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27 Novembre 2005
Domenica
I di Avvento
Messa Meditazione

27 novembre 2005 Domenica  

 

I di Avvento

 

l Lettura

 

Se tu squarciassi i cieli e scendessi !

 

Dal libro del profeta Isaia.                                                                                           Is 63,16b-17.19b;64,1-7

 

Tu, Signore, tu sei nostro padre, da sempre ti chiami nostro redentore. Perché, Signore, ci lasci vagare lontano dalle tue vie e lasci indurire il nostro cuore, così che non ti tema? Ritorna per amore dei tuoi servi, per amore delle tribù, tua eredità. Se tu squarciassi i cicli e scendessi! Davan­ti a te sussulterebbero i monti. Davanti a te tremavano i popoli, quando tu compivi cose terribili che non attendeva­mo, di cui non si udì parlare da tempi lontani. Orecchio non ha sentito, occhio non ha visto che un Dio, fuori di te, abbia fatto tanto per chi confida in lui. Tu vai incontro a quanti praticano la giustizia e si ricordano delle tue vie. Ecco, tu sei adirato perché abbiamo peccato contro di te da lungo tempo e siamo stati ribelli. Siamo divenuti tutti come cosa impura, e come panno immondo sono tutti i nostri atti di giustizia: tutti siamo avvizziti come foglie, le nostre iniquità ci hanno portato via come il vento. Nessuno invocava il tuo nome, nessuno si riscuoteva per stringersi a te; perché tu avevi nascosto da noi il tuo volto, ci hai messo in balia della nostra iniquità. Ma, Signore, tu sei nostro padre; noi siamo argilla e tu colui che ci da forma, tutti noi siamo opera delle tue mani. PdD.

 

Salmo responsoriale                                                                                                                                                                                                                                                   dal Salmo 79

 

R/. Fa' splendere il tuo volto e salvaci, Signore.

 

Tu, pastore d'Israele, ascolta, / assiso sui cherubini rifulgi! / Risveglia la tua potenza / e vieni in nostro soccorso. R/.

 

Dio degli eserciti, volgiti, / guarda dal ciclo e vedi / e visita questa vigna, / proteggi il ceppo che la tua destra ha piantato, / il germoglio che ti sei coltivato. R/.

 

Sia la tua mano sull'uomo della tua destra, /sul figlio dell'uo­mo che per te hai reso forte. / Da te più non ci allontaneremo, / ci farai vivere e invocheremo il tuo nome. R/.

 

Il Lettura

 

Aspettiamo la manifestazione del Signore nostro Gesù Cristo.

 

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi.                                                                                                      1Cor 1,3-9

 

Fratelli, grazia a voi e pace da Dio Padre nostro e dal Signore Gesù Cristo. Ringrazio continuamente il mio Dio per voi, a moti­vo della grazia di Dio che vi è stata data in Cristo Gesù, perché in lui siete stati arricchiti di tutti i doni, quelli della parola e quelli della scienza. La testimonianza di Cristo si è infatti stabilita tra voi così saldamente, che nessun dono di grazia più vi manca, mentre aspettate la manifestazione del Signore nostro Gesù Cristo. Egli vi confermerà sino alla fine, irreprensibili nel giorno del Signore nostro Gesù Cristo: fedele è Dio, dal quale siete stati chiamati alla comunione del Figlio suo Gesù Cristo, Signore nostro! PdD.

 

Canto al vangelo

 

Alleluia, alleluia.

 

Mostraci, Signore, la tua misericordia e donaci la tua salvezza. Alleluia.

 

Vangelo

 

Vegliate: non sapete quando il padrone di casa ritornerà.

 

Dal vangelo secondo Marco.                                                                                                                                                 Mc 13,33-37

 

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «State attenti, vegliate, perché non sapete quando sarà il momento preciso. È come uno che è partito per un viaggio dopo aver lasciato la propria casa e dato il potere ai servi, a ciascuno il suo compi­to, e ha ordinato al portiere di vigilare. Vigilate dunque, poi­ché non sapete quando il padrone di casa ritornerà, se alla sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino, perché non giunga all'improvviso, trovandovi addormentati. Quello che dico a voi, lo dico a tutti: Vegliate!». PdS.

 

meditazioni

 

Lettura

 

L'ultimo discorso di Gesù prima di affrontare la passione è l'ennesimo richiamo al discepolo ad essere sentinella nella notte. Un uomo, Gesù, prima di lasciare la casa, da il potere -il Battesimo nel suo Spirito - ai servi, e a ciascuno il suo com­pito: nella casa, tutti hanno qualcosa da fare. Il brano evange­lico si conclude con un imperativo: Vigilate!, che deve diven­tare il motore della vita di ogni discepolo di Cristo.

 

Meditazione

 

Vegliate! Così Gesù conclude il suo ultimo discorso, prima di consegnarsi nelle mani dei carnefici. C'è chi sostiene che la religione è l'oppio dei popoli, annebbia la coscienza. Il Signo­re confuta una simile menzogna con questo brano evangelico che, oggi, prima domenica d'avvento, la liturgia ci propone: un autentico inno alla vigilanza. Il cristianesimo, infatti, fa tenere gli occhi aperti per scrutare ciò che la notte potrebbe nascondere. Ma non basta. Gesù, infatti, battezzandoci nel suo Spirito, ha lasciato ai suoi servi il suo stesso potere di Figlio. Noi siamo, dunque, responsabili di fare e dire ciò che Egli ha fatto e detto. Il suo venire a noi deve corrispondere ad un nostro andare a Lui. L'avvento è come un viale; ad un estre­mo sta Gesù, all'altro siamo noi, suoi amici (cfr. Gv 15,15). Ci riconosciamo, corriamo l'uno verso l'Altro: Dio fatto uomo e la sua creatura tanto amata s'incontrano, abbracciandosi. Ma in cosa consiste la nostra corsa verso di Lui? Il discepolo non deve attendere il momento dell'abbraccio in uno stato di agi­tazione priva di senso. Prima di partire, infatti, Gesù ha dato qualcosa a ciascuno. Non ha dato tutto a tutti, perché la nostra vanità sarebbe stata paga e ci saremmo chiusi nell'au­tosufficienza, dimentichi di Dio e del prossimo. Qualcosa di simile a quanto sta accadendo alla nostra ricca società occi­dentale. Ma il Padre vuole che ognuno aiuti il fratello in ciò che ha e sia aiutato in ciò che non ha, in spirito di reciproco servizio.

 

Preghiera: Non forzarti all'insensibilità, perché tu, Signore sei nostro padre, da sempre ti chiami nostro redentore. Perché, Signore, ci lasci vagare lontano dalle tue vie? Ritorna per amore dei tuoi servi (Is 63,16b.l7b).

 

Agire: Pregherò per coloro che non hanno conosciuto l'amo­re di Dio, e sarò per loro come le sue mani tese, per avvicinar­li al cuore di Gesù.

 

 

                                                                                                                                                                                                       
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