| 20 Giugno 2005 |
Anno I, Numero 3 |
Sposorizzato dai Legionari di Cristo e dal Regnum Christi |
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Colui che Cristo chiama è suscettibile di passare attraverso l'una o l'altra di queste cinque emozioni, o di tutte e cinque insieme. La Bibbia, su questo argomento, è piena di situazioni tragicomiche, o, se si vuole, ridicole benché sublimi. L'uomo, sorpreso dal « vieni, seguimi », cerca di sottrarsi all'invito mediante l'una o l'altra di queste goffe scappatoie.« Non sono libero », ho già fatto il mio programma, sono superoccupato, non c'è più spazio, nel mondo il biglietto d'invito per un pranzo nuziale porta, in basso, queste parole: « Rispondere, per favore, prima di tale data ». La Parola di Dio non prevede l'impossibilità: essa supera ogni altro dovere. Sarebbe difficile immaginare Maria che rispondesse cosi all’arcangelo Gabriele: « Sono desolata, caro arcangelo, ma sono già impegnata con Giuseppe. Ma troverai certamente nel villaggio una giovane che sia libera e che sarà molto felice della tua proposta... ».« Non sono capace-». Qui, uno si fa forte dell'incompetenza, con un'apparenza di umiltà che nasconde malamente la poca voglia o il timor panico. È il caso di Mosè davanti al roveto ardente. Incaricato da Jahvé di andare a trovare il faraone per intimargli di lasciar partire Israele, e quindi di privarsi d'una manodopera straniera preziosa e a buon mercato, si dibatte con tutte le sue forze per sfuggire a tale difficile missione. Snocciola tutti gli argomenti che sa: « Chi sono io per andare dal faraone? » (Es 3,11). La stessa cosa accade con Geremia. Dio non domanda nemmeno il suo parere: gli dice che la sua vocazione è decisa fin dal seno di sua madre, e che egli è già costituito profeta.« Non sono degno ». Con questa scusa l'uomo spera di intrappolare Dio nel laccio della sua umiltà. Passi ancora per l'incompetenza: ma l'insufficienza morale! L'obiezione sembra insormontabile Cristo non teme la tua indegnità dal momento che tu la riconosci. Ti dice, come a Paolo: « Ti basta la mia grazia. La mia potenza si manifesta nella debolezza» (2Cor 12,9). Concludi dunque come l'Apostolo: « Mi vanterò quindi volentieri delle mie debolezze, perché si stenda su di me la potenza di Cristo... Perché quando sono debole, allora sono forte ».« Non vedo dove questo mi porterà ». Qui l'uomo passa all'attacco: le difficoltà non sono dalla sua parte, ma dalla parte di Dio, le cui proposte mancano della più elementare precisione. Si vuole credere, certo, ma e poi? Occorrerà per questo ridursi allo stato di vagabondaggio? Abramo, lasciando la Caldea (Gn 12,1-9), non domandò a Jahvé una guida Michelin per riconoscere le sorgenti di acqua dolce tra la città di Ur e la quercia di Mamre, come nella Parigi-Dakar. E Maria non chiese a Gabriele un prospetto completo per Madre di Dio, al fine di sapere che cosa fare in caso di fuga in Egitto. In un magnifico capitolo sulla fede nella Bibbia, la lettera agli Ebrei (11.8) dice: « Abramo partì senza sapere dove andava».« Non ho sufficienti garanzie umane ». Qui bisogna pensare a Pietro mentre cammina sull'acqua (Mt 14,22-36). Ricorda la scena, la decisione più motivata comporta sempre un rischio; è il vincolare la propria libertà, non il semplice mettere in moto un meccanismo. Tu, ragazzo, puoi ricorrere a chi può procurarti « su ordinazione » tutte le ragazze d'un campus universitario corrispondenti a un certo cliché di tuo gusto e da tè segnalato (colore dei capelli, gusti musicali...), per frequentarle nei tuoi momenti liberi; ma, quando ti troverai a dover fare la selezione, non potrai andare più in là con questo mezzo: per farti una vera amica, e a maggior ragione una futura sposa, dovrai scegliere liberamente. L'amore è il frutto d'un incontro, non d'una pesatura, l'ho già detto. Occorre un avvenimento spirituale imprevedibile, che comporta una certa « scommessa ».«..Ho paura di fare fiasco ». Capisco. Non tutti possono essere rompicolli; e sarebbe psicologicamente malsano amare di farsi battere. Seguire Cristo conduce alla croce: il Signore non ha preso nessuno a tradimento (Gv 14,29). L'importante è di non illuderci sulla sofferenza che ci attende. C'è dunque la tentazione di «arrossire del Vangelo » (Rm 1,16) per non perdere la faccia. Gesù ha, a questo proposito, parole dure: « Se uno si vergognerà di me e delle mie parole, il Figlio dell'uomo si vergognerà di lui quando verrà nella sua gloria » (Le 9,26). Anzitutto non immaginare una situazione estrema come il martirio: pensa a tutte le occasioni in cui, davanti agli amici, sei tentato di « sgonfiarti », cioè di nascondere che sei cristiano, che pensi cristianamente su un punto caldo dell'attualità, per timore di quello che essi potrebbero dire. In questo, convinciti bene che non avrai mai peggior nemico che tè stesso.
Quando ascolto una voce diversa Da un po’ di tempo Signore sento una voce strana dentro di me. E’ una voce leggera che a volte scompare, ma poi ritorna forte e insistente. E’ .una '.voce che mi chiama
A dedicare la vita completamente a te Cosa sarà, Signore. Una fantasia? un sogno? un desiderio di avventura? Signore... e se fosse la tua volontà sulla mia vita? Io non lo so, io non capisco bene. E chiedo il tuo aiuto. In questi ultimi tempi. ho incontrato persone straordinarie: preti generosi e intelligenti, suore simpatiche e sveglie, uomini e donne che lasciano tutto per andare a portare il Vangelo in paesi lontani, per assistere i poveri. per dedicarsi a coloro che nessuno vuole vicino. Signore deve essere bella una vita vissuta così! E se tu chiamassi anche me come loro? Sarebbe stupendo, Signore… Ma ne sarei capace? Io non sono eccezionale: mi piace la vita comoda, amo divertirmi, spesso sono egoista… però, Signore, io sento questa voce e non voglio soffocarla. Io voglio cullarla nel mio cuore come fosse uno sguardo di amore. Se sei tu che mi parli io non voglio tapparmi le orecchie. Però ti prego Signore: se sei tu che mi parli, fatti sentire più chiaramente Signore, parla più forte! E se non è un sogno Signore, dammi il coraggio e la forza di dirti di si. Preghiera di un giovane incerto (Fonte non specificata) Signore, Tu mi chiami ed io ho paura di dire "sì", Tu mi vuoi, ed io cerco di sfuggirti, Tu mi domandi di invadere la mia vita, ed io mi rifiuto. E' anche perché io non vedo chiaro tutto quello che Tu attendi da me. Tu attendi un dono completo. Io, a volte sono pronto a farlo, ma poi mi "riprendo" ed esito, considerando troppo quello che devo abbandonare. Intanto Tu aspetti... Sono incerto... Signore dammi la forza di non rifiutarti. Tutto (Michel Quoist) Questa sera, o Signore, ho paura. Ho paura, perché il tuo Vangelo è tremendo. E' facile sentirlo annunziare, ma è ben difficile viverlo. Ho paura di sbagliarmi, o Signore. Ho paura di essere soddisfatto della mia piccola vita discreta; ho paura di quello che do, che mi nasconde quello che non dono. Ho paura, o Signore, perché c'è gente più povera di me, meno istruita di me, meno evoluta, meno alloggiata, meno riscaldata, meno pagata, meno nutrita, meno accarezzata, meno amata. Ho paura, o Signore, perché non faccio abbastanza per loro. Non faccio tutto per loro. Bisognerebbe che io dessi tutto, fino a cancellare ogni sofferenza, ogni miseria, ogni peccato dal Mondo. Allora, o Signore, bisognerebbe che io dessi tutto, tutto il mio tempo. Bisognerebbe che io dessi la vita. Eppure non è vero, Signore, non è vero per tutti, io esagero, bisogna essere ragionevoli. Figliolo, non v'è che un comandamento, per tutti: "Amerai con TUTTO il cuore, con TUTTA l'anima, con TUTTE le forze". | ||||
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