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Pasqua di Resurrezione del Signore
Domenica
Triduo Pasquale
Edizioni ART
Messa Meditazione

Pasqua di Risurrezione del Signore

 

I cinquanta giorni che si succedono dalla domenica di Risurre­zione alla domenica di Pentecoste si celebrano nell'esultanza e nella gioia come un solo giorno di festa, anzi come "la grande domenica". Questo tempo risente tutto degli accenti della Veglia e del giorno di Pasqua. Vi ricorre il tema della nuova vita scaturita da Gesù risorto; del battesimo che è comunione con la morte e la risurrezione di Cristo; della condotta ormai libera dal peccato, dal momento che il Signore lo ha vinto morendo sulla croce; dello Spirito, che è il principio della rigenerazione e la cui venuta sarà commemorata nella solennità di Pentecoste; della carità e della sincerità che appartengono allo stile di vita di chi, pur essendo ancora sulla terra, già è in reale comunione con Gesù asceso al cielo e glorioso alla destra del Padre. Non si trat­ta solo di ricordare il mistero della Pasqua: bisogna renderlo evi­dente nella nostra testimonianza di parole e di condotta, in attesa che si compia la promessa di essere conformi al Signore risorto, quando a nostra volta, risorgeremo.

 

Antifona d'ingresso      

Sono risorto, e sono sempre con te; tu hai posto su di me la tua mano, è stupenda per me la tua saggezza. Alleluia.                                               

 

Gloria

 

Colletta

O Padre, che in questo giorno, per mezzo del tuo unico Figlio, hai vinto la morte e ci hai aperto il passaggio alla vita eterna, concedi a noi, che celebriamo la Pasqua di risurrezione, di essere rinnovati nel tuo Spirito, per rinascere nella luce del Signore risorto. Egli è Dio...

 

I Lettura

Noi abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dei morti.

Dagli Atti degli Apostoli.                                                                             At 10,34a.37-43

In quei giorni, Pietro prese la parola e disse: «Voi conoscete ciò che è accaduto in tutta la Giudea, incominciando dalla Galilea, dopo il battesimo predicato da Giovanni; cioè come Dio consacrò in Spirito Santo e potenza Gesù di Nazaret, il quale passò beneficando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui. E noi siamo testimo­ni di tutte le cose da lui compiute nella regione dei Giudei e in Gerusalemme. Essi lo uccisero appendendolo a una croce, ma Dio lo ha risuscitato al terzo giorno e volle che apparisse, non a tutto il popolo, ma a testimoni prescelti da Dio, a noi, che abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti. E ci ha ordinato di annunziare al popolo e di attestare che egli è il giudice dei vivi e dei morti costituito da Dio. Tutti i pro­feti gli rendono questa testimonianza: chiunque crede in lui ottiene la remissione dei peccati per mezzo del suo nome». PdD.

 

Salmo responsoriale                                                                                     

R/. Questo è il giorno di Cristo Signore: alleluia, alleluia.                              Sal 117

 

Celebrate il Signore, perché è buono; / perché eterna è la sua misericordia. / Dica Israele che egli è buono: / eterna è la sua misericordia. R/.

La destra del Signore si è alzata, I la destra del Signore ha fatto meraviglie. / Non morirò, resterò in vita / e annunzierò le opere del Signore. R/.

La pietra scartata dai costruttori / è divenuta testata d'angolo; / ecco l'opera del Signore: / una meraviglia ai nostri occhi. R/.

 

II Lettura

Cercate le cose di lassù, dove è Cristo.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Colossesi.                                          Col 3,1-4

Fratelli, se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove si trova Cristo assiso alla destra di Dio; pensate alle cose di lassù, non a quelle della terra. Voi infatti siete morti e la vostra vita è ormai nascosta con Cristo in Dio! Quando si mani­festerà Cristo, la vostra vita, allora anche voi sarete manifestati con lui nella gloria. PdD.

 

SEQUENZA

Vìctimae paschàli laudes  ìmmolent christiàni.  Agnus redémit oves: Christus ìnnocens Patri reconciliàvit peccatóres.

Morì et vita  duèllo conflixére mirando: duo vita; mórtuus, regnat vivus.

Dic  nobis,  Maria, quid vidísti in via? Sepùlchrum Christi vivéntis: et glóriam vidi resurgéntis. Angélicos testes, sudàrium, et vestes. Surréxit Christus spes mea: prascédet vos in Galileam.

Scimus Christum surrexisse a mórtuis vere: tu nobis, victor Rex, miserére.

 

 

Canto al vangelo

Alleluia, alleluia.

Cristo, nostra Pasqua, è immolato: facciamo festa nel Signore. Alleluia.

 

Vangelo

Egli doveva risuscitare dai morti. Il Signore sia con voi.

Dal vangelo secondo Giovanni.                                                                   Gv 20,1-9

Nel giorno dopo il sabato, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di buon mattino, quand'era ancora buio, e vide che la pietra era stata ribaltata dal sepolcro. Corse allora e andò da Simon Pietro e dall'altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l'hanno posto!». Uscì allora Simon Pietro insieme all'altro discepolo, e si recarono al sepolcro. Correva­no insieme tutti e due, ma l'altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Chinatosi, vide le bende per terra, ma non entrò. Giunse intanto anche Simon Pietro che lo seguiva ed entrò nel sepolcro e vide le bende per terra, e il sudario, che gli era stato posto sul capo, non per terra con le bende, ma piegato in un luogo a parte. Allora entrò anche l'altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Non avevano infatti ancora compreso la Scrittura, che egli cioè doveva risuscitare dai morti. PdS.

 

Preghiera dei fedeli

Cristo, nostra speranza, è risorto: in lui trova compimento ogni nostro desiderio di vita piena, ogni attesa di pace, di giustizia e di verità. Stupiti e riconoscenti, per suo mezzo presentiamo al Padre le nostre necessità. Preghiamo insieme e diciamo:

R/. Ascoltaci, o Signore.

1. Signore Gesù risorto, che hai vinto la morte, dona a tutti gli uomini una nuova speranza per vivere, credere, amare, costrui­re, noi ti preghiamo. R/.

2. Ti ringraziamo, o Signore, per tutti coloro che testimoniano anche oggi la tua risurrezione; ti preghiamo per Papa Benedetto e per tutti i pastori della Chiesa, per i fedeli e le comunità che ti annunciano come Salvatore del mondo. Noi ti preghiamo. R/.

3. Preghiamo per quanti vivono in condizioni di disperazione, di esilio, di schiavitù; per coloro che sono vittime di guerre dimenticate e di persecuzioni; dona al nostro mondo verità, libertà, giustizia, amore. Noi ti preghiamo. R/.

4. O Signore Gesù, ti affidiamo la Chiesa, nata dalla tua morte e risurrezione; dona a tutti i cristiani una fede certa, una cari­tà operosa, una speranza vivace, per diventare semente di vita nuova in tutti gli ambienti. Noi ti preghiamo. R/.

Rendici capaci, Padre, di vedere e credere che nelle realtà quotidiane è già operante la potenza della risurrezione: ravviva la nostra fede e infondi in noi l'entusiasmo per essere annunciatori di speranza sulle strade della vita. Per Cristo nostro Signore.

R/. Amen.

 

Preghiera sulle offerte

Esultanti per la gioia pasquale ti offriamo, Signore, questo sacrificio, nel quale mirabilmente nasce e si edifica sempre la tua Chiesa. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

Antifona alla comunione

Cristo, nostra Pasqua, è stato immolato: celebriamo dunque la festa con purezza e verità. Alleluia.

 

Preghiera dopo la comunione

Proteggi sempre la tua Chiesa, Dio onnipotente, con l'inesauribile forza del tuo amore, perché, rinnovata dai sacramenti pasquali, giunga alla gloria della risurrezione. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

Benedizione solenne

In questo santo giorno di Pasqua, Dio onnipotente vi benedi­ca e vi custodisca nella sua pace. R/. Amen.

Dio, che nella Pasqua del suo Figlio ha rinnovato l'umanità intera, vi renda partecipi della sua vita immortale. R/. Amen.

Voi, che dopo i giorni della Passione celebrate con gioia la Risurrezione del Signore, possiate giungere alla grande festa della Pasqua eterna. R/. Amen.

E la benedizione di Dio onnipotente, Padre e Figlio * e Spirito Santo, discenda su di voi, e con voi rimanga sempre. R/. Amen.

 

Congedo

La Messa è finita: andate in pace. Alleluia, alleluia. Oppure: Andate e portate a tutti la gioia del Signore risorto. Alleluia, alleluia.

R/. Rendiamo grazie a Dio. Alleluia, alleluia.

 

La Vita oltre la Morte

Meditazione

 

Lettura

Le letture raccontano l'impossibile novità apparsa agli occhi degli uomini in un giorno della storia: la vita ha vinto la morte. Ne sono testimoni le donne al sepolcro e Pietro e Gio­vanni. Lo annuncia Pietro in casa di Cornelio davanti ai paga­ni. Questa novità si riverbera nella nostra vita, poiché anche noi siamo risorti in Cristo e un nuovo lievito già fermenta la pasta della storia.

 

Meditazione

La corsa della Maddalena dopo aver visto la pietra ribaltata dal sepolcro, e quella di Pietro e Giovanni segnano la grande svolta della storia. Alcuni uomini e donne sperimentano che la speranza umana non è spenta dalla morte ma incontra una impensabile novità. Quell'uomo Gesù non ha semplicemente riscaldato i cuori con il suo insegnamento, il suo esempio, i miracoli, ma ha riacceso la vita oltre ogni morte, ogni ostaco­lo, ogni opposizione. È accaduto un fatto completamente nuovo. L'evangelista Giovanni ("l'altro discepolo") se ne rende immediatamente conto e lascia a Pietro il privilegio di entra­re per primo nel sepolcro. Con una insistenza che appare per-sino strana, egli racconta di aver visto «le bende per terra» e poi dice che Pietro «vide le bende per terra, e il sudario, che gli era stato posto sul capo, non per terra con le bende, ma piegato in un luogo a parte». Questa descrizione si riferisce al lenzuolo afflosciato dopo che ne è uscito il corpo risorto di Cristo e alla posizione del sudario che avvolgeva il capo del Crocifisso. Un'indicazione perfetta che studi recenti hanno saputo cogliere dentro le parole dell'evangelista. È il primo segnale lasciato dal risorto: non semplicemente il sepolcro vuoto, ma la posizione intatta dei panni che avevano avvolto il suo cadavere. Ma c'è un fatto ancora più grande che conti­nua a documentare la risurrezione: la vita cambiata dei suoi discepoli. La fede nasce da una esperienza vissuta, da uno sguardo: «Vide e credette». Senza un fatto che precede, senza un'esperienza che confermi, non si è credenti ma visionari; i primi hanno ceduto non a una suggestione soggettiva, ma a un fatto che è arrivato a lambire anche la nostra storia e si river­bera nella nostra vita.

 

Preghiera: La preghiera del giorno di Pasqua è atto di fede e di amore, come per Maddalena, Pietro e Giovanni: "Credo in te, Signore, che sei la vita. Alleluia".

 

Agire: Niente travolga la speranza di chi ha creduto nel Signore. Il giorno di Pasqua doni continuità a quella pacata certezza, fiorita già nel cuore e negli occhi delle donne e degli apostoli, che fa riconoscere la destinazione positiva della vita di ciascuna persona e dell'intera storia.

 

Risurrezione

simboli, luoghi, figure della Bibbia

 

1.  La risurrezione, cioè la vittoria sulla morte, è un anelito di ogni uomo che rifiuta di sparire nel nulla percependo nel suo animo l'an­sia d'immortalità e di eternità. Gli antichi si stupivano guardando il morire della natura durante l'inverno ed il suo rigoglioso risorgere in primavera. Pensavano che solo la potenza di un dio fosse capace di risuscitare le forze morte della natura, e così Osiride in Egitto, Artemide in Grecia o Baal in Canaan, risorgevano ogni anno con la pri­mavera ed erano celebrati con grande pompa nel culto egizio, greco o cananeo. Anche il sole desta meraviglia tra gli antichi, con il suo sorgere e tramontare ogni giorno, senza stancarsi mai, ricorda e rap­presenta per l'uomo il suo ardente anelito di vita e d'immortalità.

2.  Al popolo d'Israele è stato rivelato a poco a poco il mistero della risurrezione. L'interesse d'Israele non è centrato sulle forze della natu­ra, ma sulla potenza di Yaveh, Signore della vita. Guidati dalla loro fede, gli israeliti non accettano che la morte sia la fine ultima e annientatrice dell'essere umano, ma non riescono a capire subito cosa significhi la risurrezione dai morti. Enoch (Gen 5,24) ed Elia (2Re 2,11), uomini straordinari, furono rapiti in cielo, ma non sono risor­ti. Alla fine di una bella preghiera liturgica, Isaia esprime forse una profonda convinzione,  ma certamente anche una  speranza:   «Di nuovo vivranno i tuoi morti, risorgeranno i loro cadaveri» (Is 26,19). Nella stessa linea di pensiero, Ezechiele ha la visione di una pianura piena di ossa, e profetizza su di esse: «Dice il Signore Dio a queste ossa: "Ecco, io faccio entrare in voi il mio spirito e rivivrete"» (Ez 37,5). Un approfondimento ulteriore della rivelazione di Dio si può trovare in Daniele. La risurrezione è spostata fino alla fine dei tempi, e avrà una doppia faccia: «gli uni alla vita eterna e gli altri alla ver­gogna e per l'infamia eterna» (Dan 12,2).

3. Al tempo di Gesù, i farisei, e gran parte del popolo ebraico, crede­vano alla risurrezione dei morti alla fine dei tempi, mentre i sadducei rifiutavano questa dottrina. D'altra parte, anche se nella Bibbia ebrai­ca c'è qualche esempio di ritorno alla vita (1 Re 17,17-24; 2Re 4,32-37), la maggioranza dei giudei pensava che il ritorno dalla morte alla vita fosse qualcosa di non impossibile, perché Dio può tutto, per inaudito e straordinario che appaia (cf. Gv 11,21-24).

4. Nel linguaggio umano accade che una realtà diventi metafora o sim­bolo; riguardo alla risurrezione è il contrario: da simbolo, nelle varie culture e religioni antiche, diventa realtà nel mistero della Risurrezione di Gesù. Egli non ritorna alla vita per non morire più. Gesù risorto è la "morte della morte", e quindi la pienezza della vita. Questo predica Pietro nei primi giorni dopo la Pentecoste: «Dio lo ha risuscitato nel terzo giorno» (At 10,40). In modo molto delicato Giovanni accenna alla risurrezione nell'odierno vangelo: «Giunse anche Simon Pietro che lo seguiva ed entrò nel sepolcro e vide le bende per terra, e il sudario, che gli era stato posto sul capo, non per terra con le bende, ma piega­to in un luogo a parte» (Gv 20, 4).

5.  Il potere di Dio che ha raggiunto la vetta suprema della sua mani­festazione agli uomini nella risurrezione di Gesù, si manifesta anche in noi rendendoci partecipi della risurrezione di Gesù mediante il bat­tesimo. Quali sono le conseguenze per la vita del cristiano? «Se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove si trova Cristo assiso alla destra di Dio; pensate alle cose di lassù, non a quelle della terra» (Col 3,1-2). L'uomo risorto con Cristo è un uomo nuovo, che vive con i piedi sulla terra, ma con il cuore in cielo".

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