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6 Novembre 2005
Domenica
XXXII del Tempo ordinario
Messa Meditazione

6 novembre 2005 Domenica  

 

XXXII del tempo ordinario

 

I Lettura

 

La sapienza è trovata da chiunque la cerca.

Dal libro della Sapienza.                                                                                                                                                                                                                                            Sap 6,12-16

 

La sapienza è radiosa e indefettibile, facilmente è contem­plata da chi l'ama e trovata da chiunque la ricerca. Previene, per farsi conoscere, quanti la desiderano. Chi si leva per essa di buon mattino non faticherà, la troverà seduta alla sua porta.

Riflettere su di essa è perfezione di saggezza, chi veglia per lei sarà presto senza affanni. Essa medesima va in cerca di quanti sono degni di lei, appare loro ben disposta per le stra­de, va loro incontro con ogni benevolenza. PdD.

 

Salmo responsoriale                                                                                                                                                 dal Salmo 62

 

R/. Ha sete di te, Signore, l'anima mia.

 

O Dio, tu sei il mio Dio, / all'aurora ti cerco, / di te ha sete l'anima mia, / a te anela la mia carne, / come terra deserta, arida, senz'acqua. R/.

 

Così nel santuario ti ho cercato, / per contemplare la tua potenza e la tua gloria. / Poiché la tua grazia vale più della vita, / le mie labbra diranno la tua lode. R/.

 

Così ti benedirò finché io viva, / nel tuo nome alzerò le mie mani. / Mi sazierò come a lauto convito, / e con voci di gioia ti loderà la mia bocca. R/.

 

Nel mio giaciglio di te mi ricordo, / penso a te nelle veglie not­turne, / a te che sei stato il mio aiuto, / esulto di gioia all'om­bra delle tue ali. R/.

 

II Lettura

 

Quelli che sono morti,Dio li raduna per mezzo di Gesù insieme con lui.

 

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicesi.                                                                                               1Ts 4,13-18

 

Fratelli, non vogliamo lasciarvi nell'ignoranza circa quelli che sono morti, perché non continuiate ad affliggervi come gli altri che non hanno speranza. Noi crediamo infatti che Gesù è morto e risuscitato; così anche quelli che sono morti, Dio li radunerà per mezzo di Gesù insieme con lui. Questo vi dicia­mo sulla parola del Signore: noi che viviamo e saremo ancora in vita per la venuta del Signore, non avremo alcun vantaggio su quelli che sono morti. Perché il Signore stesso, a un ordine, alla voce dell'arcangelo e al suono della tromba di Dio, discen­derà dal ciclo. E prima risorgeranno i morti in Cristo; quindi noi, i vivi, i superstiti, saremo rapiti insieme con loro tra le nubi, per andare incontro al Signore nell'aria, e così saremo sempre con il Signore. Confortatevi dunque a vicenda con queste parole. PdD.

 

Canto al vangelo

 

Alleluia, alleluia.

 

Sii fedele fino alla morte, dice il Signore, e ti darò la corona della vita. Alleluia.

 

Vangelo

 

Ecco lo sposo, andategli incontro!

 

Dal vangelo secondo Matteo.                                                                                                                                          Mt 25,1-13

 

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: «II regno dei cieli è simile a dieci vergini che, prese le loro lam­pade, uscirono incontro allo sposo. Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; le stolte presero le lampade, ma non presero con sé olio; le sagge invece, insieme alle lampade, presero anche dell'olio in piccoli vasi. Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e dormirono. A mezzanotte si levò un grido: "Ecco lo sposo, andategli incontro!". Allora tutte quelle vergini si desta­rono e prepararono le loro lampade. E le stolte dissero alle sagge: "Dateci del vostro olio, perché le nostre lampade si spen­gono". Ma le sagge risposero: "No, che non abbia a mancare per noi e per voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene". Ora, mentre quelle andavano per comprare l'olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: "Signore, signore, aprici!". Ma egli rispose: "In verità vi dico: non vi conosco". Vegliate dun­que, perché non sapete né il giorno né l'ora» PdS.

meditazione

Meditazione

 

Lettura

 

I discepoli chiedono a Gesù di conoscere quando avverrà la fine del mondo (cfr. Mt 24,3), ma Egli, da grande educatore, racconta alcune parabole, che spostano la loro attenzione dalla curiosità di conoscere una data, a ciò che è davvero importante: prepararsi a quello che, prima di essere un fatto catastrofico, sarà soprattutto un incontro tra due persone, il Creatore che ci ama alla follia e la sua creatura che deve dimo­strare con i fatti, non solo a parole, di ricambiare questo amore. Gesù prosegue il suo insegnamento narrando la para­bola delle dieci vergini, cinque sagge e cinque stolte. Per esse­re ammessi alle nozze con lo Sposo è necessario vegliare con animo generoso. Per combattere ogni tipo di pigrizia sia fisica sia morale e spirituale, Gesù ci invita a fare scorte "d'olio," simbolo dello Spirito Santo.

 

Meditazione

 

II regno dei cicli non è un luogo, ma uno stile di vita, che ha come fine l'incontro con Gesù, lo Sposo, che, è certo, avverrà. Tuttavia, non dobbiamo essere spettatori inerti; Gesù ci chiede di fare la nostra parte e ne descrive gli aspetti essen­ziali. Ci sono dieci vergini divise in due gruppi. Tutte com­piono le stesse azioni, compreso l'addormentarsi. Eppure Gesù ne definisce cinque sagge e cinque stolte. Anche le stol­te attendono lo Sposo, ma l'atteggiamento interiore è diver­so: fanno ciò che devono fare per dovere, senza calore, sono ^insipide, spente. Il sapiente secondo Dio, invece, ha sapore, porta la luce dove sono le tenebre, è vivo, premuroso, sollecito. Le sagge, infatti,  «presero dell'olio in piccoli vasi». L'olio richiama lo Spirito Santo, l'Amore, Colui che ci inse­gna a pregare e grida per noi «Abbà, Padre!» (cfr. Gai 4,6). Per vegliare, per essere sempre pronti, dunque, è necessaria la preghiera. Ma i contenitori sono piccoli. Al Signore serve l'amore con cui ci mettiamo in contatto con Lui, non fiumi di parole. L'invito è semplice: "Fate, Io farò!". I battiti del nostro cuore diventino preghiera.

 

Preghiera: Con Salomone implorerò: "Signore, dammi la sapienza, che siede in trono accanto a te e non mi escludere dal numero dei tuoi figli" (cfr. Sap 9,1.4).

 

Agire: Coglierò ogni occasione offerta dalla Chiesa, come esercizi spirituali o incontri di preghiera, per riflettere sulla Parola di Dio ed acquisire così la Luce che illumina l'attesa.

 

 

                                                                                                                                                                                                       
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