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Domenica 17 dicembre
Domenica
III di Avvento
Edizioni ART
Messa Meditazione

Domenica 17 dicembre

III di Avvento "Gaudete"

 

Antifona d'ingresso

Rallegratevi sempre nel Signore: ve lo ripeto, rallegratevi, il Si­gnore è vicino.

 

Colletta

Guarda, o Padre, il tuo popolo che attende con fede il Natale del Signore, e fa' che giunga a celebrare con rinnovata esultan­za il grande mistero della salvezza. Per il nostro Signore Gesù Cristo...

 

I Lettura

Il Signore si rallegrerà per te con grida di gioia.

Dal libro del profeta Sofonìa.                                                                                      Sof 3,14-18a

Gioisci, figlia di Sion, esulta, Israele, e rallegrati con tutto il cuore, figlia di Gerusalemme! Il Signore ha revocato la tua con-danna, ha disperso il tuo nemico. Re d'Israele è il Signore in mezzo a te, tu non vedrai più la sventura. In quel giorno si dirà a Gerusalemme: «Non temere, Sion, non lasciarti cadere le braccia! Il Signore tuo Dio in mezzo a te è un salvatore poten­te. Esulterà di gioia per te, ti rinnoverà con il suo amore, si ral­legrerà per te con grida di gioia, come nei giorni di festa». PdD.

 

Salmo responsoriale                                                                                      ls 12,2-6

R/. Alleluia: viene in mezzo a noi il Dio della gioia.

 

Ecco, Dio è la mia salvezza; / io confiderò, non temerò mai, / perché mia forza e mio canto è il Signore; / egli è stato la mia salvezza. R/.

 

Attingerete acqua con gioia / alle sorgenti della salvezza. / Lo­date il Signore, / invocate il suo nome; / manifestate tra i popo­li le sue meraviglie, / proclamate che il suo nome è sublime. R/.

 

Cantate inni al Signore, perché ha fatto opere grandi, / ciò sia noto in tutta la terra. / Gridate giulivi ed esultate, abitanti di Sion, / perché grande in mezzo a voi è il Santo di Israele. R/.

 

II Lettura

Il Signore è vicino!

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippesi.                                         Fil. 4,4-7

Fratelli, rallegratevi nel Signore, sempre; ve lo ripeto ancora, rallegratevi. La vostra affabilità sia nota a tutti gli uomini. Il Si­gnore è vicino! Non angustiatevi per nulla, ma in ogni necessità esponete a Dio le vostre richieste, con preghiere, suppliche e rin­graziamenti; e la pace di Dio, che sorpassa ogni intelligenza, cu­stodirà i vostri cuori e i vostri pensieri in Cristo Gesù. PdD.

 

Canto al vangelo

Alleluia, alleluia.

Lo Spirito del Signore è su di me, mi ha mandato a portare il lieto annunzio ai poveri. Alleluia.

 

Vangelo

E noi che dobbiamo fare?

Dal vangelo secondo Luca.

In quel tempo, le folle interrogavano Giovanni, dicendo: «Che cosa dobbiamo fare?». Rispondeva: «Chi ha due tuniche, ne dia una a chi non ne ha; e chi ha da mangiare, faccia altret­tanto». Vennero anche dei pubblicani a farsi battezzare, e gli chiesero: «Maestro, che dobbiamo fare?». Ed egli disse loro: «Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato». Lo in­terrogavano anche alcuni soldati: «E noi che dobbiamo fare?». Rispose: «Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno, contentatevi delle vostre paghe». Poiché il popolo era in attesa e tutti si domandavano in cuor loro, riguardo a Giovanni, se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene uno che è più forte di me, al quale io non son degno di sciogliere neppure il legaccio dei san­dali: costui vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Egli ha in mano il ventilabro per ripulire la sua aia e per raccogliere il fru­mento nel granaio; ma la pula, la brucerà con fuoco inestingui­bile». Con molte altre esortazioni annunziava al popolo la buona novella. PdS.

 

Preghiera dei fedeli                                                         

Il Signore viene a salvarci e a costruire il suo regno. Chiediamo un segno della sua potenza e della sua misericordia.

 

R/. Compi le nostre speranze, Signore.

 

1. Per la santa Chiesa, perché il Signore l'aiuti a riscoprire e a vivere la novità del primo Natale nell'attesa del suo avvento glo­rioso, preghiamo. R/.

2. Per quanti cercano un posto nella vita e nella società, perché sia dato ad ogni uomo il diritto e la possibilità di attuare la pro­pria vocazione personale e sociale, preghiamo. R/.

3. Per coloro che soffrono nell'infermità, nella miseria e nella solitudine, perché sentano nel nostro fraterno aiuto la vicinan­za del Signore che viene, preghiamo. R/.

4. Per le nostre comunità, perché lo Spirito del Padre ci dia la forza di troncare ogni comportamento ambiguo e di incammi­narci con cuore libero e ardente incontro al Signore, preghia­mo. R/.

 

O Dio, che sei il liberatore dei poveri, vieni incontro alle spe­ranze di quanti ti cercano con cuore sincero, e dona a tutti i tuoi figli di esultare nello spirito per la venuta del Salvatore. Per Cri­sto nostro Signore. Amen.

 

Preghiera sulle offerte

Sempre si rinnovi, Signore, l'offerta di questo sacrificio, che attua il santo mistero da te istituito, e con la sua divina poten­za renda efficace in noi l'opera della salvezza. Per Cristo nostro Signore. Amen.

                          

Antifona alla comunione

Dite agli sfiduciati: «Coraggio non abbiate timore: ecco, il no­stro Dio viene a salvarci».

 

Preghiera dopo la comunione

O Dio, nostro Padre, la forza di questo sacramento ci liberi dal peccato e ci prepari alle feste ormai vicine. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

«Rallegratevi nel Signore, sempre... »

meditazione

Lettura

La liturgia di questa terza domenica di Avvento - chiamata anche domenica "Gaudete" - contiene un invito insistente alla gioia, dalla prima lettura che si apre con le parole: «Gioisci, fi­glia di Sion...» (Sof 3,14), alla seconda, dove san Paolo addi­rittura "comanda" la gioia: «Fratelli, rallegratevi nel Signore, sempre; ve lo ripeto ancora, rallegratevi» (Fil 4,4); fino alla pa­gina di Vangelo che, se pur non parla direttamene di gioia, in­dica la via sicura per giungere ad essa: la conversione del cuore, che non consiste necessariamente in severe rinunzie ascetiche, ma semplicemente nel vivere secondo giustizia e verità, nel­l'amore. L'accenno al Battesimo ci avverte che tale conversione non è puro frutto degli sforzi umani, ma dono di Dio da do­mandare umilmente e da accogliere.

 

Meditazione

Come spunto di meditazione vogliamo soffermarci su due espres­sioni del Vangelo che rimandano ad usi e costumi propri della vita e della cultura ebraica, e di cui perciò può il significato e  il valore simbolico. Giovanni Battista dice: «Viene uno che è più forte di me, al quale io non son degno di sciogliere neppure il le­gaccio dei sandali». Presso gli antichi sciogliere i legacci dei san­dali era compito degli schiavi: mettendosi in rapporto a Gesù, Gio­vanni si dichiara indegno di rendergli tale servizio. E proprio dalla consapevolezza di tale "distanza" che nasce in Giovanni Battista la forza del suo richiamo alla conversione. Ecco allora l'altra im­magine. Il grano mietuto veniva disteso sull'aia, poi, in un giorno di vento, veniva inforcato con il ventilabro e gettato in aria; la pa­glia e la pula per la loro leggerezza si disperdevano, mentre il grano cadeva a terra pulito. Il richiamo al giudizio universale è eviden­te. Giovanni Battista non vuole, però, incutere terrore, bensì su­scitare il desiderio di un'autentica conversione. Lo capiscono bene le folle convenute presso le rive del Giordano, che pongono la do­manda dalla quale la vita può rinnovarsi: «Che cosa dobbiamo fare?». La stessa domanda verrà posta anche a Gesù al momento del discorso sul Pane della vita. Egli risponderà che l'opera da com­piere è la fede. E noi cosa dobbiamo fare per testimoniare la no­stra fede? Le prime due letture ci offrono un'indicazione prezio­sa: offrire la testimonianza della gioia. Sì, essere gioiosi sempre e ovunque in modo che, vedendoci, il mondo possa credere che il Vangelo è veramente una "buona notizia".

 

Preghiera: Signore Gesù, tu vieni tra noi nascondendo la tua gloria divina sotto il velo della nostra povera umanità; fa' che noi ci accostiamo a te con il sincero desiderio di rivestirci della tua santità, che è umiltà e amore. Amen.


Agire: Prima del Santo Natale mi accosterò con umiltà e fede al Sacramento della penitenza preparandomi attraverso una lettura attenta e prolungata dei brani di Vangelo che la liturgia in questi giorni offre alla nostra meditazione.

 

 

 

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