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Domenica 18 settembre
Messa Meditazione

I Lettura

 

I miei pensieri non sono i vostri pensieri.

Dal libro del profeta Isaia.                                                                               Is 55,6-9

 

Cercate il Signore, mentre si fa trovare, invocatelo, mentre è vicino. L'empio abbandoni la sua via e l'uomo iniquo i suoi pensieri; ritorni al Signore che avrà misericordia di lui e al nostro Dio che largamente perdona. Perché i miei pensieri non sono i vostri pensieri, le vostre vie non sono le mie vie - ora­colo del Signore. Quanto il cielo sovrasta la terra, tanto le mie vie sovrastano le vostre vie, i miei pensieri sovrastano i vostri pensieri. PdD.

 

Salmo responsoriale                                                                             Salmo 144

 

R/. Il Signore è vicino a chi lo cerca.

 

Ti voglio benedire ogni giorno, / lodare il tuo nome / in eter­no e per sempre. / Grande è il Signore e degno di ogni lode, / la sua grandezza non si può misurare. R/.

 

Paziente e misericordioso è il Signore, / lento all'ira e ricco di grazia. / Buono è il Signore verso tutti, / la sua tenerezza si espande su tutte le creature. R/.

 

Giusto è il Signore in tutte le sue vie, / santo in tutte le sue opere. / II Signore è vicino a quanti lo invocano, / a quanti lo cercano con cuore sincero. R/.

 

Il Lettura

 

Per me vivere è Cristo.

 

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippesi.                                    FU l,20c-27a

 

Fratelli, Cristo sarà glorificato nel mio corpo, sia che io viva sia che io muoia. Per me infatti il vivere è Cristo e il mori­re un guadagno. Ma se il vivere nel corpo significa lavorare con frutto, non so davvero che cosa debba scegliere. Sono messo alle strette infatti tra queste due cose: da una parte il desiderio di essere sciolto dal corpo per essere con Cristo, il che sarebbe assai meglio; d'altra parte, è più necessario per voi che io rimanga nella carne.

Per conto mio, sono convinto che resterò e continuerò a essere d'aiuto a voi tutti, per il progresso e la gioia della vostra fede, perché il vostro vanto nei miei riguardi cresca sempre più in Cristo, con la mia nuova venuta tra voi. Soltanto però comportatevi da cittadini degni del vangelo. PdD.

 

Canto al vangelo

 

Alleluia, alleluia.

 

Apri, Signore, il nostro cuore e comprenderemo le parole del Figlio tuo. Alleluia.

 

Vangelo

 

Sei invidioso perché io sono buono?

 

Dal vangelo secondo Matteo.                                                                 Mt 20,1-16

 

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabo­la: «II regno dei cicli è simile a un padrone di casa che uscì all'alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna. Accordatosi con loro per un denaro al giorno, li mandò nella sua vigna.

Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che sta­vano sulla piazza disoccupati e disse loro: "Andate anche voi nella mia vigna; quello che è giusto ve lo darò". Ed essi anda­rono.

Uscì di nuovo verso mezzogiorno e verso le tre e fece altret­tanto.

Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stava­no là e disse loro: "Perché ve ne state qui tutto il giorno ozio­si?". Gli risposero: "Perché nessuno ci ha presi a giornata". Ed egli disse loro: "Andate anche voi nella mia vigna".

Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: "Chiama gli operai e da' loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi".

Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero cia­scuno un denaro. Quando arrivarono i primi, pensavano che avrebbero ricevuto di più. Ma anch'essi ricevettero un denaro per ciascuno.  Nel  ritirarlo però,  mormoravano  contro  il padrone dicendo: "Questi ultimi hanno lavorato un'ora sol­tanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo".

Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: "Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse convenuto con me per un denaro? Prendi il tuo e vattene; ma io voglio dare anche a que­st'ultimo quanto a te. Non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono?". Così gli ultimi saranno i primi, e i primi gli ultimi». PdS.

 

meditazione

 

Lettura

 

I pensieri di Dio non sono i nostri pensieri. Il profeta Isaia, nella prima lettura, ci introduce alla liturgia di questa dome­nica. Dio, vicino ad ogni sua creatura, presente nella storia con il suo amore provvidente, è sempre misterioso nel suo agire, ha disegni sempre più ampi dei nostri. Lui è buono! Con questa certezza e questa fiducia entriamo nella parola di oggi.

 

Meditazione

 

La parabola del Vangelo odierno ci lascia scandalizzati. Dav­vero gli operai della prima ora avevano tutti i diritti di prote­stare con il padrone. In realtà, gli accordi erano stati presi in partenza tra padrone e lavoratori, e così sono poi stati rispet­tati. Lo sgomento sta nella bontà con cui il padrone tratta gli ultimi: è troppo per i nostri parametri! I modi di agire di Dio, di questo padrone che, per di più, va di sua iniziativa a cercarsi gli operai, non rientrano proprio nei nostri modi di agire. Eppure, siamo richiamati a convertire questi nostri modi, siamo richiamati, come ci ricorda anche san Paolo nella seconda lettura, a essere "cittadini degni del Vangelo", a vivere con lo sguardo rivolto a Cristo. "Per me vivere è Cristo". In questo modo possiamo accostarci alla prospettiva di Dio, entrare nel suo cuore buono e "giusto in tutte le sue vie" (così ci ricor­da il salmo).

La liturgia ci esorta allora ad alzare lo sguardo ai pensieri di Dio, che appunto non sono i nostri, e ad accogliere la sua bontà smisurata, senza soppesarla con i nostri canoni umani, ma con i canoni dell'uomo celeste, dell'uomo che "vive per Cristo".

È alzare lo sguardo per riconoscere che siamo già cittadini del ciclo, figli suoi.

 

Preghiera: Signore, donami il tuo spirito perché io possa entrare nel mistero della tua volontà, là dove non posso com­prenderla, perché impari a guardare ogni giorno i fratelli senza invidia, ma contemplando in loro il tuo amore.

 

Agire: Oggi darò un'elemosina per chi è disoccupato e vive sulla strada.

                                                                                                                                                                                                       
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