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2 Ottobre 2005
Domenica
XXVII del Tempo Ordinario
Messa Meditazione

I Lettura

 

La vigna del Signore è la casa d'Israele.

Dal libro del profeta Isaia.                                                                                 Is 5,1-7

 

Canterò per il mio diletto il mio cantico d'amore per la sua vigna. Il mio diletto possedeva una vigna sopra un fertile colle. Egli l'aveva vangata e sgombrata dai sassi e vi aveva piantato scelte viti; vi aveva costruito in mezzo una torre e scavato anche un tino. Egli aspettò che producesse uva, ma essa fece uva sel­vatica. Or dunque, abitanti di Gerusalemme e uomini di Giuda, siate voi giudici fra me e la mia vigna. Che cosa dovevo fare ancora alla mia vigna che io non abbia fatto? Perché, mentre attendevo che producesse uva, essa ha fatto uva selvatica? Ora voglio farvi conoscere ciò che sto per fare alla mia vigna: toglierò la sua siepe e si trasformerà in pascolo; demolirò il suo muro di cinta e verrà calpestata. La renderò un deserto, non sarà potata né vangata e vi cresceranno rovi e pruni; alle nubi comanderò di non mandarvi la pioggia. Ebbene, la vigna del Signore degli eserciti è la casa di Israele; gli abitanti di Giuda la sua pianta­gione preferita. Egli si aspettava giustizia ed ecco spargimento di sangue, attendeva rettitudine ed ecco grida di oppressi. PdD.

 

Salmo responsoriale                                                                                 Sal 79

 

R/. La vigna del Signore è il suo popolo.

 

Hai divelto una vite dall'Egitto, / per trapiantarla hai espulso i popoli. / Ha esteso i suoi tralci fino al mare / e arrivavano al fiume i suoi germogli. R/.

 

Perché hai abbattuto la sua cinta / e ogni viandante ne fa ven­demmia? / La devasta il cinghiale del bosco / e se ne pasce l'a­nimale selvatico. R/.

 

Dio degli eserciti, volgiti, / guarda dal ciclo e vedi e visita que­sta vigna, / proteggi il ceppo che la tua destra ha piantato, / il germoglio che ti sei coltivato. R/.

 

Da te più non ci allontaneremo, / ci farai vivere e invocheremo il tuo nome. / Rialzaci Signore, Dio degli eserciti, / fa' splen­dere il tuo volto e noi saremo salvi. R/.

 

lI Lettura

 

Il Dio della pace sarà con voi.

 

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippesi.                                          FU 4,6-9

 

Fratelli, non angustiatevi per nulla, ma in ogni necessità esponete a Dio le vostre richieste, con preghiere, suppliche e ringraziamenti; e la pace di Dio, che sorpassa ogni intelli­genza, custodirà i vostri cuori e i vostri pensieri in Cristo Gesù.

In conclusione, fratelli, tutto quello che è vero, nobile, giusto, puro, amabile, onorato, quello che è virtù e merita lode, tutto questo sia oggetto dei vostri pensieri. Ciò che avete imparato, ricevuto, ascoltato e veduto in me, è quello che dovete fare. E il Dio della pace sarà con voi! PdD.

 

Canto al vangelo

 

Alleluia, alleluia.

 

Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, porta
molto frutto. Alleluia.

 

Vangelo

 

Darà la sua vigna ad altri vignaioli.

 

Dal vangelo secondo Matteo.                                                                     Mt 21,33-43

 

In quel tempo, Gesù disse ai prìncipi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «Ascoltate un'altra parabola: C'era un padrone che piantò una vigna e la circondò con una siepe, vi scavò un frantoio, vi costruì una torre, poi l'affidò a dei vignaioli e se ne andò. Quando fu il tempo dei frutti, mandò i suoi servi da quei vignaioli a ritirare il raccolto. Ma quei vignaioli presero i servi e uno lo bastonarono, l'altro lo uccise­ro, l'altro lo lapidarono. Di nuovo mandò altri servi più nume­rosi dei primi, ma quelli si comportarono nello stesso modo. Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: "Avranno rispetto di mio figlio!". Ma quei vignaioli, visto il figlio, dissero tra sé: "Costui è l'erede; venite, uccidiamolo, e avremo noi l'eredità". E, presolo, lo cacciarono fuori della vigna e l'uccisero. Quando dunque verrà il padrone della vigna che farà a quei vignaioli?». Gli rispondono: «Farà morire miseramente quei malvagi e darà la vigna ad altri vignaioli che gli consegneranno i frutti a suo tempo». E Gesù disse loro: «Non avete mai letto nelle Scrittu­re: "La pietra che i costruttori hanno scartata è diventata testa­ta d'angolo; dal Signore è stato fatto questo ed è mirabile agli occhi nostri"? Perciò io vi dico: vi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che lo farà fruttificare». PdS.

 

 

meditazione

 

Lettura

Nella prima lettura, il profeta Isaia ci parla dell'amore di Dio per il suo popolo, facendo un paragone col vignaiolo che cura la propria vigna con mille premure e con estrema sollecitudi­ne, affinchè produca le uve migliori. La vigna rappresenta il popolo d'Israele, ma anche ciascuno di noi.

 

Meditazione

 

Sono molte le premure divine di cui siamo stati fatti oggetto; Dio non ha risparmiato il minimo sforzo pur di coltivare ed impreziosire la sua vigna. Ma non sempre i frutti sono buoni, non sempre rispondiamo alle cure che ci vengono prestate. Eppure Dio, con infinita pazienza, continua ad amare il suo popolo: invia i suoi messaggeri e, infine, il suo stesso Figlio, che siamo arrivati al punto di uccidere. Fermiamoci un momento e consideriamo se il Signore può trovare frutti nella nostra vita, se questi sono abbondanti e se rappresentano una risposta adeguata all'amore che Lui ci dona continuamente. Frutti di carità, di lavoro ben svolto, di apostolato, di gesti di amore per Dio, di accettazione di ciò che Egli ci offre giorno dopo giorno. Domandiamoci anche se i nostri frutti non siano "aspri" per la nostra mediocrità, la nostra tiepidezza, i nostri peccati, le nostre omissioni... e pensiamo che Dio semina, bonifica e ha cura della vigna della nostra anima con ogni sacramento, con ogni lettura della sua Parola, con ogni atto buono che percepiamo in noi e negli altri.

 

Preghiera: Signore, fa' che io sia consapevole ogni giorno delle premure che dispensi a mio beneficio, così che mi sforzi di dare quei frutti d'amore che ti aspetti da me.

 

Agire: Farò una visita di ringraziamento al Santissimo per i tanti doni ricevuti.

                                                                                                                                                                                                       
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