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Perchè portiate frutto e il vostro frutto rimanga Appena un mese dopo essere entrato in Noviziato è arrivata la notizia della morte di mia nonna. Arrivava in seguito a cinque anni di sofferenze per una serie di ischemie che lavevano progressivamente resa sempre meno cosciente. Tornai così alla mia città di origine per assistere ai funerali. Non molti sapevano della mia decisione di entrare in seminario e alcuni, incuriositi, mi chiesero dove fossi finito. Quando me lo chiese Antonio, un vecchio compagno di scuola di mio padre e grande amico di famiglia, mia madre gli rispose, commossa ma orgogliosa: Non sai? Ha deciso di entrare in seminario! È partito un mese fa. La reazione di Antonio fu totalmente inaspettata. Rimase molto toccato: si mise a piangere dalla commozione e cominciò a dirmi: Perdonami, sono un peccatore: parole umili, sincere, suggeritegli da un vangelo che aveva letto molti anni fa e di cui, ora, non ricordava bene la provenienza. Sicuramente non era un santo. Aveva avuto una vita molto movimentata, nonostante fosse sposato con una donna eccezionale. Aveva addirittura abbandonato il tetto coniugale per andare a vivere con unaltra donna, per poi essere riaccolto, pentito, da sua moglie. Rimasto vedovo pochi mesi dopo la riconciliazione si era poi risposato con una collega molto più giovane di lui. Dopo quellincontro al funerale di mia nonna, siamo rimasti in contatto, anche se a distanza. Per tre anni almeno ci siamo sentiti solo attraverso mia madre. Quando sono arrivato a Roma abbiamo cominciato a parlarci telefonicamente. Mi diceva che grazie a quella sera aveva ripreso a frequentare la Chiesa e ad andare a Messa. Neanche a farlo apposta, al ritorno in patria mi hanno affidato un apostolato che mi portava proprio nella sua città. Si trattava diniziare da zero la fondazione del movimento Regnum Christi e dovevo trovare laici che ci seguissero in questavventura. Abbiamo organizzato una cena per presentare il movimento ed in seguito sono cominciati dei ritiri mensili. Antonio non mancava mai a nessun ritiro, se non costretto da cause di forza maggiore, e mai senza avermi avvertito. Cominciò a confessarsi regolarmente con il sacerdote che mi accompagnava e a frequentare i sacramenti. Una volta sola abbiamo potuto incontrarci a quattrocchi e parlare. Mi disse che il suo più grande desiderio era quello di avvicinare a Dio tutta la famiglia. Mi dava il merito di avergli fatto riscoprire lamicizia di Cristo e la bellezza della vita cristiana, ma, in realtà, non ho mai fatto niente per aiutarlo concretamente. Pregavo per lui, questo è certo. A volte, nonostante la mia consacrazione, mi sento il primo a non rendermi conto della forza realmente dirompente della preghiera, e Dio ha voluto darmene la conferma evidente anche attraverso questanima. Sono poi partito per due anni di esperienza pastorale e ho lasciato i ritiri sotto la responsabilità di altri confratelli. Al mio ritorno a Roma, ho ricominciato a fare la spola ogni mese, come facevo prima. Antonio continuava lì, fedelissimo, fino a che una strana influenza lha costretto a casa. Il mese successivo era ancora costipato, ma decise di uscire solo per vederci e portare a cena me ed i confratelli che erano con me. Poco tempo dopo, nel bel mezzo dellanno, fuori calendario, si è deciso di organizzare unattività per coppie. Non è stato facile trovare una data. Labbiamo rimandata almeno tre volte per gli impegni del sacerdote che doveva dare le conferenze. Ci siamo fermati solo 24 ore: atterrati alle 19,00 del sabato, saremmo ripartiti alle 19,20 del giorno dopo. La mattina della domenica, una telefonata. Il numero non lo conoscevo. Rispondo. Una voce familiare, ma sensibilmente turbata chiede: Andrea, sei tu?. Era il figlio di Antonio. Nella notte il Signore aveva voluto completare il pellegrinaggio di questanima e se lera portato con Sé. Grazie ai continui rinvii, ho potuto salutare le spoglie mortali di Antonio ed essere vicino alla sua famiglia in questi momenti. Ciò succedeva la domenica della Divina Misericordia. |
Gianna chiede:
Una psicologia per l'ammissione dei seminaristi solo come integrazione <Zenit-Dicembre, Dicembre 15> Congregazione per il Clero: dieci anni di missione su Internet <Zenit-Dicembre, Dicembre 15> Sandro Curzi: occorre ritrovare il coraggio di San Paolo <Zenit-novembre, Novembre 22> | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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