Caro Enrico,
Sono impressionato piacevolmente e positivamente leggendo il tuo scritto.
Lascia che spieghi il perché, iniziando dai sentimenti che tu provi. Largomento dei nostri sentimenti è un po scivoloso; da una parte si può dire che ci svelano che tipo di persone siamo, o meglio che ci portano ad essere, e dallaltra non lo fanno, perché quello che realmente ci definisce è la nostra azione, la nostra volontà, la nostra decisione, il nostro perseguire quindi, una persona si può definire come egocentrico perché si sente ferito quando la gente dimostra più attenzione agli altri che non a lui stesso, ma allo stesso tempo può aver imparato a mettere da parte tali sentimenti, a non agire per loro, ed a comportarsi in modo molto altruista. Quindi, penso che non dovremmo concentrarci così tanto sugli stessi sentimenti basilari, come i sentimenti che accettiamo e coltiviamo, e le azioni alle quali ci conducono, se dobbiamo trarre delle conclusioni da loro, sul tipo di persona che siamo. Ora, siccome dici di provare sentimenti di tristezza e di perdita allessere lasciato indietro, abbandonato, dimenticato ma poi dici che non intendi combatterla, in questo, perché sarebbe fare unazione sbagliata. Non solo questo, ma tu vuoi anche esserle daiuto. Questo, nel mio libro, ti definisce come un uomo, un maturo e generoso uomo la cui vita sarà guidata e diretta da sani principi e da quello chè giusto piuttosto che dai suoi sentimenti di base.
Tu dici di non voler combattere, in questo, perché sarebbe fare unazione sbagliata. Questo significa che la rispetti, e tu quindi rispetti Dio. Penso che in questo ci sia lopportunità di fare un passo in profondità nella tua relazione con Dio. La tua decisione è un sacrificio, tu assumi una posizione fondamentalmente subordinata verso di Lui, tu riconosci che Lui ha dei diritti su di te. Magari non lo hai pensato profondamente in questa luce, ma questo è il concetto espresso dalla tua azione. Adesso, vai da Lui e coscientemente aggiungi laltra dimensione, il fatto fondamentale riguardo a Dio: Lui è amore. Offrigli il tuo sacrificio non soltanto spinto dal senso di rispetto e dovere, ma anche come atto di completa fiducia. Se Lui chiama la tua amica, le fa un immenso dono, ma un dono che non riusciamo a comprendere con la nostra sola ragione. E anche un dono che sta preparando per tutte quelle persone la cui vita sarà da lei cambiata come suora. Forse è anche un dono che Lui fa a te, se ti aiuta a fare un passo in profondità nella fiducia ed anche a mettere la tua vita completamente nelle sue mani.
Il miglior modo per esserle daiuto è aiutandola ad essere fedele ai suoi principi. Devi avere unamicizia con lei che non deve diventare un ostacolo alla sua decisione. Quando le vengono dei dubbi, incoraggiala a rimanere vicina a Cristo e ad essere fedele alla sua coscienza.
Spero che questo ti sia daiuto. Siate entrambi sicuri delle mie preghiere.
Che Dio ti benedica. |