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Cristo, apostolo che esce da se stesso, che non tiene conto di sé quando deve realizzare la sua missione, che la vive senza mediocrità, senza sconti, con limpidezza. Cristo che cerca la gloria dell’Altro, non la sua gloria, il Cristo sereno, obbiettivo ed umile, non il Cristo agitato, paranoico e superbo. Cristo, sereno e soddisfatto della sua vita, sempre contento e sicuro di sé, Cristo Dio e Uomo, Signore della storia, Figlio di Maria, amico, compagno e fratello. Questo Cristo concreto, concretissimo, vivo e operante, è il motore della nostra vita nel Movimento, il motore di ognuno degli uomini e delle donne del Movimento, l’oggetto della nostra concentrazione, l’ideale esigente, ma amabile che dobbiamo seguire, trasmettere, al quale dobbiamo donarci, senza riserve, con passione; il Cristo innamorato di noi, colui che esige da noi amore, ma non un amore irreale, al contrario un innamoramento, un possesso pieno, in modo da essere capaci di superare le vette più alte, per conquistarlo per noi e per gli altri, per le società; un amore eroico di ognuno degli uomini del Movimento. (conferenza, Monticchio, 13 agosto 1971)
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