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9 Ottobre 2005
Domenica
XXVIII del Tempo Ordinario
Messa Meditazione

I Lettura

 

 

II Signore preparerà un banchetto, e asciugherà le lacrime su ogni volto.

 

Dal libro del profeta Isaia.                                                                           Is 25,6-10a

 

II Signore degli eserciti preparerà su questo monte un ban­chetto di grasse vivande, per tutti i popoli, un banchetto di vini eccellenti, di cibi succulenti, di vini raffinati. Egli strapperà su questo monte il velo che copriva la faccia di tutti i popoli e la coltre che copriva tutte le genti. Eliminerà la morte per sem­pre; il Signore Dio asciugherà le lacrime su ogni volto; farà scomparire da tutto il paese la condizione disonorevole del suo popolo, poiché il Signore ha parlato. E si dirà in quel giorno: «Ecco il nostro Dio; in lui abbiamo sperato perché ci salvasse; questi è il Signore in cui abbiamo sperato; rallegriamoci, esul­tiamo per la sua salvezza, poiché la mano del Signore si poserà su questo monte». PdD.

 

Salmo responsoriale                                                                                         Sal 22

 

R/. Abiterò per sempre nella casa del Signore.

 

II Signore è il mio pastore: non manco di nulla; / su pascoli erbosi mi fa riposare, / ad acque tranquille mi conduce. / Mi rinfranca, mi guida per il giusto cammino, / per amore del suo nome. R/.

 

Se dovessi camminare in una valle oscura, / non temerei alcun male, perché tu sei con me. / II tuo bastone e il tuo vincastro / mi danno sicurezza. R/.

 

Davanti a me tu prepari una mensa / sotto gli occhi dei miei nemici; / cospargi di olio il mio capo. / II mio calice trabocca. R/.

 

Felicità e grazia mi saranno compagne / tutti i giorni della mia vita, / e abiterò nella casa del Signore / per lunghissimi anni.

 

R/. Abiterò per sempre nella casa del Signore.

 

Il Lettura

 

Tutto posso in colui che mi da la forza.

 

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippesi.                                    Fil 4,12-14.19-20

 

Fratelli, ho imparato ad essere povero e ho imparato ad essere ricco; sono iniziato a tutto, in ogni maniera: alla sazietà e alla fame, all'abbondanza e all'indigenza. Tutto posso in colui che mi da la forza. Avete fatto bene tuttavia a prendere parte alla mia tribolazione. Il mio Dio, a sua volta, colmerà ogni vostro bisogno secondo la sua ricchezza con magnificen­za in Cristo Gesù. Al Dio e Padre nostro sia gloria nei secoli dei secoli. Amen. PdD.

 

Canto al vangelo

 

Alleluia, alleluia.

 

Il Padre del Signore nostro Gesù Cristo ci conceda lo spirito di sapienza, perché possiamo conoscere qual è la speranza della nostra chiamata. Alleluia.

 

Vangelo

 

Tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze.

 

Dal vangelo secondo Matteo.                                                                       Mt 22,1-14

 

In quel tempo, rispondendo Gesù riprese a parlare in para­bole ai prìncipi dei sacerdoti e agli anziani del popolo e disse: «II regno dei cicli è simile a un re che fece un banchetto di nozze per suo figlio. Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non vollero venire. Di nuovo mandò altri servi a dire: "Ecco ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e i miei animali ingrassati sono già macellati e tutto è pronto; venite alle nozze". Ma costoro non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari; altri pre­sero i suoi servi, li insultarono e li uccisero. Allora il re si indi­gnò e, mandate le sue truppe, uccise quegli assassini e diede alle fiamme la loro città. Poi disse ai suoi servi: "II banchetto nuziale è pronto, ma gli invitati non ne erano degni; andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chia­mateli alle nozze". Usciti nelle strade, quei servi raccolsero quanti ne trovarono, buoni e cattivi, e la sala si riempì di com­mensali. Il re entrò per vedere i commensali e, scorto un tale che non indossava l'abito nuziale, gli disse: "Amico, come hai potuto entrare qui senz'abito nuziale?". Ed egli ammutolì. Allora il re ordinò ai servi: "Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti". Perché molti sono chiamati, ma pochi eletti». PdS.

 

 

meditazione

 

Lettura

 

La maggioranza degli esegeti è d'accordo nel considerare questo brano come un'allegoria nella quale il re è Dio, il figlio del re è Cristo, e il banchetto simbolizza la felicità che Egli viene a portare; gli inviati del re sono i profeti e gli apo­stoli; quelli che rifiutano l'invito sono i giudei che rifiutaro­no Cristo; gli invitati provenienti dai crocicchi delle strade simboleggiano il nuovo popolo di Dio, e l'incendio della città indica la rovina di Gerusalemme, avvenuta nell'anno 70 della nostra era.

 

Meditazione

 

Dio ci promette un grande banchetto, una grande festa, nella quale toglierà il velo che copre i nostri volti, asciugherà le nostre lacrime e ci inviterà a godere di Lui per tutta l'eter­nità. Ma si tratta di un invito: non intende obbligarci contro la nostra volontà, e qui sta il grande mistero della libertà del­luomo. Possiamo respingere l'invito, vivere come se Dio non fosse importante, e come se il nostro incontro con Lui fosse molto remoto, come se questa vita terrena non avesse mai fine. Ma Egli ci rinnova l'invito. Nessuno è escluso dalla sua intimità, salvo chi non l'accoglie davvero, chiudendosi nel proprio orgoglio di creatura. È nostra responsabilità avvici­nare quante più anime al Signore, far loro gustare il ban­chetto eucaristico. Con la nostra testimonianza di vera fede dobbiamo aprire nuovi orizzonti a chi non crede, al di là di ciò che è puramente terreno, aiutandolo a trovare il senso della vita. E tempo di evangelizzare, annunciare Cristo risorto, seguendo la chiamata del Signore: "andate ora ai crocic­chi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze". Nessuno dovrebbe rifiutare un invito ad una festa, e men che meno quando è il Signore che fa l'invito. Eppure, molti non verranno, addurranno futili pretesti, perché questo è un invito esigente. E quando saremo entrati al banchetto eucaristico, sarà meglio che la nostra anima sia pronta, can­dida, purificata, adorna della veste appropriata, cioè delle opere di carità.

 

Preghiera: Signore, fa' che nessuno passi al mio fianco senza che le mie parole e il mio esempio di vita gli parlino di te.

 

Agire: Oggi mediterò per apprezzare specialmente il valore e l'importanza del banchetto eucaristico per la mia vita terrena ed eterna.

                                                                                                                                                                                                       
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