| 25 Luglio 2005 |
Anno I, Numero 6 |
Sposorizzato dai Legionari di Cristo e dal Regnum Christi |
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La chiamata si presenta nel tempo e si manifesta passo dopo passo nelle varie circostanze della nostra vita. Ci sono momenti in cui puoi percepire meglio la consistenza e le sfumature di questo progetto, usando un termine più adatto questa missione, che Dio ha voluto unire al dono della vita. Ritiri, giornate di deserto, incontri Eucaristici, confronti con realtà diverse: il seminario, una comunità religiosa, unopera di solidarietà, ecc... sono i momenti dello spirito con i quali il Signore ti guida e ti prepara. Se stai già percorrendo questo cammino, se senti che questi appuntamenti finiscono troppo presto e credi di aver bisogno di un respiro di tempo più lungo, per poter riflettere di fronte a Dio circa la tua vocazione ed il tuo futuro, allora è giunto il momento di partecipare ad un corso di discernimento vocazionale. Troppo spesso dopo una esperienza spirituale forte ti sei scontrato con la realtà del lunedì mattina: riprendere la scuola o luniversità, tornare al lavoro e ricominciare unaltra settimana impegnativa. Nel tempo ordinario si ricevono e si raccolgono varie indicazioni, percezioni, elementi che hanno bisogno di un tempo e di un luogo opportuno per essere meditati e capiti bene. Il corso di discernimento rappresenta questo spazio di tempo ed il luogo dove, mettendosi di fronte al Signore con calma e serenità, poter chiedere se ciò che sto capendo è giusto o sbagliato. Capire il progetto di Dio su di te per prepararti a viverlo e a compierlo. Potremmo dire che questi corsi rappresentano vere e proprie oasi di pace in cui il seme gettato nella buona terra da frutto, dove il trenta, dove il settanta, dove il cento per cento. Non si tratta, quindi, di un ritiro spirituale o di esercizi spirituali. Non è soltanto un momento di preghiera più intenso rispetto ai momenti personali quotidiani o più intensi come quelli liturgici dei tempi forti durante lanno. Non è neppure un momento di vacanza da dedicare per ritemprarci dalle stanchezze dellanno. Conoscere, amare e seguire il Signore è questo il movimento dello spirito che durante un corso ti aiuta a realizzare il progetto di Dio nella tua vita. È, per così dire, la struttura di un buon corso di discernimento che segue un principio umano e spirituale molto logico con laiuto della Grazia. Nessuno ama chi non conosce e nessuno segue chi non ama. Normalmente un corso di questa profondità può durare quattro o cinque settimane e serve non soltanto per capire ma anche, eventualmente, per prepararsi a seguire il Signore con la stessa proposta vocazionale. Sono giorni che uniscono alla pratica spirituale, preghiera, meditazione, adorazione Eucaristica, sacramenti, anche un aiuto umano per capire meglio se stessi, discernere le proprie qualità e quindi la volontà di Dio. Inoltre è molto opportuno vivere questa esperienza in un ambiente di sport, condivisione con altri giovani, escursioni magari in montagna o in un bel litorale. Il nostro Paese è una miniera di paesaggi stupendi e particolari | ||||
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Per alcuni è la meta ambita dopo un percorrere cammini a volte tortuosi ed in salita. Per altri è un dono ricevuto da sempre senza difficoltà e complicazioni; naturalmente. Per tutti dovrebbe essere il compito più importante della propria vita. Nel tuo cuore, come in quello di tutti gli uomini, ci sono due domande fondamentali. La prima verte circa la verità, la seconda tocca le corde della felicità. Due domande aperte che se non trovano una risposta possono essere anche delle ferite. Un cuore falso ed infelice va sempre alla deriva. Queste domande trovano una risposta in una persona. Gesù, nel vangelo di Giovanni 1, 38, voltatosi verso i due giovanotti che lo seguivano domanda: «che cercate?». Alla fine di questo incontro, al cap. 1, 41, questi due discepoli diranno: «abbiamo trovato».
Per te Gesù deve essere una persona viva. Se vogliamo sottolineare alcuni requisiti importanti, deve essere un amico sincero ed intimo. Compagno di viaggio per aiutarti a raggiungere la felicità e la verità. Rifacendoci ancora al testo del vangelo di Giovanni, allinizio di questo incontro il Signore era un Maestro, alla fine della giornata per i cuori di questi due giovani oramai è il Messia. Tu che cerchi la sua volontà, tu che cerchi la vocazione che da sempre il Signore ha voluto per te, hai bisogno di conoscerlo intimamente, personalmente. Mi viene in mente un principio filosofico che recita più o meno così: conoscere amare seguire. Nessuno ama chi non conosce e nessuno segue chi non ama. Il primo slancio del cuore, quindi, è proprio questo: conoscere Gesù.
Ma, dove posso incontrare il Signore, qualè il cammino più veloce per poterlo conoscere? Hai ragione, non è sempre così semplice ed immediato. Anzi, molti fanno veramente fatica ad incontrarlo. Per poterlo conoscere ti propongo di cominciare da qui: la fede ci insegna ci insegna che il Signore è vivo nella sua Parola. Nella scrittura, che è un libro vivo, leggiamo le sue parole di vita. Anche per te ci sono parole profonde che aspettano di essere ascoltate ed accolte. Inoltre, il Signore è realmente presente nei sacramenti. Eucaristia e sacramento della riconciliazione sono i mezzi ordinari a cui far riferimento per incontrarlo. Infine, la preghiera è il luogo in cui puoi dialogare con l Amico.
Come vedi ci sono cammini preferenziali che ti aiutano a conoscere meglio il Signore. Ma, per te che stai verificando una possibile chiamata vocazionale, chi deve essere Gesù? Ad un certo punto della tua vita hai deciso di mettere Dio al primo posto. È un grande passo in avanti. È voler riferire a Lui tutte le cose, è una attenzione del cuore fondamentale. Accanto a questo passo ce né un altro: mettere la tua vita nelle mani di Dio. Fidarti di Lui, capire come e quando è la risposta più giusta che dovrai dare con la tua vita.
Ricordati che il Signore non vuole nulla da te, ma vuole il meglio per te. | |||
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Angela chiede: Frequento gli ultimi anni della scuola superiore e mi sento chiamata al monacato. Tra i compiti, i progetti, le domande per le borse di studio, etc..., ed altre cose che stanno succedendo, la mia vita sta divenendo sfrenata. Come posso mantenere la mia relazione con Dio al centro delle cose nel mezzo di tutto questo caos?
Cara Angela, Scusami per il ritardo nel risponderti, ma alcuni dei miei messaggi hanno perso la strada ed il tuo era tra quelli. Fortunatamente, non è così difficile come può sembrare mantenere Dio al centro, Perché è un regalo che Lui stesso vuole farci. Vorrei porre quello che puoi fare in questo modo: Scegli quello che vuoi fare, e fallo per amore. Primo:scegli. Se la nostra vita sembra, a volte, caotica, è per il numero di cose che dobbiamo fare o per il modo nel quale le facciamo. La vita sembra passarci via, invece di essere qualcosa che viviamo e controlliamo. Sicuramente, c'è molto che non possiamo e/o non vogliamo controllare, ma cè anche molto che possiamo. Scegli le tue priorità. Se vuoi mettere Dio al centro, una delle tue priorità è ritagliarti del tempo solo per Lui: tempo per andare alla S. Messa oltre che la Domenica, tempo per pregare dopo che ti sei alzata all'inizio della giornata, tempo per dire una decina o più del S. Rosario, tempo per leggere cose utili. Anche cose ricreazionali e comiche dovrebbero sempre essere parte delle nostre vite, ma non al punto da dimenticarci delle cose importanti: i nostri doveri da studenti, i doveri di casa, quello che la nostra coscienza ci ordina di fare. Secondo: fare tutto per amore. Alcune persone pensano che cè un solo modo di parlare a Dio: pregare. Sbagliato. Puoi dire a Dio che lo ami sviluppando le tue capacità. Puoi dire a Dio che lo ami aiutando i tuoi vicini, avendo una buona influenza sugli altri, servendolo negli altri, compiacendoti delle cose buone che ci ha dato nella nostra vita e ringraziandolo per esse, accettando sofferenze e delusioni quando ci capitano... Al mattino e qualche volta durante la giornata, semplicemente dirgli che tutto quello che fai è per Lui, e fallo, quindi, meglio che puoi, perché vuoi dare a Lui solo il meglio. In questo modo, la tua giornata, diventerà presto una chiaccherata con Lui e, in questo modo, ti troverai ad evitare tutto quello che potrebbe ferirlo e/o offenderlo e spontaneamente offrirgli piccoli sacrifici per le anime. Che Dio ti benedica.
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| Testimonianza di un seminarista | «« Ritorna all'inizio Salta all'articolo successivo »» | ||
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1). Come si è manifestata la chiamata di Dio nella sua vita? Riflettendo sulla mia storia vocazionale sento di poter dire che Dio mi si è manifestato attraverso eventi e persone che, nella realtà concreta della vita, hanno intrecciato il loro cammino con il mio e mi hanno trasmesso un messaggio. In un certo istante dentro di me si è realizzata una sintesi, i pezzi singoli ed isolati del puzzle hanno iniziato ad avvicinarsi e a comporre un invito sempre più chiaro: lascia tutto, vieni e seguimi! Concretamente, mai, prima del mio ventiduesimo compleanno, mi era passata per la testa lidea di essere sacerdote. Era una realtà così vicina e allo stesso tempo così inaccessibile che posso tranquillamente dire che mi era totalmente estranea. Dio mi ha lasciato percorrere ladolescenza e la prima parte della mia vita adulta attendendo il momento opportuno (a Lui!) per rivelare il suo progetto damore. Lincontro con un sacerdote e con una realtà laicale di giovani attivi nella fede e nellapostolato hanno preparato il terreno perché potessi ascoltare linvito di Cristo. Questo è stato chiaro più di qualunque realtà tangibile. Le parole di Giovanni Paolo II a noi giovani durante la Giornata Mondiale della Gioventù a Toronto nel 2002: chiunque sente nel proprio cuore linvito di Cristo a seguirlo lungo la via della croce, non abbia paura!, hanno risuonato alla mia anima come la voce chiara e inequivocabile di Cristo. Da quel momento non cè stato dubbio sulla chiamata in sé. I problemi sono arrivati istantaneamente: come rispondere? Ma perché a me? E, soprattutto, perché ora? 2). Quali furono i passi che ha preso per rispondere a questa chiamata? Il castello di carte che avevo meticolosamente costruito da quando avevo 13 anni fino a quel momento, in cui, alle porte della laurea stavo coronando il sogno più grande della mia vita (sogno che sarebbe continuato nella strada della ricerca scientifica), è crollato. Davanti alla nebbia e allapparente non senso che sembrava prevalere nella mia anima, mi sono affidato a colui che Dio mi aveva posto accanto: quel padre incontrato per caso. Attraverso lo strumento indispensabile della direzione spirituale (di cui mai avevo sentito parlare) ho fatto ordine tra le mille domande, i tanti dubbi, i sentimenti che oscillavano allinverosimile. Ho preso atto della nuova situazione, imparando ad essere realista. La certezza della volontà di Dio nella mia vita ad un certo punto annullava tutto il resto. Acquistata la serenità necessaria, ho deciso di rispondere con lamore allimmenso amore ricevuto. 3). Che importanza ebbero la vita di Grazia e i sacaramenti in questo discernimento? I sacramenti e la vita di grazia hanno avuto un ruolo centrale nel mio discernimento. Essi si può dire, sono stati gli strumenti necessari per arare il campo della mia anima e renderlo, così, pronto e capace per ricevere il seme della chiamata di Cristo. Attraverso i sacramenti saccresceva in me quella vita dunione e dialogo con il Signore. Il clima interiore si faceva sempre più sereno a andavo, giorno per giorno, mese per mese, acquisendo quella che il mio padre spirituale definisce: la pace dei fondali. Tutto poteva sconvolgersi in superficie, ma nel profondo, nulla mutava, la sicurezza regnava. 4). Che cosa ha trovato nella sua vita consacrata? (esperienze personali, gioie, gli aspetti più notevoli) Nella mia vita consacrata sto scoprendo, istante per istante, ad amare Cristo di un amore totalizzante, un amore che coinvolge ogni fibra del mio essere, esce da me e si unisce a Colui che fin dalleternità mi ha amato e mi ha chiamato a seguirlo. Imparo ogni giorno il valore infinito che un piccolo atto fatto per amore ha davanti a Dio, percepisco tutta la mia vita passata in funzione della chiamata al sacerdozio e vedo la mano potente e misericordiosa del Signore. Questo è il tesoro più grande per unesistenza umana! Sentirsi e sapersi amata di un amore senza limiti. Nella vita consacrata trovo come rendere sempre attuale lo spogliarmi di me stesso e rivestirmi di Cristo. 5). Qual è il migliore consiglio che potete dare per uno che sente la chiamata? A chiunque sente nel proprio cuore la chiamata di Gesù a seguirlo, il consiglio che posso dare è: non chiudere le orecchie e iniziare a correre a gambe levate, ma cerca la verità del tuo sentire; da solo certamente hai più possibilità di perderti, affidati a chi realmente può darti un consiglio obbiettivo; cerca la verità, soprattutto se fa male, se va contro il tuo egoismo, perché sarà dalla verità che otterrai la libertà e la serenità per rispondere. Non temere! Cristo è lunico che non ti inganna mai, basta fidarsi di Lui! | |||
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LEGIONARI DI CRISTO Corso di Discernimento Vocazionale per giovani dai 18 ai 30 anni Date: dal 20/07 al 20/08 Luogo: ultime settimane di luglio Roma; prime due settimane di agosto Gozzano, Novara Informazioni: pgg@legionaries.org Dinamica del corso: www.vocazione.org/la nostra formazione/corso vocazionale Campo estivo vocazionale per ragazzi dai 10 ai 14 anni per il Seminario Minore. Date: dal 18/07 al 18/08 2005 Dove: Gozzano, lago d'Orta, Novara informazioni:pgg@legionaries.org | |||
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