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La Clausura è divenuto un pensiero incessante, e non riesco a comprendere se sia frutto dell'entusiasmo personale nato dalla lettura testi sacri e di vita di santi o effettivamente è un desiderio che mi ha suscitato Dio.

Irene chiede: chiede:

Mi chiamo Irene, sono una studentessa, ho 20 anni, e vivo...........
Purtroppo questa mail non sarà breve.. spero di non approfittare troppo della sua gentilezza, ma sento di avere bisogno del suo saggio consiglio.

Mi sento il cuore scoppiare a parlarne, è la prima persona con cui mi confido a tal proposito.
Sono cresciuta in una famiglia cattolica, ho vissuto tutti i Sacramenti fino alla Confermazione quando ancora ero una bambina delle Medie.
Ho cambiato spesso gruppo e parrocchia, alla ricerca di qualcosa che mi appagasse ma che non trovavo (Scout, Movimenti vari) finché, da un anno a questa parte, ho finalmente trovato un cammino che corrisponde forse sin troppo a ciò che ho sempre desiderato.

Ho sempre sognato un piccolo appartamento insieme all'uomo che Dio avrà destinato per me, e mi immaginavo i colori delle tende (arancio e rosse!), i nomi dei figli.. tutte cose normali per delle ragazze.
Sempre però ho avuto una sorta di sensazione, di essere "estranea" a molti discorsi tipici dei miei coetanei (sopratutto quand'ero più piccola), annoiandomi, e sforzandomi (anche come "fioretto") di dimostrarmi sempre interessata e ascoltarli con attenzione.
Col tempo le cose sono un pò cambiata, ma mi sono sempre sentita come un "pesce fuor d'acqua", pur sempre estranea, desiderosa d'altro.

Nella fede trovavo un sostegno sicuro, e fin da quando ero bambina di pochi anni ero insieme ai miei genitori ai ritiri spirituali, magari a giocare a nascondino nei monasteri o dietro enormi croci dipinte.
Sono quindi cresciuta in una casa salda, "costruita sulla roccia", e di questo ringrazio i miei genitori e Dio che me li ha donati.

Sono sempre stata in "attesa" di qualcosa, che non ben definivo, una speranza in sospeso.
Prima pregavo per raggiungere la Perfezione che rientrava nelle promesse delle Orazioni di Santa Brigida, poi la mia preghiera cambiò e iniziai a chiedere l'Amore, in maniera incessante oramai da forse più di un anno.
Ho amato diverse volte degli uomini, e sono stata solo una volta fidanzata.. ma dopo due mesi ho interrotto il tutto, comprendendo che non era l'uomo per me, che anche lui non soddisfava ciò che andavo cercando sin da piccola, non era quest'Amore, lo mimavo, recitavo.

Continuavo a pregare con la stessa richiesta, senza ottenere una risposta "visibile", ma perseveravo, grazie anche a piccoli segni che Dio mi dava e che si adattavano perfettamente alla mia richiesta, piccole luci di speranza, apparentemente insignificanti.

Tra i vari libri che divoravo, senza sosta (ne leggevo anche più contemporaneamente, come un'affamata), iniziai a leggere "Storia di un'Anima" che mi rapì completamente..non riuscivo ad allontanarmi da quel libro, anche se cercavo di trattenermi e di leggere solo un poco al giorno perchè non volevo che finisse subito (come giustamente accadde, dato che lo "divorai".).
Sentivo che fino a quel momento non avevo capito granché -e tutt'ora-, e una grande sete si risvegliò in me.
Alchè ho visto il film "Il grande silenzio" che mi risvegliò completamente, dal mio dormire, dalla mia vita apatica e passiva.
Iniziai a leggere "L'imitazione di Cristo" che tutt'ora leggo e cerco di non "divorare" come ho fatto col libricino di Santa Teresina, perchè mi resti, giorno per giorno, e non finisca presto.


Al contempo, però, un desiderio iniziò a nascere in me..la clausura.
Fino
a qualche settimana fa non era assolutamente nei miei programmi il solo pensarci, neanche la vita consacrata.
Desideravo, in maniera infantile, di seguire un vecchio amico missionario in Madagascar, e magari impiegare quel poco che so con la pittura e il disegno per decorare delle Chiese, da persona consacrata, ma non ci pensavo seriamente.
Il mio pensiero pressante era lo studio, e lo sfruttare in maniera giusta il dono che Dio mi ha dato tra le mani.

Ora invece questo desiderio della Clausura è divenuto un pensiero incessante, e non riesco a comprendere se sia frutto dell'entusiasmo personale nato dalla lettura di questi testi o effettivamente è un desiderio che mi ha suscitato Dio (anche se non è la prima volta che leggo testi del genere, e non ho mai avuto questi "effetti collaterali"..).

Tutto ciò per cui provavo amore nel mondo si è dissolto, lo trovo vano, vuoto, e mi rendo conto di averlo sempre saputo, ma ora è tutto più acuto, mi sento sofferente se non mi "alimento" leggendo su internet le testimonianze di vocazione e studio anche la materia che amo di più in maniera superficiale, il mio pensiero è sempre lì, spulcio sul web tra i vari monasteri e mi sono soffermata da ieri sul Carmelo, ma è come se lo conoscessi da sempre, mi sembra assurdo che sia passato così poco tempo..

Ho provato anche ad aprire la Bibbia a caso, facendo cadere gli occhi su qualche frase, per trovare risposte, "mazzate" per il mio desiderio che poteva essere egoistico e frutto solo della mia volontà.
"Io verrò a te".
"Tu mi hai sedotto Signore, ed io mi sono lasciato sedurre"
..ed altre, sempre sullo stesso tema.
Poi, ieri a Messa, ecco il Vangelo sulle Vocazioni, sul "chi prende l'aratro e guarda indietro, non è degno del regno di Dio" o "lascia che i morti seppelliscano i loro morti".

Ho pregato, in precedenza, molto per il ragazzo per cui nutro affetto (e che incontro spesso, casualmente) e prima il cuore mi sobbalzava nel vederlo, ma ora non più..lo vedo e non mi ritrovo nulla, tutto sembra aver perso improvvisamente sapore, persino i libri che amavo sono vuoti e il pensiero è sempre lì..mi sono allora abbandonata a lui, e provo a farlo ogni giorno di più ed è effettivamente una grandissima consolazione.

Prego il Signore di darmi discernimento e mi sono promessa di prendermi del tempo per comprendere questo momento, se è appunto un entusiasmo improvviso che se ne andrà così come venuto o se effettivamente è una chiamata (il che mi piacerebbe davvero, per quanto ne abbia un pò di paura).

Oppure, semplicemente, la mia vocazione è il matrimonio e semplicemente il Signore mi ha dato la grazia di una piccolissima goccia di luce che mi tenga sempre fissa verso di lui.

Sono quanto di più lontano c'è dalla santità temo, la purezza che li accomuna non mi appartiene, nè la virtù che mi risulta spesso difficile, o molto difficile, e i miei peccati sono innumerevoli, e sempre gli stessi (sono recidiva..sigh).


Vi prego di pregare per me, molto, e di consigliarmi a tal proposito con la vostra esperienza e la vostra vicinanza con Dio.
Il Signore vi benedica per tutto ciò che fate per i giovani, che vi preservi e possiate continuare a lungo!
Spero di non avervi annoiato troppo con la mia banalissima (e spesso pienissima di stupidaggini) storia.

Un grazie sinceramente sentito.

         Carissima Irene,

grazie infinite per la mail e per la fiducia. Se devo dirti la vertià quella che ho letto è una storia che mi ha fatto sentire la mano del Signore e come Lui sa compiere i passi giusti nella nostra vita. Gioia, paura, desiderio di pienezza, amore vero... insomma gli ingredienti per un autentico cammino di discernimento ci sono tutti. Bene così.

          Normalmente a mail come la tua rispondo sempre facendo un esempio, forse un po banale, di quel giovane che andando a scuola ogni giorno passa davanti alla vetrina di un negozio di abbigliamento. Ogni giorno si ferma di fronte a questa vetrina ed osserva una maglia che gli piace molto. La vede, la osserva, vorrebbe entrare ma poi va via. Un bel giorno si ferma ancora di fronte a questa vetrina e scopre che non cè più... ti puoi immaginare come ci rimane! A questo giovane do sempre questo consiglio: non aver paura entra nel negozio e prova questa maglia. Non devi comparla subito, provala, vedi un po come ti sta. Forse non ci sarà la tua misura, forse non ci sarà quella con il tuo colore preferito, forse... ma comunque qualunque cosa ti troverai avrai potuto toccare con mano questa realtà... e non accorgerti troppo tardi di aver perso una opportunità importante per la tua vita.  

 

         Anche a te cara Irene do questo consiglio, non so ancora se il Signore ti stia chiamando ad entrare nella realtà della Clausura, non so bene se tu abbia una vera vocazione oppure no, però varrebbe la pena entrare in questo negozio e provare, anche se per il momento non si può compare, questo vestito. Avvicinati allora ad un Carmelo e comincia una conoscenza tranquilla e serena. Parla con la Madre superiora, chiedi un po meglio comè la loro vita, la loro esperienza del Signore. Chiedi quali sono i primi passi che si possono fare in questa realtà, chiedi di poter vivere un fine settimana, oppure una settimana intera, con loro. Per poter amare bisogna prima di tutto conoscere, poi potrai anche seguire ciò che ami.

 

         Ecco i primi passi accanto, come sempre, alla preghiera, alla lettura del Vangelo, e alla vita sacramentale. Cominciamo a poco a poco il cammino e vedrai che preso arriverai alla vetta... magari proprio quella del Monte Carmelo.

 

         In Cristo e in Maria, con la mia preghiera e la mia amicizia
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