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2 Aprile 2006
Domenica
V Domenica di Quaresima
Edizioni ART
Messa Meditazione

Domenica V di Quaresima

Oggi ricorre il I anniversario della morte del Papa Giovanni Paolo II.

 

Antifona d'ingresso

Fammi giustizia, o Dio, e difendi la mia causa contro gente senza pietà; salvami dall'uomo ingiusto e malvagio, perché tu sei il mio Dio e la mia difesa.

 

Colletta

Vieni in nostro aiuto, Padre misericordioso, perché possiamo vivere e agire sempre in quella carità, che spinse il tuo Figlio a dare la vita per noi. Egli è Dio e vive e regna con te, nell'uni­tà dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

 

 

I Lettura

Concluderò un'alleanza nuova, non mi ricorderò più del peccato.

Dal libro del profeta Geremia.                                                (Ger 31,31-34)

«Ecco verranno giorni - dice il Signore - nei quali con la casa di Israele e con la casa di Giuda io concluderò una alle­anza nuova. Non come l'alleanza che ho conclusa con i loro padri, quando li presi per mano per farli uscire dal paese d'Egitto, una alleanza che essi hanno violato, benché io fossi loro Signore. Questa sarà l'alleanza che io concluderò con la casa di Israele dopo quei giorni, dice il Signore: Porrò la mia legge nel loro animo, la scriverò sul loro cuore. Allora io sarò ) il loro Dio ed essi il mio popolo. Non dovranno più istruirsi gli uni gli altri, dicendo: "Riconoscete il Signore", perché tutti mi conosceranno, dal più piccolo al più grande, dice il Signo­re; poiché io perdonerò la loro iniquità e non mi ricorderò più del loro peccato». PdD.

 

Salmo responsoriale

R/. Crea in me, o Dio, un cuore puro.

Salmo 50

Pietà di me, o Dio, secondo la tua misericordia; / nella tua grande bontà cancella il mio peccato. / Lavami da tutte le mie colpe, / mondami dal mio peccato. R/.

 

Rinnova in me, o Dio, uno spirito saldo. / Non respingermi dalla tua presenza / e non privarmi del tuo santo spirito. R/.

 

Rendimi la gioia di essere salvato, / sostieni in me un animo generoso. / Insegnerò agli erranti le tue vie / e i peccatori a te ritorneranno. R/.

 

II Lettura

Imparò l'obbedienza e divenne causa dì salvezza eterna.

Dalla lettera agli Ebrei.                                                         Eb 5,7-9

Cristo, nei giorni della sua vita terrena offri preghiere e suppli­che con forti grida e lacrime a colui che poteva liberarlo, da morte e fu esaudito per la sua pietà; pur essendo Figlio, imparò tuttavia l'obbedienza dalle cose che patì e, reso perfetto, divenne causa di salvezza eterna per tutti coloro che gli obbediscono. PdD.

 

Canto ai vangelo

Gloria e lode a te, o Cristo!

«Se uno mi vuoi servire, mi segua», dice il Signore, «e dove sono io, là sarà pure il mio servo». Gloria e lode a te, o Cristo!

 

Vangelo                                                                 

Se il chicco di grano caduto in terra muore, produce molto frutto.     

Dal vangelo secondo Giovanni.                                            Gv 12,20-33

In quel tempo, tra quelli che erano saliti per il culto durante la festa, c'erano anche alcuni Greci. Questi si avvicinarono a Filippo, che era di Betsaida di Galilea, e gli chiesero: «Signore, vogliamo vedere Gesù». Filippo andò a dirlo ad Andrea, e poi Andrea e Filippo andarono a dirlo a Gesù. Gesù rispose: «È giunta l'ora che sia glorificato il Figlio dell'uomo. In verità, in verità vi dico: se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. Chi ama la sua vita la perde e chi odia la sua vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna. Se uno mi vuol servire mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servo. Se uno mi serve, il Padre lo onorerà. Ora l'anima mia è turbata; e che devo dire? Padre, salvami da quest'ora? Ma per questo sono giunto a que­st'ora! Padre, glorifica il tuo nome». Venne allora una voce dal cielo: «L'ho glorificato e di nuovo lo glorificherò!». La folla che era presente e aveva udito, diceva che era stato un tuono. Altri dicevano: «Un angelo gli ha parlato». Rispose Gesù: «Questa voce non è venuta per me, ma per voi. Ora è il giudizio di que­sto mondo; ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori. Io quando sarò elevato da terra, attirerò tutti a me». Questo diceva per indicare di qual morte doveva morire. PdS.

 

 Preghiera dei fedeli

 

Cristo, offrendo se stesso sulla croce una volta per sempre, ha voluto raccogliere nell'unità i figli di Dio dispersi, attirando tutti a sé. Per questo dono d'amore eleviamo al Padre il nostro rin­graziamento e la nostra supplica. Preghiamo insieme e diciamo:

 

R/. Ascoltaci, o Signore.

 

1. Anche noi vogliamo vedere Gesù: donaci o Signore la grazia di incontrarti oggi innalzato in croce e risorto nell'Eucaristia; donaci di servirti per essere là dove tu sei, noi ti preghiamo. R/.

2. Signore Gesù, obbediente al Padre fino alla morte di croce, donaci di imparare l'obbedienza della fede attraverso tutte le opere della nostra vita, come il chicco che muore per produr­re molto frutto, noi ti preghiamo. R/.

3. Dona ai nostri giorni la tua pace, o Signore. La tua croce innalzata sul mondo possa attirare tutti gli uomini e tutti i popoli, portando misericordia e redenzione, noi ti preghiamo. R/.

4- Ti preghiamo, o Signore, per coloro che tu chiami a seguirti nella strada del sacerdozio, della vita consacrata e della missione, noi ti preghiamo. R/.

O Padre, che nel tuo Figlio fatto uomo nel seno della Vergine hai inaugurato la nuova ed eterna alleanza, ascolta la nostra pre­ghiera: concedi a tutti i credenti di rinnovare nel sangue dell'Agnello lo splendore della vita battesimale, perché il cammino della tua Chiesa, nel mondo, orienti l'intera umanità verso la pienezza della vita. Per Cristo nostro Signore. R/. Amen.

 

Preghiera sulle offerte

Esaudisci, Signore, le nostre preghiere: tu che ci hai illuminati con gli insegnamenti della fede, trasformaci con la potenza di questo sacrificio. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

Antifona alla comunione

Se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto.

Preghiera dopo la comunione

 

Dio onnipotente, concedi a noi tuoi fedeli di essere sempre inseriti come membra vive nel Cristo, poiché abbiamo comunicato al suo corpo e al suo sangue. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

Vogliamo vedere Gesù

Meditazione

 

Lettura

Nei giorni della sua vita terrena Gesù entra profondamente nel tessuto dell'umano. È uomo fino all'obbedienza al Padre, verso il quale si protende, chiamando coloro che vogliono seguirlo. Gli uomini lo cercano, anche gli stranieri, anche i greci. Egli offre una nuova alleanza che viene scritta non su tavole di pietra, ma nel cuore dell'uomo ed è rivolta a tutti.

 

Meditazione

Gesù giunge a Gerusalemme, entrando nel vivo della sua mis­sione. L'evangelista Giovanni nota la presenza di alcuni Greci che domandano di vederlo. Avviene un passaggio significativo, quasi una catena di testimoni: i Greci si rivolgono a Filippo, forse proprio per la sua origine greca riconosciuta dal nome; questi domanda aiuto all'amico Andrea e poi, insieme, vanno da Gesù che sembra avere un sussulto, come se questo fatto gli aprisse l'orizzonte facendogli scorgere l'ora segnata. Egli non presenta ai discepoli e ai Greci delle credenziali teoriche, ma li introduce nell'avventura che egli stesso si appresta a vivere: la morte per la vita, simile al chicco di grano. Seguendolo in que­sta strada, anche il discepolo arriverà dove giunge il Maestro. Gesù cammina verso il suo destino, e il discepolo, tutti i disce­poli, possono seguirlo perché il suo non è il percorso di un eroe solitario, ma una strada aperta a tutti. Il chicco di grano muore per una nuova fioritura. Gesù accoglie l'ora tremenda e desiderata per la quale riceve conferma dalla voce del Padre, perché è un'ora di salvezza per tutti: quando sarà innalzato da terra, attirerà tutti a sé. Il nostro desiderio di «vedere Gesù», come i Greci, non cade nel nulla ma incontra risposta, perché l'alleanza di Dio con noi è scritta nel cuore e permane indele­bile. Intanto, mentre scorrono le circostanze della vita, offria­mo «preghiere con forti grida e suppliche a colui che può libe­rarci dalla morte».

 

Preghiera: Nel giorno che ricorda la morte di Giovanni Paolo II, guardo all'intensità della sua offerta, e presento a te, o Signore Gesù, la mia vita e tutte le azioni di questa giornata perché in tutto il Padre venga glorificato.

 

Agire: Ogni azione nasce dal desiderio. Domando che il mio desiderio di vedere Gesù non si spenga, non rimanga nasco­sto e inespresso nel cuore; ricercherò persone e situazioni che favoriscono la memoria di Cristo.

 

 

Cuore

Simboli, luoghi, figure della Bibbia

 

1.  Il termine "cuore" è fondamentale nel linguaggio umano. Chi non ha pronunciato migliaia di volte questa parola? Chi non ha dipinto, da bambino, il suo cuoricino, o da giovane, un cuore innamorato su un muro di pietra o sul tronco d'un albero? Chi, nel provare grandi emozioni, non ha sentito i palpiti intensi del cuore? Perché usiamo, nel comune parlare, espressioni come "il cuore della questione", "un uomo senza cuore", "avere qualcosa molto a cuore", "parlare al cuore", "le ragioni del cuore", "una persona di gran cuore"? La ric­chezza di senso di questo termine è straordinaria nelle lingue del pas­sato e del presente.

2.  In quanto organo del corpo, il cuore è il centro della vita fisica; fa arrivare il sangue, e, con il sangue, la vita a tutti gli altri organi del corpo. Da centro del corpo, il cuore è diventato poi centro dell'uomo: dei suoi sentimenti, del suo pensare e volere, della sua coscienza, insomma, il centro della sua personalità cosciente e libera, della legge non scritta e della misteriosa azione di Dio. È soprattutto in questo senso che la Bibbia parla di "cuore".

3. Nella Bibbia, a motivo degli antropomorfismi, Dio ha un cuore. Se mediante gli "occhi di Dio" si esprime la sua onniscienza, e la sua onnipotenza mediante le "mani", con il "cuore" si fa riferimento alla sua personalità piena di coscienza, intelligenza e libertà. «Il piano del Signore sussiste per sempre, i pensieri del suo cuore per tutte le gene-razioni» (Sal 33,11). A causa di questa pienezza, soltanto Dio può scrutare il cuore dell'uomo (Rm 8,27) e conoscerlo in profondità (1Tes 2,4), e scegliere un uomo, David, secondo il suo cuore (1Sam 13,14). Nel testo evangelico possiamo intravedere il cuore di Dio Padre: alla supplica del Figlio, «Padre, glorifica il tuo nome», rispon­de con cuore veramente paterno: «L'ho glorificato e di nuovo lo glo­rificherò» (Gv 12,28). Si tratta della gloria che splende sulla croce, e quindi della gloria del cuore di Gesù nel suo amore estremo verso tutti gli uomini.

4. Parlare del cuore è, fondamentalmente, parlare dell'uomo. L'essen­za dell'uomo non è il volto, il suo aspetto esteriore: la sua bellezza, la sua forza; l'essenza dell'uomo è il suo "cuore". L'uomo deve amare Dio «con tutto il cuore, con tutta l'anima e con tutte le sue forze» (Dt 6,5). Ma dal cuore umano escono le intenzioni cattive (cf. Mc 7,21). Il "cuore" è la sede della santità, ma pure del peccato. Nella prima lettura abbiamo sentito che Dio dice: «Porrò la mia legge nel loro animo, la scriverò sul loro cuore» (Ger 31,33), e così sarà osservata e adempiuta. E con il salmista abbiamo chiesto al Signore: «crea in me un cuore puro», lavato da ogni immondizia di peccato. Così il "cuore", con tutta la sua ricchezza di contenuto (sentimenti, affetti, pensieri, volontà) diventa il luogo della conversione e della grazia, del rapporto filiale con il Dio della salvezza.

5.  Il Cuore di Gesù, cuore di Dio e di uomo. Gesù ci chiede: «impa­rate da me, che sono mite e umile di cuore» (Mt 11,30). Gesù ha la pienezza del cuore di Dio, e allo stesso tempo l'umiltà del cuore di uomo. Il culto al Sacro Cuore di Gesù è universalmente diffuso, con immagini che raffigurano il Signore col cuore trapassato, quale sim­bolo del Salvatore sofferente e pieno d'amore. Questa è l'immagine che ci offre il testo della seconda lettura: «Pur essendo Figlio, impa­rò l'obbedienza dalle cose che patì e, reso perfetto, divenne causa di salvezza eterna per tutti coloro che gli obbediscono».

 

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