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Trasfigurazione del Signore
Domenica
XVIII del Tempo Ordinario
Edizioni ART
Messa Meditazione

Domenica XVIII settimana del tempo ordinario

Trasfigurazione del Signore

 

Antifona d'ingresso                            

Nel segno di una nube luminosa apparve lo Spirito Santo e si udì la voce del Padre: «Questi è il mio Figlio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto: ascoltatelo».

 

Colletta

O Dio, che nella gloriosa Trasfigurazione del Cristo Signore, hai confermato i misteri della fede con la testimonianza della legge e dei profeti, e hai mirabilmente preannunziato la nostra defi­nitiva adozione a tuoi figli, fa' che ascoltiamo la parola del tuo amatissimo Figlio per diventare coeredi della sua vita immor­tale. Egli è Dio...

 

I  Lettura

La sua veste era candida come la neve.

Dal libro del profeta Daniele                                                                       Dn 7,9-10.13-14

Io continuavo a guardare, quand'ecco furono collocati troni e un vegliardo si assise. La sua veste era candida come la neve e i capelli del suo capo erano candidi come la lana; il suo trono era come vampe di fuoco con le ruote come fuoco ardente. Un fiume di fuoco scendeva dinanzi a lui, mille migliaia lo serviva­no e diecimila miriadi lo assistevano. La corte sedette e i libri furono aperti. Guardando ancora nelle visioni notturne, ecco apparire, sulle nubi del cielo, uno, simile ad un figlio di uomo; giunse fino al vegliardo e fu presentato a lui, che gli diede po­tere, gloria e regno; tutti i popoli, nazioni e lingue lo servivano; il suo potere è un potere eterno, che non tramonta mai, e il suo regno è tale che non sarà mai distrutto. PdD.

 

Salmo responsoriale                                                                               dal Salmo 99

R/. Splende sul suo volto la gloria del Padre.

Il Signore regna, esulti la terra, / gioiscano le isole tutte. / Nubi e tene­bre lo avvolgono, / giustizia e diritto sono la base del suo trono. R/.

I monti fondono come cera davanti al Signore, / davanti al Signo­re di tutta la terra. / I cieli annunziano la sua giustizia / e tutti i po­poli contemplano la sua gloria. R/.

Tu sei, Signore, / l'Altissimo su tutta la terra, / tu sei eccelso sopra tutti gli dèi. R/.

 

II Lettura

Questa voce, noi l'abbiamo udita scendere dal cielo.

Dalla seconda lettera di san Pietro apostolo.                                                          2 Pt 1,16-19

Carissimi, non per essere andati dietro a favole artificiosamen­te inventate vi abbiamo fatto conoscere la potenza e la venuta del Signore nostro Gesù Cristo, ma perché siamo stati testimoni ocu­lari della sua grandezza. Egli ricevette infatti onore e gloria da Dio Padre quando dalla maestosa gloria gli fu rivolta questa voce: . «Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciu­to». Questa voce noi l'abbiamo udita scendere dal cielo mentre eravamo con lui sul santo monte. E così abbiamo conferma mi­gliore della parola dei profeti, alla quale fate bene a volgere l'at­tenzione, come a lampada che brilla in un luogo oscuro, finché non spunti il giorno e la stella del mattino si levi nei vostri cuori. PdD.

Canto al vangelo                                            

Alleluia, alleluia.

Dalla nube luminosa si udì la voce del Padre: «Questi è il mio Figlio diletto: ascoltatelo». Alleluia.

 

Vangelo

Questi è il Figlio mio prediletto.

Dal vangelo secondo Marco.                                                                                           Mc 9,2-10

In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovan­ni e li portò sopra un monte alto, in un luogo appartato, loro soli. Si trasfigurò davanti a loro e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche. E apparve loro Elia con Mosè e discorrevano con Gesù. Prendendo allora la parola, Pietro disse a Gesù: «Maestro, è bello per noi stare qui; facciamo tre tende, una per te, una per Mosè e una per Elia! ». Non sapeva infatti che cosa dire, poiché erano stati presi dallo spavento. Poi si formò una nube che li avvolse nell'om­bra e uscì una voce dalla nube: «Questi è il Figlio mio prediletto; ascoltatelo!». E subito guardandosi attorno, non videro più nessuno, se non Gesù solo con loro. Mentre scendevano dal monte, ordinò loro di non raccontare a nessuno ciò che avevano visto, se non dopo che il Figlio dell'uomo fosse risuscitato dai morti. Ed essi tennero per sé la cosa, domandandosi però che cosa volesse dire risuscitare dai morti. PdS.

 

Preghiera dei fedeli

La vocazione del discepolo si radica nella morte e risurrezione del Signore. Chiediamo al Padre, a nome di tutta la Chiesa, di immergerci in questo mistero per essere trasfigurati e risplen­dere della sua luce. Preghiamo dicendo:

 

R/. Risplenda su di noi la tua luce, Signore.

 

1. Santifica la tua Chiesa e donale di testimoniare con coraggio la tua fedeltà divenendo segno che trasfigura la tua presenza nel mondo e la via che rende gli uomini partecipi della tua gloria. Preghiamo. R/.

2. Guida con la Parola di verità i laici impegnati nelle realtà po­litico-sociali, affinchè, accogliendo la promessa del tuo regno, costruiscano su di essa ogni progetto di giustizia e solidarietà. Preghiamo. R/.

3. Concedi a quanti vivono nel buio e nello smarrimento della fede di fare memoria delle tue visite per perseverare nella prova e giun­gere ad una conoscenza più profonda del tuo volto. Preghiamo. R/.

4. Effondi nel cuore delle claustrali il dono della contemplazio­ne: riflettendo la tua immagine, siano trasfigurate secondo la tua gloria, per essere segno luminoso della tua presenza all'uomo del nostro tempo. Preghiamo. R/.

5. Togli dai nostri occhi il velo dell'incredulità e della superficia­lità: celebrando i divini misteri, riconosciamo la presenza reale del tuo Figlio diletto nel quale ti sei compiaciuto. Preghiamo. R/.

 

Padre, che riveli la tua gloria nel Cristo, bellezza crocifissa, esaudisci la nostra preghiera e fa' che ci lasciamo trasfigurare dalla luce che risplende sul suo volto. Egli vive e regna nei se­coli dei secoli. Amen.

Preghiera sulle offerte

Santifica queste offerte, o Padre, per il mistero della Trasfigu­razione del tuo unico Figlio, e rinnovaci nello spirito con lo splendore della sua gloria. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

Prefazio

È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di sal­vezza, rendere grazie sempre e in ogni luogo a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno, per Cristo nostro Si­gnore. Dinanzi ai testimoni da lui prescelti, egli rivelò la sua gloria e nella sua umanità, in tutto simile alla nostra, fece ri­splendere una luce incomparabile, per preparare i suoi disce­poli a sostenere lo scandalo della croce e anticipare, nella Tra­sfigurazione, la meravigliosa sorte della Chiesa, suo mistico corpo. E noi, uniti agli angeli e ai santi, cantiamo senza fine l'inno della tua lode:                                 

 

Antifona alla comunione

Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li portò su un alto monte e si trasfigurò davanti a loro.

 

Preghiera dopo la comunione

Il pane del cielo che abbiamo ricevuto, o Padre, ci trasformi a immagine del Cristo, che nella Trasfigurazione rivelò agli uo­mini il mistero della sua gloria. Egli vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.

 

Meditazione

Ascoltare la parola di Gesù

Lettura

La Parola di Dio di questa domenica è tutta incentrata sul mi­stero della Trasfigurazione. Il profeta Daniele presenta Dio nel momento in cui appare come giudice e signore della storia. Allo stesso modo, parla di Uno, «simile ad un figlio di uomo», che è stato costituito quale signore dell'universo. Pietro, nella sua lettera, ci parla della sua esperienza sul Monte Tabor quando ascoltò per la prima volta le parole del Padre: «Questi è il Fi­glio mio prediletto, ascoltatelo». Marco, nel vangelo, narra l'evento di rivelazione della vera identità di Gesù, confermata dalla voce della nube.

 

Meditazione

La Trasfigurazione di Cristo è un'anticipazione di ciò che sarà la sua gloria, quando tornerà in cielo. Prima della Passione, Egli schiude ai suoi apostoli una "finestra" sulla realtà del cielo, af­finchè contemplino la sua gloria e non si scoraggino di fronte alla sua Passione e morte. Il segno più importante di questo

evento è la parola finale del Padre: «ascoltatelo». San Giovan­ni della Croce diceva che Dio, dopo aver pronunciato queste parole, in un certo senso, si è fatto muto. Cioè ha detto tutto; non deve rivelare altro. Chi gli chiede nuove rivelazioni o altre risposte, lo offende, come se il Signore non si fosse ancora spie­gato chiaramente. Attraverso la Scrittura, dunque, Dio conti­nua a ripetere a tutti la stessa parola: «ascoltatelo!», cioè "leg­gete il Vangelo: lì troverete ciò che cercate". Il Vangelo è il posto per eccellenza nel quale Gesù ci parla ancora oggi. Egli non parla attraverso maghi, indovini, negromanti, oroscopi; né parla attraverso le sedute spiritiche, o le pratiche esoteriche. Nella Scrittura leggiamo, al riguardo, questa avvertenza: «Non si trovi in mezzo a te chi immola, facendoli passare per il fuoco, il suo figlio o la sua figlia, né chi esercita la divinazione o il sor­tilegio o l'augurio o la magia; né chi faccia incantesimi, né chi consulti gli spiriti o gli indovini, né chi interroghi i morti, per­ché chiunque fa queste cose è in abominio al Signore» (Dt 18,10-12).

Preghiera: Concedimi, Signore, la grazia di assumere una migliore disposizione di ascolto interiore del tuo Vangelo, affinchè la tua Parola, che è Via, Verità e Vita, sia lampada per i miei passi, a volte vacillanti ed indecisi, nella confusione delle voci del mondo.

Agire:Leggerò, in famiglia o da solo, un capitolo del van­gelo per conoscere ed ascoltare la Parola di Gesù.

 

 

"Mosè ed Elia"

Trasfigurazione del Signore simboli, luoghi, figure della Bibbia

 

Nel grande mistero della trasfigurazione di Gesù sul monte Tabor ap­paiono al suo fianco, pieni di splendore, Mosè ed Elia, due celebri fi­gure dell'Antico Testamento. Cosa ci vuol rivelare il Signore attraver­so il racconto di Marco, comune anche a Matteo e Luca?

I greci, sotto un probabile influsso antigiudaico, descrivono Mosè come un semplice capo di un clan di nomadi, come sacerdote egizio nella città di Eliopoli, o come un mago ed impostore. Per gli ebrei, in­vece, è il grande liberatore e legislatore del popolo d'Israele. È l'uomo scelto da Dio per far uscire il suo popolo dalla schiavitù dell'Egitto. È scelto da Dio anche per dare al popolo la sua Legge, le "dieci parole", "scritte con il dito di Dio", che dovranno illuminare per sempre l'agi­re del popolo degli israeliti. Anzi, col passare del tempo diventerà il maestro universale, che è stato imitato dai grandi uomini di ogni po­polo, ma particolarmente dai filosofi greci, tra i quali spicca Piatone. Per gli ebrei, ma anche per i cristiani dei primi secoli, Piatone diventa così un Mosè greco.

Perché Mosè si trova al fianco di Gesù nella teofania sul monte Tabor? E perché Marco mette Elia prima di Mosè, mentre Matteo e Luca cambiano l'ordine? Mosè è l'autore ispirato della Torah, il libro in cui si riflette il rapporto di Dio con la storia d'Israele e, in conse­guenza, l'identità del popolo ed il suo destino. Gesù, messia e Figlio unigenito di Dio, è il Vangelo, che abbraccia la Torah, ma la supera, creando così una nuova identità, quella dei cristiani. Nei nuovi rapporti che si stabiliscono tra Dio e l'uomo, Gesù accentua non il Dio che legifera, ma il Padre che ama.

Perché Elia prima di Mosè? Al tempo di Gesù la presenza del Mes­sia nella storia sarebbe come il ritorno di Elia, un Elias redivivus. Nella trasfigurazione si fa menzione di Elia prima di Mosè perché l'evangelista vuol rilevare, a mo' di conclusione di tutta la prima parte del suo vangelo, che Gesù è il Messia. Mettendo al secondo posto Mosè, mette a confronto la teofania sul Sinai e quella sul Tabor. Nella prima teofania Dio si mostra come Signore d'Israele mediante la Torah; nella seconda come Padre dei cristiani mediante il Vangelo. Comincia in questo modo la seconda parte del vangelo di Marco, che si concluderà con la confessione di Gesù come Figlio di Dio da parte del centurione.

La figura di Elia è anche ricca nel pensiero ebraico e cristiano. Egli era visto come un profeta, simile al fuoco, la cui parola bruciava come fiaccola (cfr. Sir 48,1). Nei momenti di grande sofferenza e bisogno, Elia era invocato perché venisse in aiuto del pio giudeo (cfr. Mc 15, 34-36). Ma soprattutto, Elia era figura del Messia: «designato a rim­proverare i tempi futuri, per placare l'ira prima che divampi, per ri­condurre il cuore dei padri verso i figli, e ristabilire le tribù di Giacobbe» (Sir 48,10).

Elia e Mosè discorrevano con Gesù, che si trova in mezzo a loro e rappresenta il centro della scena. Matteo aggiunge che discorrevano sul suo esodo, cioè dell'esodo che avrà luogo al momento della Pas­sione e morte, e raggiungerà il compimento nella risurrezione. Pietro nella seconda lettura accenna a questa esperienza indimenticabile: «siamo stati testimoni oculari della sua grandezza» (2Pt 1,16). La li­turgia, accostando ai testi di Marco e Pietro il testo di Daniele (prima lettura), unisce alla figura di Gesù profeta e Figlio di Dio, la figura del figlio dell'uomo, a cui viene dato da Dio «potere, gloria e regno», «il suo potere è un potere eterno, che non tramonta mai, e il suo regno è tale che non sarà mai distrutto». Gesù è anche giudice dell'uomo e della storia.   

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