettivo; cerca la verità, soprattutto se fa male, se va contro il tuo egoismo, perché sarà dalla verità che otterrai la libertà e la serenità per rispondere. Non temere! Cristo è lunico che non ti inganna mai, basta fidarsi di Lui!
                                                                                                                                                                                                       
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