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18 dicembre 2005
Domenica
IV di Avvento
Messa Meditazione

18 dicembre 2005 Domenica  

 

IV di Avvento

 

I Lettura

 

Il regno di Davide sarà saldo per sempre davanti ai Signore.

 

Dal secondo libro di Samuele.                                          2Sam 7,1-5.8b-12.14a.16

 

Avvenne che, quando il re Davide si fu stabilito nella sua casa, e il Signore gli ebbe dato tregua da tutti i suoi nemici all'intorno, disse al profeta Natan: «Vedi, io abito in una casa di cedro, mentre l'arca di Dio sta sotto una tenda». Natan rispose al re: «Va', fa' quanto hai in mente di fare, perché il Signore è con te». Ma quella stessa notte questa parola del Signore fu rivolta a Natan: «Va' e riferisci al mio servo Davi­de: Dice il Signore: Forse tu mi costruirai una casa, perché io vi abiti? Io ti presi dai pascoli, mentre seguivi il gregge, per­ché tu fossi il capo d'Israele mio popolo; sono stato con te dovunque sei andato; anche per il futuro distruggerò davanti a te tutti i tuoi nemici e renderò il tuo nome grande come quel­lo dei grandi che sono sulla terra. Fisserò un luogo a Israele mio popolo e ve lo pianterò perché abiti in casa sua e non sia più disturbato e gli iniqui non lo opprimano come in passato, al tempo in cui avevo stabilito i Giudici sul mio popolo Israe­le e gli darò riposo liberandolo da tutti i suoi nemici. Il Signo­re ti farà grande, poiché ti farà una casa. Quando i tuoi gior­ni saranno compiuti e tu giacerai con i tuoi padri, io assicurerò dopo di te la discendenza uscita dalle tue viscere, e renderò stabile il suo regno. Io gli sarò padre ed egli mi sarà figlio. La tua casa e il tuo regno saranno saldi per sempre davanti a me e il tuo trono sarà reso stabile per sempre». PdD.

 

Salmo responsoriale                                                                                                 dal Salmo 88

 

R/. Il Signore è fedele per sempre.

 

Canterò senza fine le grazie del Signore, / con la mia bocca annunzierò la tua fedeltà nei secoli, / perché hai detto: «La mia grazia rimane per sempre»; / la tua fedeltà è fondata nei cicli. R/.

 

Ho stretto un'alleanza con il mio eletto, / ho giurato a Davide mio servo: / stabilirò per sempre la tua discendenza, / ti darò un trono che duri nei secoli. R/.

 

Egli mi invocherà: Tu sei mio padre, / mio Dio e roccia della mia salvezza. / Gli conserverò sempre la mia grazia, / la mia alleanza gli sarà fedele. R/.

 

 

 

 

 

 

 

Il Lettura

 

Il mistero taciuto per secoli ora è rivelato. Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani. Rm 16,25-27 Fratelli, a colui che ha il potere di confermarvi secondo il vangelo che io annunzio e il messaggio di Gesù Cristo, secon­do la rivelazione del mistero taciuto per secoli eterni, ma rive­lato ora e annunziato mediante le scritture profetiche, per ordine dell'eterno Dio, a tutte le genti perché obbediscano alla fede, a Dio che solo è sapiente, per mezzo di Gesù Cristo, la gloria nei secoli dei secoli. Amen. PdD.

 

Canto al vangelo

 

Alleluia, alleluia.

 

Eccomi, sono la serva del Signore: avvenga di me quello che hai detto. Alleluia.

 

Vangelo

 

Ecco concepirai un figlio e lo darai alla luce.

 

Dal vangelo secondo Luca.                                                                                           Lc 1,26-38

 

In quel tempo, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, a una vergine, sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te». A queste parole ella rimase tur­bata e si domandava che senso avesse un tale saluto. L'angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia pres­so Dio. Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chia­merai Gesù. Sarà grande e chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». Allora Maria disse all'angelo: «Come è possibile? Non cono­sco uomo». Le rispose l'angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell'Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio. Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quel­lo che hai detto». E l'angelo partì da lei. PdS.

 

meditazione

 

Lettura

 

L'angelo Gabriele è inviato da Dio alla vergine Maria. Dopo il saluto iniziale, che ci mostra l'elezione di Maria tra coloro che sono benedetti dal Signore, l'angelo continua spiegando il pro­getto di Dio. Maria rimane turbata già dal saluto, per questo l'angelo la tranquillizza e di nuovo parla di grazia. Poi, le spie­ga che concepirà un figlio, che sarà Figlio di Dio. L'angelo Gabriele mette in relazione Gesù e Davide, il re più importan­te della storia di Israele, il cui trono Dio darà al Figlio, ma il suo Regno non avrà fine.

 

Meditazione

 

"Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio". Si potrebbe cambiare un po' questa espressione utilizzata dall'ange­lo in una forma più vicina al nostro modo di parlare: "Non pre­occuparti Maria, perché Dio ti ha scelta e ti vuoi bene". Certo, ciò che Dio le chiede non è proprio facile. Rimanere incinta senza vivere con Giuseppe... ma, soprattutto, se Giuseppe rifiutasse il Figlio, facilmente Maria potrebbe essere lapidata. Ma è questo che preoccupa Maria? No. L'angelo non ha ancora parlato di tutto questo e Maria è già preoccupata. Rimane "turbata" dice il vangelo, e si interroga sul senso di quel saluto. Non di rado, anche noi rimaniamo turbati da quello che capita, a noi stessi o a chi ci è vicino, e, forse, anche noi ci chiediamo che senso abbia. Ma, più spesso, intoniamo subito lamenti e accuse a Dio, invece di aspettare e sentire che cosa Dio ci vorrà dire. Così, spesso, si mette in evidenza che il "sì" di Maria, quell'"Eccomi" e "avven­ga di me quello che hai detto" ha cambiato il corso della storia. Ma c'è di più: quel "sì" non è caduto dal ciclo. Non è la forza dell'attimo. Maria non solo è preservata dal peccato, ma ha anche uno "stile" di fede che rende possibile a Dio comunicare con lei. È l'atteggiamento dell'attesa, della riflessione, dell'aper­tura e della domanda. Maria non accetta ciecamente. Non dice: "Ecco, se Dio manda un'angelo tutto va bene". Maria rimane turbata. Si interroga su ciò che le chiede e su come potrà "collaborare" a questa richiesta di Dio. Attende una sua risposta. Ascolta ciò che Dio ha da dirle. E poi cerca di capire. E, dinnan-zi al non comprensibile, accetta con fiducia ciò che Dio ha pre­disposto per lei.

 

Preghiera: Ascoltare quello che mi dici, Signore, mi sembra tanto difficile. Uso tante parole per pregarti, ma ti ascolto poco. Non cerco di capire quale sia il tuo progetto per me. E se non capisco, non accetto fidandomi semplicemente. Quan­to ho da imparare! Ponimi sempre davanti agli occhi tua Madre e aiutami, ti prego, a seguire il suo esempio.

 

Agire: Oggi porrò particolare attenzione nell'ascellare Dio, le persone che mi circondano, ma anche i rumori che mi giungo­no alle orecchie, e ai quali non faccio mai caso.

 

 

 

 

                                                                                                                                                                                                       
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