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Domenica 30 luglio
Domenica
XVII del Tempo Ordinario
Edizioni ART
Messa Meditazione

Domenica 30 luglio

XVII del Tempo Ordinario

 

Dal vangelo secondo Giovanni.                                                                      Gv 6,1-15

In quel tempo, Gesù andò all'altra riva del mare di Galilea, cioè di Tiberìade, e una grande folla lo seguiva, vedendo i segni che faceva sugli infermi. Gesù salì sulla montagna e là si pose a sedere con i suoi discepoli. Era vicina la Pasqua, la festa dei Giudei. Alzati quindi gli occhi, Gesù vide che una grande folla veniva da lui e disse a Filippo: «Dove possiamo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?». Diceva così per metterlo alla prova; egli infatti sapeva bene quello che stava per fare. Gli rispose Filippo: «Duecento denari di pane non sono sufficienti neppure perché ognuno possa riceverne un pezzo». Gli disse allora uno dei discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro: «C'è qui un ragazzo che ha cinque pani d'orzo e due pesci; ma che cos'è questo per tanta gente?». Rispose Gesù: «Fateli sedere». C'era molta erba in quel luogo. Si sedet­tero dunque ed erano circa cinquemila uomini. Allora Gesù prese i pani e, dopo aver reso grazie, li distribuì a quelli che si erano seduti, e lo stesso fece dei pesci, finché ne vollero. E quan­do furono saziati, disse ai discepoli: «Raccogliete i pezzi avan­zati, perché nulla vada perduto». Li raccolsero e riempirono dodici canestri con i pezzi dei cinque pani d'orzo, avanzati a coloro che avevano mangiato. Allora la gente, visto il segno che egli aveva compiuto, cominciò a dire: «Questi è davvero il pro­feta che deve venire nel mondo!». Ma Gesù, sapendo che sta­vano per venire a prenderlo per farlo re, si ritirò di nuovo sulla montagna, tutto solo. PdS.

 

Meditazione

Lettura

Nella prima lettura, un uomo porta al profeta Eliseo venti pani d'orzo e farro. Il profeta lo invita a dare quel pane da man­giare alla gente. Prima incredulo, poi obbediente, quell'uomo mette a disposizione di cento persone i suoi venti pani: tutti mangiarono e del pane avanzò. Nel vangelo di Giovanni, Gesù prende i cinque pani d'orzo e i due pesci donati da un ragaz­zo per sfamare cinquemila uomini: con il pane avanzato si riempirono dodici canestri. Nella seconda lettura, Paolo invi­ta la comunità di Efeso a vivere in unità attraverso il vincolo della pace.

Meditazione

Gesù si reca nei pressi di Tiberiade seguito da una gran folla guidata da una fede superficiale, fondata sui segni da lui com­piuti sui malati. Gesù prende l'iniziativa chiedendo a Filippo e Andrea come poter sfamare quella gente. Ma nella risposta di Filippo riecheggia solo un senso di impotenza. Andrea, invece, pone davanti a Gesù i cinque pani d'orzo e i due pesci do­nati da un ragazzo, ma sono poca cosa per quella folla. Per Fi­lippo e Andrea quel poco equivale a niente, mentre per Gesù quel poco che è stato donato può sfamare tutta la folla. Come la povera vedova che getta due spiccioli, tutto quanto aveva per vivere, nel tesoro del tempio, così questo ragazzo dona tutto quello che si era portato per alimentare la sua vita. Gesù pren­de quel tutto donato, rende grazie al Padre e lo distribuisce: tutti mangiano e ne rimangono dodici ceste. Il segno compiu­to da Gesù ha lo scopo di manifestare il mistero della sua per­sona: egli, infatti, viene riconosciuto come il profeta che deve venire, ed è cercato per essere fatto re. Ma, Gesù si allontana sul monte da solo perché la sua regalità non si compie su un piano politico, terreno, ma è destinata a rivelarsi nella croce. Guardando la folla che cerca Gesù, possiamo chiederci cosa ali­menta la nostra sequela dietro a Gesù: perché lo seguiamo? Cosa ci aspettiamo da lui? L'esempio del ragazzo, invece, è un invito a credere che se mettiamo tutto ciò che siamo e tutto ciò che abbiamo nelle mani del Signore, egli con tutto ciò che pos­siamo donare, per quanto poco possa essere, potrà saziare il bisogno di molti.

Preghiera: "Come io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri" (Gv 14,34b): chiedo al Signore la grazia di amare come lui ci ha amati, fino a donare tutto me stesso agli altri.

Agire: Invece di svalutarmi, cerco di capire come mettere al servizio degli altri i doni che ho, le cose che so fare.

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