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Perché il celibato?

Marco chiede:

Marco chiede:

Ciao. Ho interrogato il mio parroco sull&#39argomento della vocazione. Ho 18 anni e entrerò il mio primo anno d&#39università in Settembre. Magari puoi offrirmi qualche suggerimento. Durante tutto il periodo delle superiori ho sentito il forte desiderio d&#39entrare in seminario, eppure, la sola cosa che non sono riuscito a fare è stato sacrificarmi dividendo il mio amore con (spero) una futura moglie e dei figli. Non è che non voglia sacrificarmi per la mia Chiesa e per il mio Dio, e solamente che non credo completamente a questa tradizione del celibato (che ho sentito essere non tanto dottrinale ma semplicemente tradizione). E un segnale il notare una chiamata al sacerdozio nella vita di ogni giorno? Posso discernere delle ragioni da quasi ogni predica in Chiesa, dalla condizione in cui si trova il mondo oggi, in ogni lezione che insegno alla mia terza classe di Catechismo, ogni volta che leggo durante la S. Messa o che la servo o che suono per la mia Chiesa come piango privatamente per il Papa anche se mi sono una volta trovato nella stessa nazione in cui lui era, magari a qualche migliaia di chilometri da lui. Cè in me questo senso d&#39attrazione sempre presente. A volte mi sembra che Dio mi chieda personalmente di seguirlo ... Eppure, sento ancora tanto amore dentro di me che voglio manifestare ad una moglie e famiglia felici. Non mi sarei mai aspettato di riuscire a parlare così a lungo dei miei fatti personali con uno sconosciuto, non riesco a spiegare esattamente quello che sento. Spero che tu o qualcun altro possano offrirmi degli avvisi che possano chiarificare la mia situazione.  Questa è un conflitto così personale e privato; eppure mi sembra più facile parlarne con qualcuno lontano.

Grazie, Marco

Caro Marco,

Spero dessere di qualche aiuto. Tu hai ragione nel dire che il celibato non è essenziale al sacerdozio, ma il chiamarlo semplicemente una tradizione, è, involontariamente, sminuirlo, come se fosse un qualcosa al quale aderiamo ciecamente solo perché è sempre esistito, quindi non far agitare la barca.     E divenuta una tradizione nella Chiesa Occidentale per giuste e sostanziali ragioni. Papa Paolo VI scrisse una lettera sul Celibato Sacerdotale (puoi trovarla nella maggior parte delle librerie Cattoliche e anche su internet) in questa si tutto quello che esiste teologicamente e storicamente parlando sulle regole del celibato sacerdotale. Oggi non è la prima volta che viene sfidato, perché è un duro insegnamento ed è un tale grande sacrificio per la natura umana. Ma la Chiesa ha scoperto una tale ricchezza e valore aggiunto dal celibato al sacerdozio, che non lo abbandonerà mai. E un fatto sincerato che la Chiesa Occidentale considera che, se non si ha la vocazione al celibato, non si ha la vocazione al sacerdozio (sacerdoti sposati dalla Chiesa Anglicana che sono accettati ai Santi Ordini nella Chiesa Cattolica sono una eccezione).      

Quindi, eliminando il tuo caso, sembra ovvio che Dio sta facendo qualcosa nella tua anima, e ci sono molti segnali di una vocazione. Ma molto probabilmente devi ancora scoprire l&#39immenso valore del celibato, che espressione d&#39amore in effetti è, come un sacerdote celibe non ama esclusivamente una donna, per poter aprire il nostri cuori a tutti e servire tutti senza limiti. E un differente tipo d&#39amore.             E poi esiste la relazione del sacerdote con Cristo, che entra in un nuovo e differente livello, quando si è abbandonato tutto per Lui, per poter vivere come Lui e per offrire la propria vita per la salvezza delle anime. Giovanni Paolo II scrisse una lettera ai sacerdoti nella ricorrenza del Giovedì Santo dell&#39anno 2000, che darà una visione dell&#39interno del cuore dei sacerdoti celibi, e del loro rapporto con tutte le donne.  Penso che ti aiuterà molto leggere la lettera di Giovanni Paolo II. Leggi tutte le sue lettere del Giovedì Santo ai sacerdoti, toccheranno la tua anime e renderanno più leggero il tuo cammino . Che Dio ti benedica.

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