April 15, 2002

Anno 1, Numero 6

Sposorizzato dai Legionari di Cristo e dal Regnum Christi
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PAROLE DEL SANTO PADRE »

REGINA COELI

DUBBI, DOMANDE, E... »

Quando Dio è già al lavoro

DUBBI, DOMANDE, E... »

Aiutare una vocazione.

MEDITAZIONE »

Via Crucis del Venerdì Santo 2002

SPIRITUALITA' »

Prendi il Largo!

 



PAROLE DEL SANTO PADRE «« Ritorna all'inizio
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"REGINA COELI"
Lunedì dell'Angelo, 1 aprile 2002

1. Risuona con forza il grande annuncio della risurrezione di Gesù anche in questo Lunedì dell'Angelo, che ricorda l'incontro del messo celeste con le donne accorse al sepolcro. "Non abbiate paura, voi! So che cercate Gesù il crocifisso. Non è qui! È risorto come aveva detto; venite a vedere il luogo dove era deposto" (Mt 28,5-6).

Dalla tomba vuota quest'annuncio angelico si diffonde nel mondo e raggiunge ogni angolo della terra; è un messaggio di speranza per tutti. Da quando il Nazareno crocifisso è risuscitato all'alba del terzo giorno, l'ultima parola non è più quella della morte, ma della vita! Nel Signore risorto Dio ha rivelato in pienezza il suo amore per l'intera umanità.

2. Prima le donne, poi i discepoli e quindi lo stesso Pietro constatano la consolante verità: "Questo Gesù Dio l'ha risuscitato e noi tutti ne siamo testimoni" (At 2,32).

Carissimi Fratelli e Sorelle, come loro e insieme con loro, anche noi siamo chiamati a diffondere tra gli uomini e le donne del nostro tempo questa "buona" notizia: "Cristo, mia speranza, è risorto" (Sequenza pasquale).

Come vorrei che l'annuncio pasquale rinvigorisse sempre più la fede di ogni battezzato! Come vorrei che la pace, dono di Cristo risorto, raggiungesse ogni cuore umano e ridonasse speranza a chiunque è oppresso e sofferente!

3. Maria, testimone silenziosa della morte e della risurrezione del figlio Gesù, ci aiuti a credere sino in fondo a questo mistero di salvezza che, accolto con fede profonda, può cambiare la vita. Faccia sì che lo trasmettiamo con gioia a quanti incontriamo, come coerenti e coraggiosi discepoli del Signore risuscitato.

È questo il mio augurio per tutti. Lo affido alla Madonna, che ora invochiamo cantando il Regina caeli.

Dopo Regina Coeli

Oggi vi invito a pregare in modo particolare per gli abitanti di Betlemme, la città della nascita di Gesù, la quale in questo momento sta vivendo ore difficili e si trova in grave pericolo. Giungono infatti notizie tristi e preoccupanti che hanno turbato l’atmosfera del giorno di Pasqua, che dovrebbe essere festa di pace, di gioia e di vita.

Con grande apprensione e dolore il Papa è vicino a questi nostri fratelli e sorelle, come lo è anche la Chiesa intera che prega e lavora perché presto abbia fine un così doloroso calvario.





DUBBI, DOMANDE, E... «« Ritorna all'inizio
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"Quando Dio è già al lavoro"
Le cose che vorresti “chiarire con qualcuno, ma non c’è mai la persona giusta!”

Io scrivo per chiedere un coonsiglio su come posso guidare la mia bambina di dodici anni per la sua crescita spirituale. Ho solo figlie femmine. Quella di dodici anni ha espresso molte volte, negli ultimi anni, il desiderio di farsi suora. Io non credo, sinceramente che una bambina di dodci anni possa capire cosa voglia dire (e nanch’io lo capisco fino in fondo). Comunque, si sente inspirata da Madre Teresa. Ha un forte desiderio di appartenere ad un ordine che si dedica al servizio dei poveri. Ancora, non sono certo che capisca realmente quel che significhi. Io non so come affrontare la situazione. Pare che abbia sviluppato questo desiderio da sola, senza alcuna influenza da parte di noi genitori. Non sono certo che sia un bene esporla a vite come quella di Madre Teresa mentre è ancora così giovane. Come famiglia, noi preghiamo insieme. Diciamo il Rosario tutti insieme quasi tutte le domeniche sere. Andiamo in Chiesa ogni domenica e nei giorni di precetto. La confessione mensile... Ma allo stesso tempo siamo immersi in una vita materialistica. Tutt’e tre le figlie vivono una vita decisamente agiata. Io ho avuto la grazia di trovare un ottimo lavoro che ci garantisca un tenore di vita decisamente elevato…e siamo attacati alle nostre cose. Le sono grato per qualsiasi consiglio mi voglia dar, specialmente circa il momneto per affrontare una vita religiosa, che guida le possa dare e come possa discernere quale sia la strada giusta per mia figlia.

Caro Bill,

la sua lettera riflette molto bene alcuni aspetti misteriosi del modo in cui la grazia di Dio lavori nelle anime. Sta lavorando in un’anima giovane (quella di sua figlia) ispirando una chiareezza eccezionale per l’età che ha, anche se percepita con la smplicità e innocenza in cui sta vivendo. Sta lavorando nella sua anima suggerendole di rispettare e aiutare questa azione, di supportarla, e anche dandole chioarezza circa il ruolo predominante che il piacere materiale sta prendendo nella vostra vita.

Prima di tutto, io credo che lei debba chiedersi dove Dio stia guidando lei personalmente. Lei sta adempiendo tutte le obbligazioni di un normale cattolico, eppure sembra snetire che le mamchi qualcosa. Qualsiasi cosa sia, pare che Dio la stia gentilmente spronando a fare un passo avanti.

E’ importante per sua figlia che lei faccia un passo avanti. Un suo maggior impegno la renderà più capace di percepire l’azione di Dio e di distinguere ciò che sia più adeguato per sua figlia.

Per mettere in chiaro alcune cose: Dio può dare la grazia di percepire la sua chiamata a chiunque e a qualsiasi età. Come genitore cattolico, lei è chiamato a prendersi cura dei bisogni spirituali di sua figlia tanto quanto lo fa per quelli spirituali. Esattamente come lei lavora per assicurare alla sua famiglia le cose materiali di cui hanno bisogno e anche di più, preghi e sviluppi la sua vita spirituale per ottenere per loro una migliore conoscenza e un maggiore amore di Dio, di cui hanno pure bisogno. Lei sta già dando un buon esempio nel modo in cui vive il suo matrimonio. Se lei è chiamata alla conscrazione religiosa, è fondamentale he veda in voi l’esempio di ciò che un matrimonio cattlico è, e riconosca la bontà del matrimonio come qualcosa che viene da Dio e che a Lui conduce; questo sarà il migliore aiuto per farle capire la natura della sua vocazione ad amare Dio esclusivamente, se fosse chiamata alla vita religiosa.

Aiutri e incoraggi la sua vita di preghiera, Le dia le opporutnità di cui ha bisogno per imparare e per aprirle la mente, per sviluppare il suo carattere; le premetta di continuare e anche di crescere nel servizio al prossimo. Le faccia leggere di Madre Teresa se la vede attratta in quella direzione. E mentre cresce, durante l’adolescenza, si assicuri che la sua intelligenza, il suo carattere, il suo cuore e la sua fede si sviluppino armoniosamente. Personalmente, non penso che sia troppo presto per farle vdere più da vicino la vita delle Suore di Madre Teresa. Magari potreste fare una gita di famiglia in un delle città dove queste abbiano un convento, che potreste visitare tutti insieme.





DUBBI, DOMANDE, E... «« Ritorna all'inizio
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"Aiutare una vocazione."

Sarei così felice se qualcuno dei miei figli diventasse sacerdote o qualcuna delle mie figlie divenatasse suora. Solo il più giovane sembra essere aperto. Come posso affrontare il discorso con loro? Il più piccolo dice “se dovessi diventare sacerdote”, e io posso incoraggiarlo a continuare a pensarci. Ma come fare con glòi altri due? La loro chiusura può vooler dire che non hanno vocazione?

Cara Rose,

ai figli possono capitare lel cose più strane.

A volte quello cui sembra che le cose che dici importino poco è quello che le assorbe meglio. Quando insegni ai tuoi figli ad essere aperti con Dio, è importante che vedano in te l’esempio.

Assorbiranno le priorità dai mille modi in cui tu le rifletterai nel tuo comportamento, e se il tuo comportamento è coerente, se dai ragioni ogni volta che ti chiederanno conto delle tue scelte (l’adolescenza è alle porte, se non è già arrivata), probabilmente col tempo queste scelte diventeranno le loro.

Allora, sii quel che devi essere. Senza affettazione, lascia che ti guardino quando preghi, insegnagli a pregare, insegnagli l’esempio di Gesù, parlagli di Maria, rendili rilevanti per la lror vita. Dirigi e incoraggia tutto ciò che è buono. Correggi ciò che è sbagliato. Sopporta le loro resistenze, e resta ferma nelle tue posizioni. Aiutali a crescere secondo la loro età nella relazione con Dio e nella conoscenza della fede. Stimolali. Le vite dei santi sono stimoli eccellenti per i figli (e non solo per i figli).

Ciò che sei chiamata a fare è preparare il terreno cosicché, appena Dio comincerà a dargli indizi di quello che ha in mente per loro, sapranno riconoscere e rispondere alla chiamata.

Per quel che riguarda lo stimolare la vocazione, non insistere mai, ma non stare neanche sempre in silenzio. Rispondi alle domande, certe volte sii tu stessaq a farle, accenna alla possiblità. Mi pare che ciò che stai facendo sarà di grande aiuto per loro.





MEDITAZIONE «« Ritorna all'inizio
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"Via Crucis del Venerdì Santo 2002"
Clebrata alla presenza del Santo Padre - prima parte

Ti proponiamo di riflettere sul testo della Via Crucis. E' una preghiera bellissima, di amore e gratitudine vero Gesù, una preghiera per tenergli compagnia e seguirlo passopasso nei momenti più difficilil della sua vita. E' una preghiera per vederlo sempre vicino alla nostra vita e alla nostra umanità assetata di pace, di giustizia, di perdono...

Rileggila con calma, fermati a riflettere su quello che i commentatori hanno pensato, parlane con Cristo, con franchezza, come ad un amico.

PREGHIERA INIZIALE

Il Santo Padre:

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.

R.Amen.

Fratelli e sorelle:

sono già calate le ombre della sera,

sera del Venerdì Santo 2002.

Di nuovo la Chiesa di Roma

si appresta a rivivere, nell'ascolto della Parola,

l'ultimo tratto della vita di Cristo:

dall'Orto degli ulivi alla tomba scavata nel Giardino.

***

Via Crucis

Cammino di dolore,

che Cristo percorre in obbedienza

al progetto salvifico del Padre.

Cammino suo e nostro:

«Se qualcuno vuol venire dietro a me

rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua» (Mt 16, 24).

Via Crucis

Spazio della rivelazione dell'Amore trinitario:

del Padre, che «ha tanto amato il mondo

da dare il suo Figlio unigenito» (Gv 3, 16);

del Figlio,

che ha amato gli amici fino a dare la vita per essi (cf. Gv 15, 13);

dello Spirito di pace, di misericordia e di consolazione.

Via Crucis

Scuola di vita evangelica,

dove il discepolo, volgendo lo sguardo al Crocifisso,

impara come si ami Dio sopra ogni cosa

e per i fratelli si spenda la vita;

come il perdono vinca l'offesa

e con il bene si ricambi il male,

come il cuore si apra all'amico

e dell'afflitto si lenisca la pena.

Via Crucis

Supplica per la riconciliazione e la pace,

perché in Asia, in Africa, in Medio Oriente

cessino i gravi conflitti in atto,

cessi lo spargimento di sangue

e, per l'azione dello Spirito,

si infranga la durezza del cuore

e «i nemici si aprano al dialogo,

gli avversari si stringano la mano,

e i popoli si incontrino nella concordia» (Lit. Rom.).

***

Il Santo Padre:

Pace ai vicini e ai lontani!

Pace a te, Gerusalemme,

città amata dal Signore!

Pace a te, Roma,

città di molti martiri,

radice di civiltà cristiana!

Preghiamo.

Breve pausa di silenzio.

Padre santo e misericordioso,

donaci di ripercorrere con fede e amore

il cammino della croce

affinché, partecipi della passione di Cristo,

possiamo giungere con Lui

alla gloria del tuo Regno.

Per Cristo nostro Signore.

R.Amen.

PRIMA STAZIONE

Gesù in agonia nell'Orto degli Ulivi

V.Adoramus te, Christe, et benedicimus tibi.

R.Quia per sanctam crucem tuam redemisti mundum.

Dal Vangelo secondo Marco. 14,32-36

Giunsero a un podere chiamato Getsèmani. Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e cominciò a sentire paura e angoscia. Gesù disse loro: «La mia anima è triste fino alla morte. Restate qui e vegliate». Poi, andato un po' innanzi, si gettò a terra e pregava che, se fosse possibile, passasse da lui quell'ora. E diceva: «Abbà, Padre! Tutto è possibile a te, allontana da me questo calice! Però non ciò che io voglio, ma ciò che vuoi tu».

MEDITAZIONE

Il giardino pieno di ulivi non offre sollievo, stasera.

Fa pena il volto schiacciato contro la terra,

lacera l'angoscia che preme forte sul cuore.

Dormono gli amici scelti come compagni,

gli stessi che promisero:

Saremo sempre con te, Gesù.

Anche le promesse, ora, dormono.

Poco fa, dopo la cena, Pietro si vantava:

Anche se tutti fuggiranno, io resterò.

Ma adesso, lui non riesce neppure a tenere aperti gli occhi.

Questi ultimi passi Gesù li doveva percorrere solo.

La lunga via di parole e di miracoli,

una via così popolata di gente,

l'ha portato qui:

in un angolo di terra pietroso,

in una solitudine immensa, che fa paura.

Faccia a terra: niente di maestoso in questa scena,

se non la sincerità di un uomo che confessa:

La mia anima è triste fino alla morte.

Egli, che calmava le acque agitate dal vento,

ora non può dare la pace a se stesso.

La tempesta è l'angoscia

che gli scuote la mente e il petto,

come scuote l'animo di milioni di uomini e donne,

ieri, oggi e domani.

La lotta può durare a lungo,

e in questo giardino terminerà solo

quando il Figlio dirà al Padre:

«Ciò che vuoi tu» (Mc 14, 36).

Una pace profonda

seguirà la preghiera.

ORAZIONE

Gesù,

tu, che sei entrato nel Getsèmani pieno di angoscia

e ne sei uscito con l'animo deciso e pacificato,

conforta chi geme nel timore o è turbato dal dubbio.

Tu, che hai sperimentato la nostra debolezza,

concedi fortezza e speranza

a tutti i disperati della terra.

Tu, che cammini ogni giorno

a fianco di chi è oppresso dai pesi della vita,

resta accanto a ognuno di noi,

passo dopo passo.

A te, Gesù,

prostrato a terra, il volto rigato di sangue,

l'onore e la gloria

con il Padre e con lo Spirito,

nei secoli senza fine.

R.Amen.

Stabat mater dolorosa

iuxta crucem lacrimosa,

dum pendebat Filius.

SECONDA STAZIONE

Gesù, tradito da Giuda, è arrestato

V.Adoramus te, Christe, et benedicimus tibi.

R.Quia per sanctam crucem tuam redemisti mundum.

Dal Vangelo secondo Marco. 14,43.45-46

E subito, arrivò Giuda, uno dei Dodici, e con lui una folla con spade e bastoni mandata dai sommi sacerdoti, dagli scribi e dagli anziani. Gli si accostò dicendo: «Rabbì», e lo baciò. Essi gli misero addosso le mani e lo arrestarono.

MEDITAZIONE

Non appena dall'albero è caduto il traditore-discepolo,

il diavolo è volato, al suo volto si è accostato...

con un bacio ha bruciato da parte a parte le labbra,

che nella notte del tradimento avevano baciato Cristo.

(Alexandr Puskin, poeta russo - 1836)

In quella tragica notte oscura del Getsèmani,

«la notte in cui veniva tradito» (1 Cor 11, 23),

il Figlio di Dio suscita in noi con le sue parole e i suoi gesti

sentimenti diversi, a volte contrastanti:

avvertiamo la ricchezza del dialogo spirituale con i discepoli

e proviamo la gioia della cena comune;

contempliamo le vette di intenzioni pure

e rabbrividiamo per la meschinità del tradimento.

Gesù, saggio e onniveggente,

seguendo il disegno salvifico del Padre,

va al sacrificio per la liberazione del genere umano.

Al traditore-discepolo resta il disprezzo universale nei secoli,

la «maledizione di Giuda»,

l'abisso tenebroso.

Dalla morte di Cristo

fiorisce la vita novella,

memoria e annunzio di una speranza imperitura:

la salvezza universale.

ORAZIONE

Signore Gesù,

nelle nostre divisioni, frutto amaro del peccato,

mostraci la strada verso l'unità,

la via che conduce alla ricchezza indicibile

del Vangelo e della Redenzione.

Deve giungere il tempo stabilito dal Padre,

in cui si manifesti l'amore che perdona ed unisce.

Tu, sapiente Maestro di vita,

tu, buono e paziente,

di fronte al tradimento del discepolo

e alla prepotenza dei governanti,

dona a noi,

in questi giorni di violenza inaudita

e di brutale opposizione fra gli uomini,

un raggio della tua calma e della tua serenità.

Dona a noi sentimenti di pace e di perdono,

perché non c'è pace senza perdono,

non c'è perdono senza compassione.

A te, Gesù,

che all'amico che ti tradisce

mostri il tuo volto mite,

la lode e l'onore,

con il Padre e con lo Spirito,

oggi e nel giorno senza fine.

R.Amen.

Cuius animam gementem,

contristatam et dolentem

pertransivit gladius.

TERZA STAZIONE

Gesù è condannato dal Sinedrio

V.Adoramus te, Christe, et benedicimus tibi.

R.Quia per sanctam crucem tuam redemisti mundum.

Dal Vangelo secondo Marco. 14,55.60-62.64

I capi dei sacerdoti e tutto il sinedrio cercavano una testimonianza contro Gesù per metterlo a morte, ma non la trovavano. Il sommo sacerdote, levatosi in mezzo all'assemblea, interrogò Gesù dicendo: «Sei tu il Cristo, il Figlio di Dio benedetto?». Gesù rispose: «Io lo sono!». Tutti sentenziarono che era reo di morte.

MEDITAZIONE

La macchina giudiziaria è in moto.

Quella che condanna senza prove, accusa senza motivo,

giudica senza appello, schiaccia l'innocente.

Giustizia sommaria,

sbrigativa delle dittature moderne

e delle situazioni di guerra.

Giustizia resa talvolta — suprema bestemmia —

nel nome di quel Dio che perdona e grazia.

Gesù alla sbarra.

Come tutte le vittime dell'arbitrio,

i presunti colpevoli di delitti di coscienza.

Essi resistono, rifiutano di piegarsi al giogo del sistema,

dell'imposizione che schiaccia

e stritola la personalità e l'identità.

Controllo dell'identità: «Chi sei?».

Ogni uomo che arriva in prigione riceve un numero.

In ogni momento deve mostrare la propria matricola,

consegnare il piastrino.

Nell'ora dell'arbitrio,

compito e vanto della Chiesa è dirgli

che egli non è un numero,

che ogni uomo ha diritto di essere chiamato con il suo nome.

«Sei tu il Messia, il Figlio di Dio benedetto?» (Mc 14, 61).

La risposta è luminosa: «Io lo sono!» (Mc 14, 62).

Declinare la propria identità e annunciare la propria fede

sono talvolta atti passibili di morte.

Ma quanti sono quelli che cercano Dio?

quanti lo cercano dietro le sbarre?

quanti nella prigione della loro vita, delle loro sofferenze?

quanti nello scherno sopportato e nella tortura subìta?

Uomini e donne di tutte le prigioni,

braccati, segnati, feriti,

privi di risposta alle domande essenziali:

sul senso della vita e sul male,

sul pentimento, sul perdono e sulla salvezza,

sul mistero della Croce e della Redenzione.

Popolo di carne e di sangue.

Terra di incontri, di volti, di voci, di grida.

Terra del Vangelo.

ORAZIONE

Gesù, basta che tu dica «Io sono»,

perché noi accorriamo a te.

Nelle prigioni uomini e donne ti implorano.

Vegliano e pregano nella notte.

Ci insegnano l'aria che lì si respira,

il male che opprime,

la libertà che si cerca.

Ascolta la loro supplica.

Se non si sentono perdonati, amati da te e da noi,

se è negata loro la speranza,

sono doppiamente condannati, rinchiusi nel braccio della morte.

Concedi ad essi quanto hai concesso a noi:

la fede in te e nella tua presenza,

l'amore alla vita,

la speranza in un mondo nuovo.

Da' a noi e ad essi i mezzi per cercarti,

per accettare l'attesa e per trovarti.

A te, Gesù,

Pastore buono e Signore delle nostre vite,

Amico dal volto clemente,

la lode pura e grata,

con il Padre e con lo Spirito,

nel tempo e nell'eternità.

R.Amen.

O quam tristis et afflicta

fuit illa benedicta

mater Unigeniti!

QUARTA STAZIONE

Gesù è rinnegato da Pietro

V.Adoramus te, Christe, et benedicimus tibi.

R.Quia per sanctam crucem tuam redemisti mundum.

Dal Vangelo secondo Marco. 14,72

Per la seconda volta un gallo cantò. Allora Pietro si ricordò di quella parola che Gesù gli aveva detto: «Prima che il gallo canti due volte, mi rinnegherai per tre volte». E scoppiò in pianto.

MEDITAZIONE

Il gallo canta per la seconda volta,

e le lacrime di Pietro cadono al suolo.

Che cosa è accaduto a Cefa, la Roccia?

Ha rinnegato il suo Redentore,

non una, non due, ma tre volte.

Come la sua fede vacillò

quando cercò di camminare sull'acqua,

così, ancora una volta, Pietro rivela la sua debolezza.

Aveva avventatamente promesso di morire,

piuttosto che rinnegare il suo Maestro.

Ma, alla fine, basta una giovane serva

perché egli si vergogni

della sua amicizia con Gesù.

Ma appena lo sguardo di Gesù incrocia lo sguardo di Pietro,

l'Apostolo riconosce il proprio triste errore.

Umiliato, piange e chiede perdono a Dio.

Forte è la lezione di Pietro:

persino i più intimi offenderanno Gesù con il peccato.

Il canto del gallo

non sarà mai più lo stesso per il Principe degli Apostoli:

gli ricorderà per sempre

la sua paura e la sua fragilità.

ORAZIONE

Signore,

donaci un cuore umile e contrito.

Fa' che sappiamo versare lacrime per le nostre colpe,

per ritornare al tuo amorevole abbraccio

ogni volta che ti abbiamo voltato le spalle.

Fa' che impariamo da Pietro

a non ritenere per scontata la nostra fede

né a presumere di essere migliori degli altri.

Aiutaci a conoscere noi stessi come siamo veramente,

fragili, peccatori,

costantemente bisognosi del tuo perdono.

A te, Gesù,

che guardi l'amico con volto sereno,

la lode e la gloria

con il Padre e con lo Spirito,

nei secoli eterni.

R.Amen.

Tutti:

Quæ mærebat et dolebat

pia mater, cum videbat

Nati pœnas incliti.

QUINTA STAZIONE

Gesù è giudicato da Pilato

V.Adoramus te, Christe, et benedicimus tibi.

R.Quia per sanctam crucem tuam redemisti mundum.

Dal Vangelo secondo Marco. 15,14-15

La folla gridò più forte: «Crocifiggilo!». E Pilato, volendo dar soddisfazione alla moltitudine, rilasciò loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò perché fosse crocifisso.

MEDITAZIONE

«Sia crocifisso» (Mt 27, 22).

Questo grido risuona con forza

ogni volta che un essere umano viene maltrattato.

Ogni giorno ciascuno di noi si trasforma in un giudice.

Pensiamo di avere il diritto di giudicare

e condannare il comportamento degli altri,

ma rifiutiamo di essere oggetto

del biasimo o del giudizio altrui.

Troviamo sempre una giustificazione

alle nostre colpe e ai nostri errori.

Gesù risponde con il silenzio

di fronte all'ipocrisia e alla superbia del potere,

all'indifferenza di coloro

che si sottraggono alle proprie responsabilità.

Egli conferma così l'insegnamento impartito ai suoi discepoli:

«Non giudicate e non sarete giudicati;

non condannate e non sarete condannati» (Lc 6, 37).

Gesù ha le mani legate,

ma si sente libero.

Quando accetta il mistero della Croce

ci indica il vero amore e la vera giustizia.

ORAZIONE

Signore Gesù,

liberaci dall'ipocrisia e dall'indifferenza,

dalla tentazione di lavarci le mani

di fronte all'ingiustizia.

Concedici l'umiltà necessaria

per riconoscere i nostri errori.

Insegnaci a rifiutare qualsiasi compromesso

con l'ingiustizia e la menzogna.

Aiutaci a fare silenzio dentro di noi

per ascoltare il grido di coloro che soffrono.

Illumina coloro che cercano sempre

una giustificazione alle proprie colpe.

A tutti noi,

Signore che versasti il tuo sangue

come prezzo della nostra libertà,

dona la tua voce,

perché la leviamo in difesa degli oppressi,

di quanti soffrono in silenzio,

sì che nel mondo diventino realtà

la pace, la giustizia e il perdono.

A te, Gesù,

il Condannato dal volto innocente,

la lode pura e grata,

con il Padre e con lo Spirito,

nel tempo e nell'eternità.

R.Amen.

Quis est homo qui non fleret,

matrem Christi si videret

in tanto supplicio?

SESTA STAZIONE

Gesù è flagellato e coronato di spine

V.Adoramus te, Christe, et benedicimus tibi.

R.Quia per sanctam crucem tuam redemisti mundum.

Dal Vangelo secondo Marco. 15,17-19

I soldati lo rivestirono di porpora e, dopo aver intrecciato una corona di spine, gliela misero sul capo. Cominciarono poi a salutarlo: «Salve, re dei Giudei!». E gli percuotevano il capo con una canna, gli sputavano addosso e, piegando le ginocchia, si prostravano a lui.

MEDITAZIONE

O Cristo, tu sei il vero Re,

ma gli uomini si sono burlati di te,

ti hanno incoronato,

non per adorarti, ma per denigrarti.

Soffriamo con te perché gli uomini

sono ciechi e sordi al tuo messaggio di salvezza.

Il tuo Regno non è di questo mondo,

ma noi uomini aspettiamo favori, potere, successo, ricchezze:

un mondo senza sofferenza.

Noi però arrechiamo dolore agli altri,

perfino ai non nati, e agli animali.

Con il tuo sacrificio

ci hai insegnato a rompere la spirale della violenza.

Vero uomo, hai sofferto dolori indicibili;

contemplando il tuo volto,

noi riusciamo a sopportare i nostri dolori,

nella speranza di essere accolti nel tuo Regno,

il vero e unico Regno.

ORAZIONE

O Gesù, nostro Re,

perdona la nostra incoerenza:

piangiamo il tuo dolore,

e colpiamo gli altri per far prevalere il nostro egoismo.

Sii per noi, smarriti, guida sicura,