28 Maggio 2007

Anno III, Numero 10

Sposorizzato dai Legionari di Cristo e dal Regnum Christi
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CITTA’ DEL VATICANO, domenica, 20 maggio 2007 (ZENIT.org).-  »

Benedetto XVI esorta a chiedere l’effusione dello Spirito Santo

ROMA, domenica, 20 maggio 2007 (ZENIT.org).-  »

Valori cattolici per un mondo secolarizzato

CITTA’ DEL VATICANO, domenica, 27 maggio 2007 (ZENIT.org). »

Benedetto XVI: Che “lo Spirito Santo scenda in abbondanza sulla Chiesa del nostro tempo”

Approfondimenti- »

C'è qualcosa che io sento che viene da fuori, e mi da un senso di tristezza al cuore quando penso alla mia vita futura.

Approfondimenti- »

Come posso iniziare il processo di discernimento?

Approfondimenti- »

Perché il celibato?

 



CITTA’ DEL VATICANO, domenica, 20 maggio 2007 (ZENIT.org).- «« Ritorna all'inizio
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"Benedetto XVI esorta a chiedere l’effusione dello Spirito Santo"
In occasione della recita del “Regina Caeli”, a una settimana dalla Pentecoste
Papa Benedetto XVI
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A una settimana dalla solennità della Pentecoste, Benedetto XVI ha invitato al raccoglimento nella preghiera, su esempio degli Apostoli e della Vergine Maria, per chiedere l’effusione dello Spirito Santo.

Una moltitudine di fedeli e pellegrini ha accolto questo appello in piazza San Pietro in Vaticano in una splendida mattinata primaverile durante l’appuntamento della preghiera mariana del “Regina Caeli” con il Papa.

Alludendo alla solennità dell’Ascensione del Signore – che la liturgia ha ricordato giovedì scorso, ma che in alcuni Paesi si celebra oggi –, il Santo Padre ha sottolineato che, con il ritorno del Padre, Gesù risorto “ci apre il passaggio alla vita eterna e rende possibile il dono dello Spirito Santo”.

Per questo, “come allora gli Apostoli, anche noi, dopo l’Ascensione, ci raccogliamo in preghiera per invocare l’effusione dello Spirito, in spirituale unione con la Vergine Maria”.

Il Papa si è riferito al capitolo 1 degli Atti degli Apostoli, i cui versetti (12-14), dopo il racconto dell’Ascensione del Signore, riferiscono il ritorno degli apostoli a Gerusalemme e la perseveranza di tutti loro, in uno stesso spirito, nella preghiera, in compagnia di Maria, la Madre di Gesù.

“La sua intercessione ottenga per tutta la Chiesa una rinnovata Pentecoste”, ha detto il Papa riferendosi alla Madonna.

Benedetto XVI ha approfittato dei saluti dopo la recita del “Regina Caeli” per una sintetica preparazione alla solennità di Pentecoste, che la Chiesa celebra domenica prossima.

“Come i primi discepoli riuniti con Maria nel Cenacolo, attendiamo l’arrivo dello Spirito Santo che ci darà forza per essere testimoni di Cristo risorto nel mondo”, ha affermato in Spagnolo.

In Portoghese ha invocato i doni dello Spirito Santo su tutti i fedeli per ottenere la loro trasformazione in autentici discepoli e missionari di Gesù Cristo, tra le famiglie e le comunità.

Anniversario della nascita di Giovanni Paolo II

Venerdì 18 maggio è stato l’anniversario della nascita del Servo di Dio Giovanni Paolo II (1920-2005).

Benedetto XVI lo ha ricordato questa domenica, tra gli applausi dei pellegrini in piazza San Pietro.

Salutando in Polacco i compatrioti di Papa Karol Wojtyla – sempre presenti a Roma –, li ha ringraziati per le loro preghiere per la beatificazione del suo predecessore.





ROMA, domenica, 20 maggio 2007 (ZENIT.org).- «« Ritorna all'inizio
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"Valori cattolici per un mondo secolarizzato "
I Vescovi si pronunciano nonostante le ostilità
Padre John Flynn
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Lo scontro sulla questione delle coppie omosessuali in Italia ha raggiunto elevati livelli di tensione, con ostilità verbali e persino minacce di morte. L'Arcivescovo di Genova Angelo Bagnasco ha ricevuto qualche settimana fa una busta contenente un bossolo e un messaggio, con il simbolo della stella a cinque punte delle Brigate Rosse, in base a una notizia ANSA del 30 aprile.

A fronte di proposte governative dirette a introdurre una serie di diritti civili per le persone conviventi anche dello stesso sesso, sia la Chiesa cattolica che i gruppi laici si sono pronunciati con forza in difesa del matrimonio e della famiglia. I problemi per l'Arcivescovo Bagnasco, nominato a marzo da Benedetto XVI presidente della Conferenza Episcopale Italiana, sono iniziati dopo un suo discorso, pronunciato il 30 marzo nella sua Arcidiocesi di Genova, agli operatori nel campo della cultura e delle comunicazioni.

Il presule ha spiegato che il sostegno della Chiesa alla famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna si basa su solidi elementi antropologici, secondo quanto riportato il giorno successivo dal quotidiano cattolico “Avvenire”. In questo senso, la Chiesa non impone la sua fede a una società pluralistica.

Egli ha quindi avvertito che qualora il criterio per l'approvazione delle leggi fosse ridotto a una mera questione di opinione pubblica, allora non vi sarebbe, per esempio, motivo di respingere proposte di legalizzazione dell'incesto o iniziative come quella avviata in Olanda di istituire un partito politico dei pedofili.

Queste parole dell'Arcivescovo hanno innescato una serie di reazioni, tra cui minacce scritte sui muri della cattedrale di Genova e altre proteste culminate con la lettera minatoria di fine aprile.

Le ostilità che ne sono seguite si sono estese anche al Papa. La notizia ANSA del 30 aprile cita anche striscioni apparsi nelle strade del centro di Genova che ritraggono Benedetto XVI che stringe la mano a Hitler o in piedi davanti ad un plotone di esecuzione.

1° maggio di agitazioni

Durante il concerto del Primo maggio a Roma, uno dei presentatori, Andrea Rivera, ha rivolto parole dure contro Benedetto XVI e la Chiesa. Sia i sindacati, che hanno organizzato l'evento, che le autorità politiche hanno subito condannato le parole di Rivera, come riportato dal quotidiano “La Stampa” il 3 maggio.

Ciò nonostante, Rivera si è rifiutato di fare un passo indietro e a Genova continuano a comparire scritte sui muri contro l'Arcivescovo, il quale deve ormai viaggiare in vetture antiproiettili, oltre ad avere la scorta della polizia, secondo l'ANSA del 6 maggio.

In un’intervista pubblicata il 30 aprile su “La Stampa”, il Cardinale Julián Herranz, fino a poco tempo fa presidente del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi, ha espresso preoccupazione per il clima di intolleranza che si sta creando contro la Chiesa.

Il Cardinale ha dichiarato di non voler drammatizzare eccessivamente le proteste contro l'Arcivescovo Bagnasco, ma allo stesso tempo ha messo in guardia riguardo al tentativo di alcuni gruppi minoritari di indurre al silenzio la Chiesa. Il Cardinale ha inoltre avvertito che coloro che ingenerano odio alimentano la violenza degli estremisti.

Terreno scivoloso

Gli avvertimenti dell'Arcivescovo di Genova contro l'incesto e gli altri problemi che emergono una volta che la società perde il suo punto di riferimento antropologico trovano conferma nell'esperienza di altri Paesi.

-- Patrick Stuebing e Susan Karolewski di Lipsia (Germania), sono fratello e sorella, ma non sono cresciuti insieme. Ora convivono e hanno quattro figli. La legge vieta l'incesto e Stuebing ha già scontato una pena di due anni di reclusione. Dopo un'altra recente condanna, il suo avvocato ha presentato appello alla Corte costituzionale tedesca, nel tentativo di rovesciare il divieto di incesto (BBC, 7 marzo).

-- Paul Lowe dell'Ohio è stato condannato per incesto con la sua figliastra e ha fatto ricorso alla Corte Suprema, sulla base del precedente del 2003 relativo alla causa Lawrence contro Texas che aveva eliminato il divieto di sodomia omosessuale. In quell'occasione, i critici avvertirono che la sentenza avrebbe aperto la strada all'eliminazione di altre leggi che regolano il comportamento sessuale (“The Boston Globe”, 2 maggio).

-- Sara Wheeler, in Georgia (Stati Uniti), ha dato alla luce nel 2000 un maschio di nome Gavin grazie all'inseminazione artificiale. La sua partner lesbica Missy ha assunto il cognome di Sara e insieme hanno congiuntamente adottato Gavin. Nel 2004 la coppia si è separata e ora Sara Wheeler è in causa per annullare l'adozione di Gavin da parte della sua ex partner. Il caso si trova attualmente di fronte alla Corte Suprema della Georgia (Associated Press, 25 marzo).

-- Lo scorso anno la Corte Suprema del Vermont ha stabilito che Isabella Miller-Jenkins è figlia di due madri. La madre biologica di Isabella, Lisa Miller, e la sua ex partner lesbica, Janet Jenkins, hanno sciolto la loro unione civile, registrata in base alla legge statale del Vermont, e sono entrate in causa per i diritti genitoriali. La decisione del Vermont contrasta con quella successiva del tribunale della Virginia – dove attualmente si trova Lisa Miller insieme ad Isabella – che ha affidato la bimba unicamente alla madre biologica (New York Times, 5 Agosto 2006).

-- Un tribunale canadese dell'Ontario ha stabilito che un bimbo di 5 anni avesse tre genitori legali, due madri e un padre. Una coppia lesbica e un donatore di seme erano entrati in causa in relazione alla possibilità di stare con il bambino (National Post, 4 gennaio).

Dio nella sfera pubblica

A fronte di simili sfide e di preoccupanti sviluppi in ambiti come la bioetica, i Vescovi di molti Paesi stanno prendendo chiara posizione sostenendo la necessità di preservare i valori morali.

Prima delle recenti elezioni locali in Scozia, i Vescovi cattolici hanno pubblicato una lettera, di cui è stata data lettura in ogni Messa celebrata nel fine settimana del 14-15 aprile, in cui si parla di un "conflitto di valori nella società".

I presuli hanno chiamato in causa le leggi sull'aborto, la sperimentazione sugli embrioni, le scuole e la famiglia. "Vi sono segnali che indicano un desiderio di sentire una voce autenticamente cristiana nella politica, al servizio del bene comune di ogni persona credente o non credente di qualsiasi fede", si afferma nella lettera.

"Vi invitiamo a guardare oltre la superficialità di ciò che attrae o va di moda, per riconoscere quelle politiche e quei valori che sono più in linea con la dignità della persona umana e con il bene comune della nostra società", hanno dichiarato i Vescovi.

Anche in Argentina i Vescovi hanno scritto una lettera pastorale in merito al rapporto tra politica e fede. Datata 28 aprile, la lettera vuole essere una guida per i cattolici, in vista delle elezioni previste per il mese di ottobre.

Dopo aver invitato i fedeli a conoscere e applicare la dottrina sociale della Chiesa, la lettera si sofferma su una serie di temi di particolare rilevanza, tra cui la questione della tutela della vita umana, dal momento del concepimento fino alla sua morte naturale, e la necessità di proteggere la famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna.

Intanto, in Spagna, il Vescovo Ricardo Blázquez di Bilbao ha affrontato il tema del rapporto tra fede e società secolarizzata. Monsignor Blázquez è intervenuto, il 23 aprile, all'inaugurazione di un incontro organizzato dalla Conferenza Episcopale Spagnola, di cui egli è presidente.

I cristiani, ha osservato, hanno la missione di annunciare il messaggio dell'amore di Dio, che promuove la dignità umana. Lo Stato laico non deve tendere a ridurre la religione a un mero sentimento individuale, da relegare alla sfera privata, ha dichiarato il Vescovo Blázquez. La Chiesa dovrebbe quindi essere libera di difendere e promuovere quei valori che danno senso alla vita e che tutelano la dignità umana.

Anche in una società pluralistica, ha proseguito monsignor Blásquez, vi è necessità di un qualche consenso su questioni morali attinenti ciò che ogni persona, sia essa credente o non credente, considera come vero. La libertà ha bisogno di essere in armonia con la verità sulla persona umana, ovvero con la legge naturale. Di conseguenza, ha affermato, la libertà deve essere educata, di modo che essa non perda il proprio orientamento e non si trasformi in egoismo. Un consiglio che molti Vescovi nel mondo stanno offrendo con sempre maggiore insistenza.





CITTA’ DEL VATICANO, domenica, 27 maggio 2007 (ZENIT.org). «« Ritorna all'inizio
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"Benedetto XVI: Che “lo Spirito Santo scenda in abbondanza sulla Chiesa del nostro tempo”"
Preghiera del Regina Cæli nella domenica di Pentecoste
Papa Benedetto XVI
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Pubblichiamo le parole pronunciate questa domenica, Solennità di Pentecoste, da Benedetto XVI ad introduzione della preghiera del Regina Cæli, recitata con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.

* * *

Cari fratelli e sorelle!

Celebriamo oggi la grande festa della Pentecoste, in cui la liturgia ci fa rivivere la nascita della Chiesa, secondo quanto narra san Luca nel libro degli Atti degli Apostoli (2,1-13). Cinquanta giorni dopo la Pasqua, lo Spirito Santo scese sulla comunità dei discepoli - "assidui e concordi nella preghiera" - radunati "con Maria, la madre di Gesù" e con i dodici Apostoli (cfr At 1,14; 2,1). Possiamo quindi dire che la Chiesa ebbe il suo solenne inizio con la discesa dello Spirito Santo. In questo straordinario avvenimento troviamo le note essenziali e qualificanti della Chiesa: la Chiesa è una, come la comunità di Pentecoste, che era unita nella preghiera e "concorde": "aveva un cuore solo e un’anima sola" (At 4,32). La Chiesa è santa, non per i suoi meriti, ma perché, animata dallo Spirito Santo, tiene fisso lo sguardo su Cristo, per diventare conforme a Lui e al suo amore. La Chiesa è cattolica, perché il Vangelo è destinato a tutti i popoli e per questo, già all’inizio, lo Spirito Santo fa sì che essa parli tutte le lingue. La Chiesa è apostolica, perché, edificata sopra il fondamento degli Apostoli, custodisce fedelmente il loro insegnamento attraverso la catena ininterrotta della successione apostolica.

La Chiesa, inoltre, è per sua natura missionaria, e dal giorno di Pentecoste lo Spirito Santo non cessa di spingerla sulle strade del mondo, fino agli estremi confini della terra e fino alla fine dei tempi. Questa realtà che possiamo verificare in ogni epoca è già come anticipata nel Libro degli Atti, dove si descrive il passaggio del Vangelo dagli Ebrei ai pagani, da Gerusalemme a Roma. Roma sta ad indicare il mondo dei pagani, e così tutti i popoli che sono al di fuori dell’antico popolo di Dio. In effetti, gli Atti si concludono con l’arrivo del Vangelo a Roma. Si può allora dire che Roma è il nome concreto della cattolicità e della missionarietà, esprime la fedeltà alle origini, alla Chiesa di tutti i tempi, a una Chiesa che parla tutte le lingue e va incontro a tutte le culture.

Cari fratelli e sorelle, la prima Pentecoste avvenne quando Maria Santissima era presente in mezzo ai discepoli nel Cenacolo di Gerusalemme e pregava. Anche oggi ci affidiamo alla sua materna intercessione, affinché lo Spirito Santo scenda in abbondanza sulla Chiesa del nostro tempo, riempia i cuori di tutti i fedeli e accenda in essi - in noi - il fuoco del suo amore.

[Il Papa ha poi salutato i pellegrini in diverse lingue. In Italiano ha detto:]

Saluto cordialmente i pellegrini di lingua italiana, in particolare i ragazzi di Garda che hanno ricevuto il sacramento della Confermazione, l’Associazione "Insieme per la vita" di Mineo e il "Club 500" di Pescara. In questa giornata, che le autorità italiane hanno dedicato in modo speciale al "sollievo della sofferenza" dei malati gravi, assicuro la mia preghiera per i pazienti e per quanti si impegnano ad assicurare loro cure adeguate, ma anche speranza e sostegno. A tutti auguro una buona domenica illuminata dallo Spirito Santo. Buona domenica e buona settimana!





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"C'è qualcosa che io sento che viene da fuori, e mi da un senso di tristezza al cuore quando penso alla mia vita futura."
Giancarlo

Giancarlo chiede:

Caro Padre Giuseppe, mi perdoni se la disturbo. Mi chiamo Giancarlo ed ho 25 anni, mi trovo in una situazione spirituale particolare: da ormai qualche anno c'è qualcosa che io sento che viene da fuori, e mi da un senso di tristezza al cuore quando penso ad una ragazza o ad un mio futuro lavoro (sto per laurearmi in scienze politiche), sensazione che passa subito quando mi immagino prete e sento una gran pace dentro. Il problema è che questa sensazione è come se qualcuno me la mettesse dentro, perchè io non voglio fare il prete, sono cattolico praticante e partecipo a tutte le funzioni insieme alla mia famiglia, ma ho sempre sognato un'altro tipo di vita, continuo a cercare la ragazza della mia vita incurante di questa sensazione, secondo lei sto commettendo un grave peccato: continuo a sentire questa voce come estranea e cerco di rifiutarla? Anche perchè continuano a piacermi molto le ragazze ed in questo periodo ho provato anche dei sentimenti per due in particolare. La prego mi risponda presto. Grazie e mi scusi molto per il disturbo.

Caro Giancarlo,

grazie per la mail e per la fiducia. Beh, vedo che nel tuo cuore c'è un po' di confusione, da una parte ciò che senti dentro, dall'altra ciò che ti piacerebbe di più, infine i sentimenti verso le ragazze che peró non si concretizzano in un cammino determinato ma in sensazioni ed amicizie. In tutto questo mi pare di capire che hai la grande opportunità di fare un po' più di chiarezza e di vedere fino in fondo qual'è il cammino che Dio ha pensato per te: da una parte il Signore non fa le cose a metà e se nel tuo cuore ci sono alcuni indizi o per lo meno chiamiamoli "sintomi" di chiamata forse vale la pena vedere più in profondità. Se il Signore, invece, ha pensato una ragazza per te non aver paura che questa arriverà. Non fermarti soltanto a ció che a te piace o non piace fare, non rimanere sordo alle ispirazioni che il Signore può mettere nel tuo cuore. Per questo motivo ti potrebbe aiutare molto, contemplando la tua vita in modo globale e avendo una volta per tutte punti fermi e chiari, un cammino di discernimento, un progetto con il quale poter mettersi di fronte a Dio e con molta pace verificare, capire e seguire ció che vuole per te. Per questo discernimento consiglio sempre alcuni punti fondamentali: una vita di preghiera fatta con il cuore e in unione con Maria, la ricerca di un buon direttore spirituale, la vita sacramentale, alcuni momenti di confronto e di comunione in qualche comunità religiosa di spessore spirituale. È un cammino, secondo me, molto valido che ti porterà a contemplare la tua vita con gli occhi del Signore.





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"Come posso iniziare il processo di discernimento?"
Luisa

Ho avuto una potente esperienza alla Vigilia di Pasqua, e sentii quello che pensai essere un bussare al mio cuore per unirmi al monacato. Questa non è la prima volta che questo è successo. Non sono mai passata da un serio processo di discernimento ma ho considerato una vocazione e ho anche chiesto al Signore che lavrei seguita se Lui l'avesse voluto. (Naturalmente, è passato così tanto tempo che dovrei probabilmente farlo ancora). Ma, a quel tempo, sembrò che sarebbe stato meglio finire l'università ed iniziare una vita lavorativa. Ho avuto diverse esperienze e sono uscita con ragazzi ma pochissime serie esperienze di relazione ed mi sono chiesta potrebbe essere questa un'indicazione. Le faccio la seguente domanda: come posso iniziare il processo di discernimento e dove potrei andare per sapere informazioni sui differenti ordini. Ce ne sono talmente tanti, semplicemente, non so da quale iniziare. Amo Madre Angelica ed ho sognato ad occhi aperti di essere una delle sue suore. Ma ho pochissima direzione in questo campo. Per non parlare del fatto che la cittadina nella quale vivo è molto piccola e non conosco l'esistenza di qualche ordine locale. La prego di aiutarmi.

Cara Luisa,

Un colpo al nostro cuore può essere una sveglia, ma non è in se stesso un definitivo segno di una vocazione. Comunque, la tua è una reazione corretta, specialmente per controllare in modo corretto se il pensiero è precedentemente apparso. Puoi fare diverse cose, alcune spirituali ed alcune pratiche.

Uno, prega. Ma non dire semplicemente Dio mostrami quello che vuoi ed io andrò. (Ancora meno dire: Mostrami quello che vuoi ed io ci penserò su). Dì qualcosa come: Signore, mi dai soltanto una vita da vivere, è l'unica possibilità che ho per fare bene e portare frutto. Usami. Non importa quanto mi costi. Voglio vivere soltanto per te. Dovrai pregare così moltissime volte per dimostrare la tua convinzione.

Due, abbi fiducia. Non stai seguendo un'impossibile ricerca. Dio è sufficientemente pratico per metterti in contatto con l'ordine in cui vuole che tu sia.

Tre, cerca, per poter trovare. Hai la necessità di cercare qualcuno che ti può essere guida spirituale, può essere un sacerdote o un religioso in cui hai fiducia. Con questo direttore spirituale devi parlare in modo profondo della tua vita fino ad ora e della tua presente situazione, in modo che lui (o lei) possa dirti se ci sono indicazioni che Dio ti sta chiamando.

Quattro, cerca il posto in cui andare. Cè già qualcosa che ti ha attratto, riguardo alle suore di Madre Angelica. Inizia lì. Questa potrebbe o non, essere la tua chiamata, ma fai il primo passo. Se le vai a visitare e non si dimostrano essere la tua strada, loro stesse ti presenteranno altre possibilità. Un passo per volta.

Cinque, non ti aspettare che tutto funzioni immediatamente. Dovrai investire del tempo, ci saranno difficoltà e dubbi ma necessitiamo di tutti questi perché Dio possa purificarci in modo che il nostro amore per Lui possa crescere.

Che Dio ti benedica.





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"Perché il celibato?"
Marco

Marco chiede:

Ciao. Ho interrogato il mio parroco sull'argomento della vocazione. Ho 18 anni e entrerò il mio primo anno d'università in Settembre. Magari puoi offrirmi qualche suggerimento. Durante tutto il periodo delle superiori ho sentito il forte desiderio d'entrare in seminario, eppure, la sola cosa che non sono riuscito a fare è stato sacrificarmi dividendo il mio amore con (spero) una futura moglie e dei figli. Non è che non voglia sacrificarmi per la mia Chiesa e per il mio Dio, e solamente che non credo completamente a questa tradizione del celibato (che ho sentito essere non tanto dottrinale ma semplicemente tradizione). E un segnale il notare una chiamata al sacerdozio nella vita di ogni giorno? Posso discernere delle ragioni da quasi ogni predica in Chiesa, dalla condizione in cui si trova il mondo oggi, in ogni lezione che insegno alla mia terza classe di Catechismo, ogni volta che leggo durante la S. Messa o che la servo o che suono per la mia Chiesa come piango privatamente per il Papa anche se mi sono una volta trovato nella stessa nazione in cui lui era, magari a qualche migliaia di chilometri da lui. Cè in me questo senso d'attrazione sempre presente. A volte mi sembra che Dio mi chieda personalmente di seguirlo ... Eppure, sento ancora tanto amore dentro di me che voglio manifestare ad una moglie e famiglia felici. Non mi sarei mai aspettato di riuscire a parlare così a lungo dei miei fatti personali con uno sconosciuto, non riesco a spiegare esattamente quello che sento. Spero che tu o qualcun altro possano offrirmi degli avvisi che possano chiarificare la mia situazione. Questa è un conflitto così personale e privato; eppure mi sembra più facile parlarne con qualcuno lontano.

Grazie, Marco

Caro Marco,

Spero dessere di qualche aiuto. Tu hai ragione nel dire che il celibato non è essenziale al sacerdozio, ma il chiamarlo semplicemente una tradizione, è, involontariamente, sminuirlo, come se fosse un qualcosa al quale aderiamo ciecamente solo perché è sempre esistito, quindi non far agitare la barca. E divenuta una tradizione nella Chiesa Occidentale per giuste e sostanziali ragioni. Papa Paolo VI scrisse una lettera sul Celibato Sacerdotale (puoi trovarla nella maggior parte delle librerie Cattoliche e anche su internet) in questa si tutto quello che esiste teologicamente e storicamente parlando sulle regole del celibato sacerdotale. Oggi non è la prima volta che viene sfidato, perché è un duro insegnamento ed è un tale grande sacrificio per la natura umana. Ma la Chiesa ha scoperto una tale ricchezza e valore aggiunto dal celibato al sacerdozio, che non lo abbandonerà mai. E un fatto sincerato che la Chiesa Occidentale considera che, se non si ha la vocazione al celibato, non si ha la vocazione al sacerdozio (sacerdoti sposati dalla Chiesa Anglicana che sono accettati ai Santi Ordini nella Chiesa Cattolica sono una eccezione).

Quindi, eliminando il tuo caso, sembra ovvio che Dio sta facendo qualcosa nella tua anima, e ci sono molti segnali di una vocazione. Ma molto probabilmente devi ancora scoprire l'immenso valore del celibato, che espressione d'amore in effetti è, come un sacerdote celibe non ama esclusivamente una donna, per poter aprire il nostri cuori a tutti e servire tutti senza limiti. E un differente tipo d'amore. E poi esiste la relazione del sacerdote con Cristo, che entra in un nuovo e differente livello, quando si è abbandonato tutto per Lui, per poter vivere come Lui e per offrire la propria vita per la salvezza delle anime. Giovanni Paolo II scrisse una lettera ai sacerdoti nella ricorrenza del Giovedì Santo dell'anno 2000, che darà una visione dell'interno del cuore dei sacerdoti celibi, e del loro rapporto con tutte le donne. Penso che ti aiuterà molto leggere la lettera di Giovanni Paolo II. Leggi tutte le sue lettere del Giovedì Santo ai sacerdoti, toccheranno la tua anime e renderanno più leggero il tuo cammino . Che Dio ti benedica.





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