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Domenica 14 agosto

I Lettura

 

Condurrò gli stranieri sul mio monte santo.

Dal libro del profeta Isaia.                                                                                Is 56,1.6-7

 

Così dice il Signore: «Osservate il diritto e praticate la giu­stizia, perché prossima a venire è la mia salvezza; la mia giusti­zia sta per rivelarsi. Gli stranieri, che hanno aderito al Signore per servirlo e per amare il nome del Signore, e per essere suoi servi, quanti si guardano dal profanare il sabato e restano fermi nella mia alleanza, li condurrò sul mio monte santo e li colmerò di gioia nella mia casa di preghiera. I loro olocausti e i loro sacrifici saliranno graditi sul mio altare, perché il mio tempio si chiamerà casa di preghiera per tutti i popoli». PdD.

 

Salmo responsoriale                                                                                                            Sai 66

 

R/. Popoli tutti, lodate il Signore.

 

Dio abbia pietà di noi e ci benedica, / su di noi faccia splende­re il suo volto; / perché si conosca sulla terra la tua via, / fra tutte le genti la tua salvezza. R/.

 

Esultino le genti e si rallegrino, / perché giudichi i popoli con giustizia, / governi le nazioni sulla terra. R/.

 

Ti lodino i popoli, Dio, / ti lodino i popoli tutti. / Ci benedica Dio/ e lo temano tutti i confini della terra. R/.

 

II Lettura

 

Sono irrevocabili i doni e la chiamata di Dio per Israele.

 

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani.                                 Rm 11,13-15.29-32

 

Fratelli, ecco che cosa dico a voi, Gentili: come apostolo dei Gentili, io faccio onore al mio ministero, nella speranza di susci­tare la gelosia di quelli del mio sangue e di salvarne alcuni. Se infatti il loro rifiuto ha segnato la riconciliazione del mondo, quale potrà mai essere la loro riammissione, se non una risur­rezione dai morti? Perché i doni e la chiamata di Dio sono irre­vocabili! Come voi un tempo siete stati disobbedienti a Dio e ora avete ottenuto misericordia per la loro disobbedienza, così anch'essi ora sono diventati disobbedienti in vista della miseri­cordia usata verso di voi, perché anch'essi ottengano misericor­dia. Dio infatti ha rinchiuso tutti nella disobbedienza, per usare a tutti misericordia! PdD.

 

Canto al vangelo

 

Alleluia, alleluia.

 

Gesù predicava la buona novella del regno e curava ogni sorta di infermità nel popolo. Alleluia.

 

Vangelo

 

Donna, davvero grande è la tua fede!

Dal vangelo secondo Matteo.                                                                                 Mt 15,21-28

 

In quel tempo, partito di là, Gesù si diresse verso le parti di Tiro e Sidone. Ed ecco una donna cananea, che veniva da quel­le regioni, si mise a gridare: «Pietà di me, Signore, figlio di Davi­de. Mia figlia è crudelmente tormentata da un demonio». Ma egli non le rivolse neppure una parola. Allora i discepoli gli si accostarono implorando: «Esaudiscila, vedi come ci grida die­tro». Ma egli rispose: «Non sono stato inviato che alle pecore perdute della casa di Israele». Ma quella si avvicinò e si prostrò dinanzi a lui dicendo: «Signore, aiutami!». Ed egli rispose: «Non è bene prendere il pane dei figli per gettarlo ai cagnolini». «È vero, Signore, disse la donna, ma anche i cagnolini si cibano delle briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni». Allora Gesù le replicò: «Donna, davvero grande è la tua fede! Ti sia fatto come desideri». E da quell'istante sua figlia fu guarita. PdS.

 

meditazione

 

Lettura

 

In modi diversi e diversamente intensi, le tre letture richiama­no l'orizzonte universale della fede cristiana. Anche gli stra­nieri saranno condotti sul monte santo, proclama Isaia. San Paolo sembra quasi giocare nel rapporto tra i pagani - che nella traduzione italiana vengono chiamati gentili per mante­nere il riferimento alle "gentes" latine - e gli ebrei, convocati alla salvezza in tempi successivi. L'episodio evangelico della donna Cananea, cioè straniera e nemica, ha un effetto dirompente. Gesù spazza via ogni confine: la fede in Lui offre il cri­terio della salvezza: "Ti sia fatto come desideri!".

 

Meditazione

 

Dire Chiesa cattolica significa tutt'altro che definire un recinto chiuso. Significa piuttosto identificare una realtà che, mentre da una parte viene definita dal rapporto con Cristo e "sussiste" nella Chiesa di Roma, dall'altra rimane spalancata a tutta l'umanità e a tutta la realtà. La missione della Chiesa, accennata nell'Antico Testamento, proclamata decisamente da san Paolo attraverso le parole e l'azione apostolica, tende ad abbracciare e a coinvolgere ogni popolo e ogni persona nella storia di salvez­za. E un cammino di unità nella differenza. Congar diceva che la fecondità della Chiesa si propaga e si moltiplica per "assun­zione" di tutta l'umanità dispersa nell'unità di Dio, cioè nell'u­nità del Corpo mistico. L'annuncio di Cristo e il dono della sua presenza può e deve raggiungere ogni uomo, entrando in tutti gli strati dell'umanità e in tutti i livelli delle culture e delle lin­gue senza vanificarne i contenuti e le forme, ma trasformandoli dall'interno, come diceva Paolo VI nel grande documento Evangelii nuntiandi. Nella vita delle nostre comunità e dei nostri cri­stiani questo vuoi dire accoglienza dei diversi caratteri, delle forme espressive e delle varie modalità nelle quali si traduce concretamente la fede cristiana. Ci unisce la stessa fede in Cri­sto e non l'appartenenza etnica o le assonanze culturali, o le simpatie sentimentali. Occorre accettare senza scandalo la diversità dei fratelli cristiani, occorre desiderare l'adesione a Cri­sto dei fratelli non cristiani, senza pretendere che si pieghino alle nostre forme espressive. È un bell'esercizio di carità cattolica.

 

Preghiera: Dio del ciclo e della terra, dell'oriente e dell'occi­dente, che ti sei fatto uomo in un punto della terra e in un momento della storia per essere guardato nell'identità di un uomo concreto, donami la grazia di riconoscere e accogliere i miei fratelli cristiani nella originalità delle personalità, nella diversità e distinzione dei caratteri e forme espressive, nella varietà delle impostazioni culturali e sociali.

 

Agire: L'esercizio dell'accoglienza del diverso è una questione quotidiana. Oggi la voglio attuare nei riguardi dei fratelli cri­stiani della mia comunità, con i quali condivido l'unità della fede, senza farmi bloccare dallo scandalo per le differenze.

                                                                                                                                                                                                       
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