Come Discernere?


“In questi anni, come direttore spirituale, ho potuto riconoscere tre possibili tipologie di chiamata”


 

Alla luce di queste tre “modalità” di chiamata, può sorgere un dubbio forse giustificato. Se la chiamata può essere diretta, indiretta o offerta, allora tutti possono ritenersi scelti, chiamati da Dio. Per tutti potrebbe esserci questa via di “consacrazione” per la propria realizzazione personale. Qualcuno potrebbe pensare: «ma allora, non si salva nessuno!». 

Una possibile risposta per capire meglio la chiamata che Lui può fare a ciascuno di noi potrebbe essere questa: è vero che tutti possono incontrarsi in questo o in quel tipo di dialogo con il Signore, ma non tutti riceveranno la stessa risposta. Chiedere al Signore che cosa vuole da ciascuno di noi dovrebbe essere l’atteggiamento di ogni buon cristiano, ma, come abbiamo visto, è Dio che, alla fine, chiama chi vuole ed è Lui che farà capire, nel cuore di ciascuno, la sua volontà. 

Ora, qualunque sia il tipo di chiamata che bussa alla porta della sua vita, il giovane si rende conto di questo invito. Magari dopo un po’ di tempo, dopo un po’ di viaggi e di circoli viziosi. Magari… eppure la voce del Signore non si stanca mai di “farsi capire”.

Nelle prime due chiamate, passiamo dalla vocazione alla missione, cioè da un rapporto più o meno intimo con il Signore alla concretezza di una risposta, il lavoro concreto della missione. Nell’ultimo tipo di chiamata, il cammino è inverso: dalla missione a un rapporto più intimo con il Signore. 

Riguardo al terzo tipo di chiamata potremmo chiederci: «É autentico anche questo? Non sarà una imprudenza lanciarsi così nel vuoto?». Ricordiamolo ancora una volta: è sempre Lui che dona ad ogni giovane la grazia di scorgere i bisogni di questo mondo, la bellezza della donazione personale, il desiderio di fare qualcosa di più: un dono per capire la vita con la stessa tenerezza con cui la vede Dio.

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