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Domenica 7 agosto 2005

I Lettura

 

Fermati sul monte alla presenza del Signore.

Dal primo libro dei Re.                                                                                           1Re 19,9.11-13

 

In quei giorni, essendo giunto Elia al monte di Dio, l'Oreb, entrò in una caverna per passarvi la notte, quand'ecco il Signo­re gli disse: «Esci e fermati sul monte alla presenza del Signore».

Ecco, il Signore passò. Ci fu un vento impetuoso e gagliar­do da spaccare i monti e spezzare le rocce davanti al Signore, ma il Signore non era nel vento.

Dopo il vento ci fu un terremoto, ma il Signore non era nel terremoto.

Dopo il terremoto ci fu un fuoco, ma il Signore non era nel fuoco.

Dopo il fuoco ci fu il mormorio di un vento leggero. Come l'udì, Elia si coprì il volto con il mantello, uscì e si fermò all'in­gresso della caverna. PdD.

 

 

Salmo responsoriale                                                                                                Sal 84

 

 

 R/. Donaci, Signore, la tua presenza di pace.

 

Ascolterò che cosa dice Dio, il Signore: / egli annunzia la pace / per il suo popolo, per i suoi fedeli. / La sua salvezza è vicina la chi lo teme / e la sua gloria abiterà la nostra terra. R/.

 

Misericordia e verità s'incontreranno, / giustizia e pace si baceranno. / La verità germoglierà dalla terra / e la giustizia si affaccerà dal cielo. R/.

 

Quando il Signore elargirà il suo bene, / la nostra terra darà il Suo frutto. / Davanti a lui camminerà la giustizia / e sulla via dei suoi passi la salvezza. R/.

 

 

II Lettura

 

Vorrei essere io stesso separato da Cristo per i miei fratelli. Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani. Rm 9,1-5 Fratelli, dico la verità in Cristo, non mentisco, e la mia coscienza me ne da testimonianza nello Spirito Santo: ho nel cuore un grande dolore e una sofferenza continua. Vorrei infatti essere io stesso anatema, separato da Cristo a vantag­gio dei miei fratelli, miei consanguinei secondo la carne. Essi sono Israeliti e possiedono l'adozione a figli, la gloria, le alleanze, la legislazione, il culto, le promesse, i patriarchi; da essi proviene Cristo secondo la carne, egli che è sopra ogni cosa, Dio benedetto nei secoli. Amen. PdD.

 

Canto al vangelo

 

Alleluia, alleluia.

 

Spero nel Signore, spero nella sua parola. Alleluia.

 

Vangelo

 

Comanda che io venga da te sulle acque.

 

Dal vangelo secondo Matteo.                                                                                 Mt 14,22-33

 

Dopo che la folla si fu saziata, subito Gesù ordinò ai discepo­li di salire sulla barca e di precederlo sull'altra sponda, mentre egli avrebbe congedato la folla. Congedata la folla, salì sul monte, solo, a pregare. Venuta la sera, egli se ne stava ancora solo lassù. La barca intanto distava già qualche miglio da terra ed era agita­ta dalle onde, a causa del vento contrario. Verso la fine della notte egli venne verso di loro camminando sul mare. I discepoli, nel vederlo camminare sul mare, furono turbati e dissero: «È un fantasma» e si misero a gridare dalla paura. Ma subito Gesù parlò loro: «Coraggio, sono io, non abbiate paura». Pietro gli disse: «Signore, se sei tu, comanda che io venga da te sulle acque». Ed egli disse: «Vieni!». Pietro, scendendo dalla barca, si mise a cam­minare sulle acque e andò verso Gesù. Ma per la violenza del vento, s'impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: «Signore, salvami!». E subito Gesù stese la mano, lo afferrò e gli disse: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?». Appena saliti sulla barca, il vento cessò. Quelli che erano sulla barca gli si prostraro­no davanti, esclamando: «Tu sei veramente il Figlio di Dio!». PdS.

 

 

meditazione

 

Lettura

 

C'è una qualche analogia tra la prima lettura, dove Elia rico­nosce il Signore nel mormorio di un vento leggero, e il Vange­lo, dove gli Apostoli riconoscono Gesù nel camminare sulle acque: gli elementi della natura vengono messi al servizio della rivelazione del Signore della terra e del mare. Nella seconda lettura, san Paolo esprime con determinazione e asprezza la sua ansia per la salvezza del popolo ebraico, dal quale Cristo stesso proviene secondo la carne.

 

Meditazione

 

Tutto il Vangelo di Matteo ci conduce a riconoscere il Signore i Gesù, rivelandone quella potenza e divinità che gli apostoli riconoscono in successivi passaggi di fede. Questa pagina ne raccoglie una sintesi come in un prisma prezioso. È significati­vo il distacco di Gesù dagli apostoli e dalla folla, per ritirarsi a pregare in solitudine; la vita di Gesù è abitata da un Miste­ro grande, di fronte al quale Egli continuamente si pone. Di seguito   Gesù  prende   l'iniziativa   di  camminare   sul  mare andando incontro alla barca degli apostoli abitata dalle onde; gli apostoli credono di vedere un fantasma. E la fede incerta, la fede senza la concretezza dell'esperienza, la fede che non ha ancora riconosciuto il Signore presente. Viene così descritto un primo passaggio nella strada della fede: dapprima si invoca un Dio lontano e sfumato e anche minaccioso, come fosse un fan­tasma; poi il Signore arriva a farsi riconoscere in un'esperien­za concreta: "Coraggio, sono io, non abbiate paura". Quando avviene questa esperienza, non ci si rivolge più a un Dio gene­rico, ma si invoca il Signore Gesù come compagno del proprio cammino. Un altro passaggio si verifica quando insorgono dif­ficoltà che fanno dubitare e impaurire, come è accaduto a Pie­tro. Allora solo un grido apre alla speranza: "Signore, salva­mi". Gesù stende la mano che ci afferra e ci sostiene attraverso la compagnia della Chiesa che si manifesta nel segno di una persona o di un'intera comunità. Si viene condotti, così, ad una fede più certa e convinta, che riconosce il Figlio di Dio che salva la vita. Questo percorso della fede non si attua una sola volta, ma può ricominciare nuovamente il giorno dopo, dalla prima tappa.

 

Preghiera: Aumenta, Signore, la mia fede, affinchè ti possa riconoscere, accettando di camminare con te nel mare della vita. Prendimi per mano e sostienimi con la tua grazia. Salva­mi, Signore.

 

Agire: Solo l'audacia della fede conduce a certe scelte. Accet­terò il rischio della fede, senza farmi guidare dal calcolo umano nel prendere le mie decisioni.

                                                                                                                                                                                                       
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