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N. S. Gesù Cristo, Re dell'Universo XXXIV del Tempo ordinario Messa Meditazione 20 novembre 2005 Domenica N.S. Gesù Cristo, Re dellUniverso XXXIV del tempo ordinario I Lettura Voi siete mio gregge: io giudicherò fra pecora e pecora. Dal libro del profeta Ezechiele. Ez 34,11-12.15-17 Così dice il Signore Dio: «Ecco, io stesso cercherò le mie pecore e ne avrò cura. Come un pastore passa in rassegna il suo gregge, quando si trova in mezzo alle sue pecore che erano state disperse, così io passerò in rassegna le mie pecore e le radunerò da tutti i luoghi, dove erano disperse nei giorni nuvolosi e di caligine. Io stesso condurrò le mie pecore al pascolo e io le farò riposare. Oracolo del Signore Dio. Andrò in cerca della pecora perduta e ricondurrò all'ovile quella smarrita; fascerò quella ferita e curerò quella malata, avrò cura della grassa e della forte; le pascerò con giustizia. A te, mio gregge, dice il Signore Dio: Ecco, io giudicherò fra pecora e pecora, fra montoni e capri». PdD. Salmo responsoriale dal Salmo 22 R/. Tu mi conduci, Signore, nel regno della vita. Il Signore è il mio pastore: / non manco di nulla; / su pascoli erbosi mi fa riposare, / ad acque tranquille mi conduce. / Mi rinfranca, mi guida per il giusto cammino, / per amore del suo nome. R/. Se dovessi camminare in una valle oscura, / non temerei alcun male, perché tu sei con me. / II tuo bastone e il tuo vincastro / mi danno sicurezza. R/. Davanti a me tu prepari una mensa / sotto gli occhi dei miei nemici; / cospargi di olio il mio capo. / II mio calice trabocca. R/. Felicità e grazia mi saranno compagne / tutti i giorni della mia vita, / e abiterò nella casa del Signore / per lunghissimi anni. R/. Il Lettura Consegnerà il regno a Dio Padre, perché Dio sia tutto in tutti. Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi. 1Cor 15,20-26.28 Fratelli, Cristo è risuscitato dai morti, primizia di coloro che sono morti. Poiché se a causa di un uomo venne la morte, a causa di un uomo verrà anche la risurrezione dei morti; e come tutti muoiono in Adamo, così tutti riceveranno la vita in Cristo. Ciascuno però nel suo ordine: prima Cristo, che è la primizia; poi, alla sua venuta, quelli che sono di Cristo; poi sarà la fine, quando egli consegnerà il regno a Dio Padre, dopo aver ridotto al nulla ogni principato e ogni potestà e potenza. Bisogna infatti che egli regni finché non abbia posto tutti i nemici sotto i suoi piedi. L'ultimo nemico ad essere annientato sarà la morte. E quando tutto gli sarà stato sottomesso, anche lui, il Figlio, sarà sottomesso a Colui che gli ha sottomesso ogni cosa, perché Dio sia tutto in tutti. PdD. Canto al vangelo Alleluia, alleluia. Io sono l'Alfa, e l'Omega, colui che è, che era e che viene: tenete saldo il dono della fede fino al mio ritorno. Alleluia. Vangelo Si siederà sul trono della sua gloria e separerà gli uni dagli altri. Dal vangelo secondo Matteo. Mt 25,31-46 In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Quando il Figlio dell'uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli, si siederà sul trono della sua gloria. E saranno riunite davanti a lui tutte le genti, ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri, e porrà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra. Allora il re dirà a quelli che stanno alla sua destra: "Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo. Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi". Allora i giusti gli risponderanno: "Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito? E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti?". Rispondendo, il re dirà loro: "In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me". Poi dirà a quelli posti alla sua sinistra: "Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli. Perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare; ho avuto sete e non mi avete dato da bere; ero forestiero e non mi avete ospitato, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato". Anch'essi allora risponderanno: "Signore, quando mai ti abbiamo visto affamato o assetato o forestiero o nudo o malato o in carcere e non ti abbiamo assistito?". Ma egli risponderà: "In verità vi dico: ogni volta che non avete fatto queste cose a uno di questi miei fratelli più piccoli, non l'avete fatto a me". E se ne andranno, questi al supplizio eterno, e i giusti alla vita eterna». PdS. meditazione Lettura Nella solennità odierna le letture ci indicano in cosa consiste il regnare di Gesù: nel farsi pastore che guida e custodisce le sue pecore; nel farci dono della sua vita dopo aver vinto la morte; nel giudicarci, a partire da quell'amore che lo ha aperto a tutte le sofferenze dell'uomo e ci chiede altrettanto. Meditazione L'evangelista Matteo ha davanti a sé una comunità la cui fede, seppur giovane, rischia già di raffreddarsi. Nel capitolo 25 del suo vangelo, dopo la parabola delle vergini che attendono lo sposo e quella dei talenti, egli apre allora lo sguardo dei suoi fratelli al "dopo", sapendo che ogni uomo agisce a partire da quello che cerca. Noi pensiamo di essere condizionati dal nostro passato, ed è vero, ma lo siamo anche da ciò che ci aspettiamo e da quel che vogliamo. Così, l'evangelista ci mette davanti quanto Gesù ha detto sul nostro futuro: saremo tutti giudicati dall'amore di Cristo. Da un lato, l'amore di Dio è la nostra speranza, perché Lui solo sa unire la misericordia alla giustizia, e perché è l'unico a conoscerci fino in fondo. Dall'altro lato, però, l'amore è più esigente di qualsiasi norma, e svela davanti a sé tutti i nostri egoismi. Alla luce di quest'amore scopriremo se durante la nostra esistenza abbiamo plasmato il cuore su quello di Cristo. Se Dio, fonte di ogni amore, avrà regnato nei nostri cuori, con tutti i nostri limiti ed errori, allora potremo guardarlo negli occhi. Quando nel Padre Nostro diciamo «venga il tuo Regno», noi chiediamo al Padre che sia Lui a regnare nelle nostre vite e sulle nostre scelte. Non significa andare a vivere "sotto padrone", come potrebbe capitare in un regno umano, ma si tratta di accogliere un pastore che si occupa di noi sempre, quando stiamo bene e quando siamo malati, feriti, dispersi. Cristo è re perché vuole essere il "primo cittadino" nei nostri cuori. Se così sarà anche nel giudizio finale, non avremo bisogno di tante parole, perché l'amore rende simili. Preghiera: Signore, donami di capire sempre più che non è tanto quello che faccio a valere davanti ai tuoi occhi, ma l'amore con cui lo faccio. Accresci in me un amore "creativo", che non conosce disoccupazione. Agire: Mi chiederò qual è la fame, la sete, la malattia, la prigionia di chi mi vive accanto, non cedendo a qualsiasi tentazione di indifferenza. |
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