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14 Aprile Venerdì Santo
Passione del Signore
Triduo Pasquale
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Messa Meditazione

Venerdì Santo

Passione del Signore

Giornata di preghiera e di offerte per la Terra Santa

 

Celebrazione della Passione

 

In questo giorno in cui "Cristo nostra Pasqua è stato immolato", la Chiesa, con la meditazione della Passione del suo Signore e Sposo e con l'adorazione della Croce, commemora la sua origine dal fianco di Cristo, che riposa sulla Croce, e intercede per la sal­vezza di tutto il mondo. In questo giorno, per antichissima tradi­zione, non si celebra l'Eucaristia; la santa Comunione viene distri­buita ai fedeli soltanto durante la celebrazione della Passione del Signore. Ai malati, che non possono prendere parte a questa cele­brazione si può portare la Comunione in qualunque ora del giorno. Il Venerdì della Passione del Signore è giorno di penitenza obbligatoria in tutta la Chiesa, da osservarsi con l'astinenza e il digiuno. La celebrazione della Passione del Signore si fa nelle ore pomeridiane. La struttura dell'azione liturgica della Passione pro­viene dall'antica Tradizione della Chiesa, e consiste nella Liturgia della parola, l'Adorazione della Croce e la Santa Comunione. Questo giorno non devono essere trascurati i pii esercizi, come la Via Crucis e le processioni della Passione.

 

Orazione

Ricordati, Padre, della tua misericordia; santifica e proteggi sempre questa tua famiglia, per la quale Cristo, tuo Figlio, inaugurò nel suo sangue il mistero pasquale. Egli vive... Oppure: O Dio, che nella passione del Cristo nostro Signore ci hai liberati dalla morte, eredità dell'antico peccato trasmessa a tutto il genere umano, rinnovaci a somiglianza del tuo Figlio; e come abbiamo portato in noi, per la nostra nascita, l'immagine dell'uomo terreno, così per l'azione del tuo Spirito, fa' che por­tiamo l'immagine dell'uomo celeste. Per Cristo nostro Signore...

 

I Lettura

Egli è stato trafitto per i nostri delitti.

Dal libro del profeta Isaia.                                                                                       Is 52,13-53,12

Ecco, il mio servo avrà successo, sarà innalzato, onorato, esaltato grandemente. Come molti si stupirono di lui - tanto era sfigurato per essere d'uomo il suo aspetto e diversa la sua forma da quella dei figli dell'uomo - così si meraviglieranno di lui molte genti; i re davanti a lui si chiuderanno la bocca, poi­ché vedranno un fatto mai ad essi raccontato e comprenderan­no ciò che mai avevano udito. Chi avrebbe creduto alla nostra rivelazione? A chi sarebbe stato manifestato il braccio del Signore? È cresciuto come un virgulto davanti a lui e come una radice in terra arida. Non ha apparenza né bellezza per attira­re i nostri sguardi, non splendore per potercene compiacere. Disprezzato e reietto dagli uomini, uomo dei dolori che ben conosce il patire, come uno davanti al quale ci si copre la fac­cia, era disprezzato e non ne avevamo alcuna stima. Eppure egli si è caricato delle nostre sofferenze, si è addossato i nostri dolori e noi lo giudicavamo castigato, percosso da Dio e umi­liato. Egli è stato trafitto per i nostri delitti, schiacciato per le nostre iniquità. Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui; per le sue piaghe noi siamo stati guariti. Noi tutti era­vamo sperduti come un gregge, ognuno di noi seguiva la sua strada; il Signore fece ricadere su di lui l'iniquità di noi tutti. Maltrattato, si lasciò umiliare e non aprì la sua bocca; era come agnello condotto al macello, come pecora muta di fron­te ai suoi tosatori, e non aprì la sua bocca. Con oppressione e ingiusta sentenza fu tolto di mezzo; chi si affligge per la sua sorte? Sì, fu eliminato dalla terra dei viventi, per l'iniquità del mio popolo fu percosso a morte. Gli si diede sepoltura con gli empi, con il ricco fu il suo tumulo, sebbene non avesse com­messo violenza né vi fosse inganno nella sua bocca. Ma al Signore è piaciuto prostrarlo con dolori. Quando offrirà se stesso in espiazione, vedrà una discendenza, vivrà a lungo, si compirà per mezzo suo la volontà del Signore. Dopo il suo intimo tormento vedrà la luce e si sazierà della sua conoscen­za; il giusto mio servo giustificherà molti, egli si addosserà la loro iniquità. Perciò io gli darò in premio le moltitudini, dei potenti egli farà bottino, perché ha consegnato se stesso alla morte ed è stato annoverato fra gli empi, mentre egli portava il peccato di molti e intercedeva per i peccatori. PdD.

 

Salmo responsoriale

R/. Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito.                                                         Sal 30

In te, Signore, mi sono rifugiato, mai sarò deluso; / per la tua giustizia salvami. / Mi affido alle tue mani; / tu mi riscatti, Signore, Dio fedele. R/.

Sono l'obbrobrio dei miei nemici, / il disgusto dei miei vicini, l'orrore dei miei conoscenti; / chi mi vede per strada mi sfugge. / Sono caduto in oblio come un morto, / sono divenuto un rifiuto. R/.

Io confido in te, Signore; / dico: «Tu sei il mio Dio, / nelle tue mani sono i miei giorni». / Liberami dalla mano dei miei nemi­ci, / dalla stretta dei miei persecutori. R/.

Fa' splendere il tuo volto sul tuo servo, / salvami per la tua misericordia. / Siate forti, riprendete coraggio, / o voi tutti che sperate nel Signore. R/.

 

II  Lettura

Cristo imparò l'obbedienza e divenne causa di salvezza eterna per tutti coloro che gli obbediscono.

Dalla lettera agli Ebrei.                                                                     Eb 4,14-1;5,7-9

Fratelli, poiché abbiamo un grande sommo sacerdote, che ha attraversato i cieli, Gesù, Figlio di Dio, manteniamo ferma la professione della nostra fede. Infatti non abbiamo un sommo sacerdote che non sappia compatire le nostre infermi­tà, essendo stato lui stesso provato in ogni cosa, a somiglianza di noi, escluso il peccato. Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della grazia, per ricevere misericordia e trova­re grazia ed essere aiutati al momento opportuno. Cristo, nei giorni della sua vita terrena, offrì preghiere e suppliche con forti grida e lacrime a colui che poteva liberarlo da morte e fu esaudito per la sua pietà; pur essendo Figlio, imparò tuttavia l'obbedienza dalle cose che patì e, reso perfetto, divenne causa di salvezza eterna per tutti coloro che gli obbediscono. PdD.

 

Canto al vangelo

Gloria e lode a te, Cristo Signore!

Per noi Cristo si è fatto obbediente fino alla morte, alla morte di croce. Per questo Dio l'ha esaltato e gli ha dato il nome che è sopra ogni altro nome. Gloria e lode a te, Cristo Signore!

 

Vangelo

* Passione di nostro Signore Gesù Cristo secondo Giovanni.                                     Gv 18,1-19,42

In quel tempo, Gesù uscì con i suoi discepoli e andò di là dal torrente Cedron, dove c'era un giardino nel quale entrò con i suoi discepoli. Anche Giuda, il traditore, conosceva quel posto, perché Gesù vi si ritirava spesso con i suoi discepoli. Giuda dun­que, preso un distaccamento di soldati e delle guardie fornite dai sommi sacerdoti e dai farisei, si recò là con lanterne, torce e armi. Gesù allora, conoscendo tutto quello che gli doveva acca­dere, si fece innanzi e disse loro: «Chi cercate?». Gli rispo­sero: «Gesù, il Nazareno». Disse loro Gesù: «Sono io!». Vi era là con loro anche Giuda, il traditore. Appena disse «Sono io», indietreggiarono e caddero a terra. Domandò loro di nuovo: «Chi cercate?». Risposero: «Gesù, il Nazareno». Gesù replicò: «Vi ho detto che sono io. Se dunque cercate me, lasciate che questi se ne vadano». Perché s'adempisse la parola che egli aveva detto: «Non ho perduto nessuno di quelli che mi hai dato». Allora Simon Pietro, che aveva una spada, la trasse fuori e colpì il servo del sommo sacerdote e gli tagliò l'orecchio destro. Quel servo si chiamava Malco. Gesù allora disse a Pietro: «Rimetti la tua spada nel fodero; non devo forse bere il calice che il Padre mi ha dato?». Allora il distaccamento con il comandante e le guardie dei Giudei afferrarono Gesù, lo legarono e lo condussero prima da Anna: egli era infatti suocero di Caifa, che era sommo sacerdote in quell'anno. Caifa poi era quello che aveva consigliato ai Giudei: «È meglio che un uomo solo muoia per il popolo». Intanto Simon Pietro seguiva Gesù insieme con un altro discepolo. Questo discepolo era conosciu­to dal sommo sacerdote e perciò entrò con Gesù nel cortile del sommo sacerdote; Pietro invece si fermò fuori, vicino alla porta. Allora quell'altro discepolo, noto al sommo sacerdote, tornò fuori, parlò alla portinaia e fece entrare anche Pietro. E la gio­vane portinaia disse a Pietro: «Forse anche tu sei dei discepo­li di quest'uomo?». Egli rispose: «Non lo sono».

Intanto i servi e le guardie avevano acceso un fuoco, per­ché faceva freddo, e si scaldavano; anche Pietro stava con loro e si scaldava. Allora il sommo sacerdote interrogò Gesù riguar­do ai suoi discepoli e alla sua dottrina. Gesù gli rispose: «Io ho parlato al mondo apertamente; ho sempre insegnato nella sinagoga e nel tempio, dove tutti i Giudei si riuniscono, e non ho mai detto nulla di nascosto. Perché interroghi me? Interroga quelli che hanno udito ciò che ho detto loro; ecco, essi sanno che cosa ho detto». A queste parole, una delle guardie presenti diede uno schiaffo a Gesù, dicendo: «Così rispondi al sommo sacerdote?». Gli rispose Gesù: «Se ho parlato male, dimo­strami dov'è il male; ma se ho parlato bene, perché mi percuo­ti?». Allora Anna lo mandò legato a Caifa, sommo sacerdo­te. Intanto Simon Pietro stava là a scaldarsi. Gli dissero: «Non sei anche tu dei suoi discepoli?». Egli lo negò e disse: «Non lo sono». Ma uno dei servi del sommo sacerdote, parente di quello a cui Pietro aveva tagliato l'orecchio, disse: «Non ti ho forse visto con lui nel giardino?». Pietro negò di nuovo, e subito un gallo cantò. Allora condussero Gesù dalla casa di Caifa nel pretorio. Era l'alba ed essi non vollero entrare nel pre­torio per non contaminarsi e poter mangiare la Pasqua. Uscì dunque Pilato verso di loro e domandò: «Che accusa portate contro quest'uomo?». Gli risposero: «Se non fosse un mal­fattore, non te l'avremmo consegnato». Allora Pilato disse loro: «Prendetelo voi e giudicatelo secondo la vostra legge!». Gli risposero i Giudei: «A noi non è consentito mettere a morte nessuno». Così si adempivano le parole che Gesù aveva detto indicando di quale morte doveva morire. Pilato allora rientrò nel pretorio, fece chiamare Gesù e gli disse: «Tu sei il re dei Giudei?». Gesù rispose: «Dici questo da te Oppure altri te l'hanno detto sul mio conto?». Pilato rispose: «Sono io forse Giudeo? La tua gente e i sommi sacerdoti ti hanno con­segnato a me; che cosa hai fatto?». Rispose Gesù: «Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù». Allora Pilato gli disse: «Dunque tu sei re?». Rispose Gesù: «Tu lo dici; io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per rendere testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce». Gli dice Pilato: «Che cos'è la verità?». E detto questo uscì di nuovo verso i Giudei e disse loro: «Io non trovo in lui nessuna colpa. Vi è tra voi l'usanza che io vi liberi uno per la Pasqua: volete dunque che io vi liberi il re dei Giudei?». Allora essi gridaro­no di nuovo: «Non costui, ma Barabba!». Barabba era un brigante. Allora Pilato fece prendere Gesù e lo fece flagellare. E i soldati, intrecciata una corona di spine, gliela posero sul capo e gli misero addosso un mantello di porpora; quindi gli veniva­no davanti e gli dicevano: «Salve, re dei Giudei!». E gli davano schiaffi. Pilato intanto uscì di nuovo e disse loro: «Ecco, io ve lo conduco fuori, perché sappiate che non trovo in lui nessuna colpa». Allora Gesù uscì, portando la corona di spine e il mantello di porpora. E Pilato disse loro: «Ecco l'uomo!». Al vederlo i sommi sacerdoti e le guardie gridarono: «Crocifiggilo, crocifiggilo!». Disse loro Pilato: «Prendetelo voi e crocifiggetelo; io non trovo in lui nessuna colpa». Gli risposero i Giudei: «Noi abbiamo una legge e secondo questa legge deve morire, perché si è fatto Figlio di Dio». All'udire queste parole, Pilato ebbe ancor più paura ed entrato di nuovo nel pretorio disse a Gesù: «Di dove sei?». Ma Gesù non gli diede risposta. Gli disse allora Pilato: «Non mi parli? Non sai che ho il potere di metterti in libertà e il potere di metterti in croce?». Rispose Gesù: «Tu non avresti nessun potere su di me, se non ti fosse stato dato dall'alto. Per questo chi mi ha con­segnato nelle tue mani ha una colpa più grande». Da quel momento Pilato cercava di liberarlo; ma i Giudei gridarono: «Se liberi costui, non sei amico di Cesare! Chiunque infatti si fa re si mette contro Cesare». Udite queste parole, Pilato fece condurre fuori Gesù e sedette nel tribunale, nel luogo chiamato Litòstroto, in ebrai­co Gabbata. Era la Preparazione della Pasqua, verso mezzo­giorno. Pilato disse ai Giudei: «Ecco il vostro re!». Ma quelli gridarono: «Via, via, crocifiggilo!». Disse loro Fila­to: «Metterò in croce il vostro re?». Risposero i sommi sacerdoti: «Non abbiamo altro re all'infuori di Cesare». Allora lo consegnò loro perché fosse crocifisso. Essi allora pre­sero Gesù ed egli, portando la croce, si avviò verso il luogo del Cranio, detto in ebraico Golgota, dove lo crocifissero e con lui altri due, uno da una parte e uno dall'altra, e Gesù nel mezzo. Pilato compose anche l'iscrizione e la fece porre sulla croce; vi era scritto: «Gesù il Nazareno, il re dei Giudei». Molti Giudei lesserò questa iscrizione, perché il luogo dove fu crocifisso Gesù era vicino alla città; era scritta in ebraico, in latino e in greco. I sommi sacerdoti dei Giudei dissero allora a Pilato: «Non scrivere: "Il re dei Giudei", ma che egli ha detto: "Io sono il re dei Giudei"». Rispose Pilato: «Ciò che ho scrit­to, ho scritto». I soldati poi, quando ebbero crocifisso Gesù, presero le sue vesti e ne fecero quattro parti, una per ciascun soldato, e la tunica. Ora quella tunica era senza cuciture, tes­suta tutta d'un pezzo da cima a fondo. Perciò dissero tra loro: Non stracciamola, ma tiriamo a sorte a chi tocca. Così si adempiva la Scrittura: "Si son divise tra loro le mie vesti e sulla mia tunica han gettato la sorte". E i soldati fecero proprio così. Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Clèofa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco il tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco la tua madre!». E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa. Dopo questo, Gesù, sapendo che ogni cosa era stata ormai compiuta, disse per adempiere la Scrittura: «Ho sete». Vi era lì un vaso pieno d'aceto; pose­ro perciò una spugna imbevuta di aceto in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca. E dopo aver ricevuto l'aceto, Gesù disse: «Tutto è compiuto!». E, chinato il capo, spirò.

 

QUI SI GENUFLETTE E SI FA UNA BREVE PAUSA.

 

Era il giorno della Parascève e i Giudei, perché i corpi non rimanessero in croce durante il sabato (era infatti un giorno solenne quel sabato), chiesero a Pilato che fossero loro spezza­te le gambe e fossero portati via. Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe al primo e poi all'altro che era stato cro­cifisso insieme con lui. Venuti però da Gesù e vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati gli colpì il costato con la lancia e subito ne uscì sangue e acqua. Chi ha visto ne dà testimonianza e la sua testimonianza è vera ed egli sa che dice il vero, perché anche voi crediate. Questo infatti avvenne perché si adempisse la Scrittura: «Non gli sarà spezzato alcun osso». E un altro passo della Scrittura dice ancora: «Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto». Dopo questi fatti, Giuseppe d'Arimatea, che era discepolo di Gesù, ma di nascosto per timore dei Giudei, chiese a Pilato di prendere il corpo di Gesù. Pilato lo concesse. Allora egli andò e prese il corpo di Gesù. Vi andò anche Nicodèmo, quello che in precedenza era andato da lui di notte, e portò una mistura di mirra e di aloe di circa cento libbre. Essi presero allora il corpo di Gesù, e lo avvolsero in bende insieme con oli aroma­tici, com'è usanza seppellire per i Giudei. Ora, nel luogo dove era stato crocifisso, vi era un giardino e nel giardino un sepol­cro nuovo, nel quale nessuno era stato ancora deposto. Là dunque deposero Gesù, a motivo della Preparazione dei Giu­dei, poiché quel sepolcro era vicino. PdS.

 

Preghiera universale

La Liturgia della Parola si conclude con la preghiera universa­le. Dopo ogni intenzione di preghiera si fa una pausa di silen­zio e meditazione.

 

1. Per la santa Chiesa

Preghiamo, fratelli carissimi, per la santa Chiesa di Dio: il Signore le conceda unità e pace, la protegga su tutta la terra, e doni a noi, in una vita serena e tranquilla, di render gloria a Dio Padre onnipotente.

Dio onnipotente ed eterno, che hai rivelato in Cristo la tua gloria a tutte le genti, custodisci l'opera della tua misericordia, perché la tua Chiesa, diffusa su tutta la terra, perseveri con sal­dezza di fede nella confessione del tuo nome. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

2.  Per il Papa

Preghiamo il Signore per il nostro santo padre il Papa N.: il Signore Dio nostro, che lo ha scelto nell'ordine episcopale, gli conceda vita e salute e lo conservi alla sua santa Chiesa, come guida e pastore del popolo santo di Dio.

Dio onnipotente ed eterno, sapienza che reggi l'universo, ascolta la tua famiglia in preghiera, e custodisci con la tua bontà il Papa che tu hai scelto per noi, perché il popolo cristia­no, da te affidato alla sua guida pastorale, progredisca sempre nella fede. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

3.  Per tutti gli ordini sacri e per tutti i fedeli

Preghiamo per il nostro vescovo..., per tutti i vescovi, i presbi­teri e i diaconi, per tutti coloro che svolgono un ministero nella Chiesa e per tutto il popolo di Dio.

Dio onnipotente ed eterno che con il tuo Spirito guidi e santi­fichi tutto il corpo della Chiesa, accogli le preghiere che ti rivolgiamo perché secondo il dono della tua grazia tutti i membri della comunità nel loro ordine e grado ti possano fedelmente servire. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

4. Per i catecumeni

Preghiamo per i [nostri] catecumeni: il Signore Dio nostro illumini i loro cuori e apra loro la porta della sua misericor­dia, perché mediante l'acqua del Battesimo ricevano il perdo­no di tutti i peccati e siano incorporati in Cristo Gesù, nostro Signore.

Dio onnipotente ed eterno, che rendi la tua Chiesa sempre feconda di nuovi figli, aumenta nei [nostri] catecumeni l'intelligenza della fede, perché, nati a vita nuova nel fonte bat­tesimale, siano accolti fra i tuoi figli di adozione. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

5.  Per l'unità dei cristiani

Preghiamo per tutti i fratelli che credono in Cristo; il Signore Dio nostro conceda loro di vivere la verità che professano e li raduni e li custodisca nell'unica sua Chiesa.

Dio onnipotente ed eterno, che riunisci i dispersi e li custodi­sci nell'unità, guarda benigno al gregge del tuo Figlio, perché coloro che sono stati consacrati da un solo Battesimo formino una sola famiglia nel vincolo dell'amore e della vera fede. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

6.  Per gli ebrei

Preghiamo per gli ebrei: il Signore Dio nostro, che li scelse primi fra tutti gli uomini ad accogliere la sua parola, li aiuti a progredire sempre nell'amore del suo nome e nella fedeltà alla sua alleanza.

Dio onnipotente ed eterno, che hai fatto le tue promesse ad Abramo e alla sua discendenza, ascolta la preghiera della tua Chiesa, perché il popolo primogenito della tua alleanza possa giungere alla pienezza della redenzione. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

7.  Per i non cristiani

Preghiamo per coloro che non credono in Cristo perché, illu­minati dallo Spirito Santo, possano entrare anch'essi nella via della salvezza.

Dio onnipotente ed eterno, fa' che gli uomini che non cono­scono il Cristo possano conoscere la verità camminando alla tua presenza in sincerità di cuore, e a noi tuoi fedeli concedi di entrare profondamente nel tuo mistero di salvezza e di viverlo con una carità sempre più grande tra noi, per dare al mondo una testimonianza credibile del tuo amore. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

8.  Per coloro che non credono in Dio

Preghiamo per coloro che non credono in Dio perché, vivendo con bontà e rettitudine di cuore, giungano alla conoscenza del Dio vero.

Dio onnipotente ed eterno, tu hai messo nel cuore degli uomini una così profonda nostalgia di te, che solo quando ti trovano hanno pace: fa' che, al di là di ogni ostacolo, tutti riconoscano i segni della tua bontà e, stimolati dalla testimo­nianza della nostra vita, abbiano la gioia di credere in te, unico vero Dio e padre di tutti gli uomini. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

9.  Per i governanti

Preghiamo per coloro che sono chiamati a governare la comu­nità civile, perché il Signore Dio nostro illumini la loro mente e il loro cuore a cercare il bene comune nella vera libertà e nella vera pace.

Dio onnipotente ed eterno, nelle tue mani sono le speranze degli uomini e i diritti di ogni popolo: assisti con la tua sapien­za coloro che ci governano, perché, con il tuo aiuto, promuo­vano su tutta la terra una pace duratura, il progresso sociale e la libertà religiosa. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

10. Per i tribolati

Preghiamo, fratelli carissimi, Dio Padre onnipotente, perché liberi il mondo da ogni disordine: allontani le malattie, scacci la fame, renda libertà ai prigionieri, giustizia agli oppressi, conceda sicurezza a chi viaggia, il ritorno ai lontani da casa, la salute agli ammalati, ai morenti la salvezza eterna.

Dio onnipotente ed eterno, conforto degli afflitti, sostegno dei tribolati, ascolta il grido dell'umanità sofferente, perché tutti si rallegrino di avere ricevuto nelle loro necessità il soccorso della tua misericordia. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

ADORAZIONE DELLA SANTA CROCE

Il sacerdote, davanti all'altare, scopre gradatamente in tre fasi la Croce velata, invitando ogni volta il popolo all'ado­razione con le parole:

 

Ecco il legno della Croce, al quale fu appeso il Cristo, Sal­vatore del mondo.

R/. Venite, adoriamo.

Il sacerdote, il clero e i fedeli si recano quindi processio-nalmente all'adorazione della Croce, facendo davanti ad essa una genuflessione semplice o un altro segno di vene­razione. Nel frattempo si eseguono i seguenti canti o altri adatti.

 

CANTI PER L'ADORAZIONE DELLA SANTA CROCE

 

Antifona

Adoriamo la tua Croce, Signore, lodiamo e glorifichiamo la tua santa risurrezione. Dal legno della Croce è venuta la gioia in tutto il mondo.

Dio abbia pietà di noi e ci benedica; su di noi faccia splen­dere il suo volto e abbia misericordia.

Adoriamo la tua Croce Signore...

 

Lamenti del Signore I

 

Popolo mio che male ti ho fatto?

In che ti ho provocato? Dammi risposta.

Io ti ho guidato fuori dall'Egitto,

e tu hai preparato la Croce al tuo Salvatore.

Popolo mio che male ti ho fatto?

In che ti ho provocato? Dammi risposta.

 

Hágios o Theós.

Sanctus Deus.

Hágios ischyrós.

Sanctus fortis.

Hágios athánatos, eléison himás.

Sanctus immortális, miserére nobis.

 

Perché ti ho guidato quarant'anni nel deserto,

ti ho sfamato con manna,

ti ho introdotto in paese fecondo,

tu hai preparato la Croce al tuo Salvatore.

Hágios o Theós...

Che altro avrei dovuto fare e non ti ho fatto?

Io ti ho piantato, mia scelta e florida vigna,

ma tu mi sei divenuta aspra e amara:

poiché mi hai spento la sete con aceto

e hai piantato una lancia nel petto del tuo Salvatore.

Hágios o Theós...

 

Lamenti del Signore II

1. Io per te ho flagellato l'Egitto e i primogeniti suoi e tu mi hai consegnato per esser flagellato.

R/. Popolo mio, che male ti ho fatto? In che ti ho provocato? Dammi risposta.

 

2. Io ti ho guidato fuori dall'Egitto e ho sommerso il faraone nel Mar Rosso, e tu mi hai consegnato ai capi dei sacerdoti. R/.

3. Io ho aperto davanti a te il mare, e tu mi hai aperto con la lancia il costato. R/.

4. Io ti ho fatto strada con la nube, e tu mi hai condotto al pretorio di Pilato. R/.

5.  Io ti ho nutrito con manna nel deserto, e tu mi hai colpito con schiaffi e flagelli. R/.

6.  Io ti ho dissetato dalla rupe con acqua di salvezza, e tu mi hai dissetato con fiele e aceto.

7.  Io per te ho colpito i re dei Cananei, e tu hai colpito il mio capo con la canna. R/.

8.  Io ti ho posto in mano uno scettro regale, e tu hai posto sul mio capo una corona di spine. R/.

9.  lo ti ho esaltato con grande potenza, e tu mi hai sospeso al patibolo della croce. R/.

 

SANTA COMUNIONE

Dopo che il Santissimo Sacramento è stato riportato sull'alta­re dal luogo della reposizione, il sacerdote intona il Padre Nostro e la preghiera che segue; poi, dopo essersi comunicato, distribuisce la comunione ai fedeli.                                       

Preghiera dopo la comunione

Dio onnipotente ed eterno, che hai rinnovato il mondo con la gloriosa morte e risurrezione del tuo Cristo, conserva in noi l'opera della tua misericordia, perché la partecipazione a que­sto grande mistero ci consacri per sempre al tuo servizio. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

Preghiera sul popolo

Scenda, o Padre, la tua benedizione su questo popolo, che ha commemorato la morte del tuo Figlio nella speranza di risor­gere con lui; venga il perdono e la consolazione, si accresca la fede, si rafforzi la certezza nella redenzione eterna. Amen.

 

Benedizione solenne

Dio, che nella Passione del suo Figlio ci ha manifestato la grandezza del suo amore, vi faccia gustare la gioia dello Spiri­to nell'umile servizio dei fratelli. R/. Amen.

Cristo Signore, che ci ha salvato con la sua croce dalla morte eterna, vi conceda la vita senza fine. R/. Amen.

 

Voi, che seguite Cristo umiliato e sofferente, possiate aver parte alla sua risurrezione. R/. Amen.

E la benedizione di Dio onnipotente, Padre, Figlio e Spirito Santo, discenda su di voi e con voi rimanga sempre. R/. Amen.

 

Persone Amate

meditazione

Lettura

È il giorno della Passione e della Morte del Signore Gesù. La Chiesa fa memoria di questo avvenimento centrale della storia del mondo, rivivendolo nella grande liturgia della Croce e nei riti con i quali la pietà popolare accompagna il suo Signore. La lettera agli Ebrei raffigura Gesù come sommo sacerdote, che offre se stesso in sacrificio ed è causa di salvezza per coloro che gli obbediscono. Il grande racconto della Passione nel Vangelo di Giovanni, è preceduto dal "Vangelo di Isaia" sul Servo di Jahvè, che attraverso la sua sofferenza «giustificherà molti».

 

Meditazione

Giuda, Simon Pietro, Anna, Caifa, la giovane portinaia, quel­l'altro discepolo, Pilato, la folla, Barabba, i soldati, sua Madre, la sorella di sua Madre, Maria di Cleofa, Maria di Magdala, il discepolo che egli amava, Giuseppe d'Arimatea, Nicodemo: persone amiche, nemiche, indifferenti, fedeli, tra-ditrici... Tutta una folla attorno a Gesù, alla sua condanna, crocifissione, morte, sepoltura. Anche la nostra vita gira attorno alla Croce di Cristo: amore, indifferenza, sequela, rispetto, inimicizia, debolezza. La croce di Cristo si pone al centro del mondo e vi rimane per sempre come tenerissima speranza e come scandalo da rimuovere. Con fedele pazienza desideria­mo stare, in questo giorno, vicino a Gesù Crocifisso. L'ascol­to delle letture, lo sguardo e l'adorazione alla croce, la comu­nione eucaristica, il silenzio che segue danno forma al popolo cristiano. Oggi anche il lavoro, la vita in famiglia, i pensieri della mente, gli affetti del cuore, i fatti del mondo, i dolori e le fatiche, le contraddizioni e i peccati, le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce di ogni uomo vengono incanalate nel lungo torrente di grazia che scende dalla Croce del Signore. Oggi l'atteggiamento partecipe dei cristiani può rendere noto a tutti che la croce è la grande e definitiva opera di Dio che ama gli uomini e li salva. Oggi sappiamo di essere persone così tanto amate, che Dio stesso, infinito e immortale, ha sofferto e ha dato la vita per noi.

Preghiera: «Ti adoriamo o Cristo e ti benediciamo, perché con la tua santa croce hai redento il mondo». «Tu mi guardi dalla croce, questa sera, o mio Signore, ed intanto la tua voce, mi sussurra: "Dammi il cuor"».

Agire: Oggi voglio seguire con fedeltà e amore le indicazioni della Chiesa che mi suggerisce di condividere la Passione del Signore con il digiuno, la mortificazione dei sensi, l'affetto del cuore. In un tempo di silenzio potrei leggere le pagine del Catechismo della Chiesa Cattolica (nn.595-635) o del Com­pendio (nn. 111-124) nelle quali si parla della morte di Cristo.

 

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4:00 AMNuestra Señora de las Mercedes (Chile)
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Un Apostolato dei Legionari di Cristo e il Movimento Regnum Christi al servizio della Chiesa.

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