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28 Maggio 2006
Ascensione del Signore
Edizioni ART
Messa Meditazione

Ascensione del Signore

 

Antifona d'ingresso

Uomini di Galilea, perché fissate nel cielo lo sguardo? Come l'avete visto salire al cielo, così il Signore ritornerà. Alleluia.

                   

Colletta

Esulti di santa gioia la tua Chiesa, o Padre, per il mistero che celebra in questa liturgia di lode, poiché nel tuo Figlio asceso al cielo la nostra umanità è innalzata accanto a te, e noi, membra del suo corpo, viviamo nella speranza di raggiungere Cristo, no­stro capo, nella gloria. Egli è Dio...

 

I Lettura

Gesù fu elevato in alto sotto i loro occhi.

Dagli Atti degli Apostoli.                                                                                 At 1,1-11

Nel mio primo libro ho già trattato, o Teòfilo, di tutto quel­lo che Gesù fece e insegnò dal principio fino al giorno in cui, dopo aver dato istruzioni agli apostoli che si era scelti nello Spi­rito Santo, egli fu assunto in cielo. Egli si mostrò ad essi vivo, dopo la sua passione, con molte prove, apparendo loro per qua­ranta giorni e parlando del regno di Dio. Mentre si trovava a ta­vola con essi, ordinò loro di non allontanarsi da Gerusalemme, ma di attendere che si adempisse la promessa del Padre «quel­la, disse, che voi avete udito da me: Giovanni ha battezzato con acqua, voi invece sarete battezzati in Spirito Santo, fra non molti giorni». Così venutisi a trovare insieme gli domandarono: «Si­gnore, è questo il tempo in cui ricostituirai il regno di Israele?». Ma egli rispose: «Non spetta a voi conoscere i tempi e i momen­ti che il Padre ha riservato alla sua scelta, ma avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino agli estremi confini della terra». Detto questo, fu elevato in alto sotto i loro occhi e una nube lo sottrasse al loro sguardo. E poiché essi sta­vano fissando il cielo mentre egli se n'andava, ecco due uomini in bianche vesti si presentarono a loro e dissero: «Uomini di Ga­lilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che è stato di tra voi assunto fino al cielo, tornerà un giorno allo stesso modo in cui l'avete visto andare in cielo». PdD.

 

Salmo responsoriale                                                                                                Sal 46

R/. Ascende il Signore tra canti di gioia.

 

Applaudite, popoli tutti, / acclamate Dio con voci di gioia; / perché terribile è il Signore, l'Altissimo, / re grande su tutta la terra. R/.

Ascende Dio tra le acclamazioni, / il Signore al suono di trom­ba. / Cantate inni a Dio, cantate inni; / cantate inni al nostro re, cantate inni. R/.

Dio è re di tutta la terra, / cantate inni con arte. / Dio regna sui popoli, / Dio siede sul suo trono santo. R/.

 

II Lettura

Chiamati allo stato di uomo perfetto, nella misura che conviene alla piena maturità di Cristo.

Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesini.                                        Ef 4,1-13

Fratelli, vi esorto io, il prigioniero nel Signore, a comportarvi in maniera degna della vocazione che avete ricevuto, con ogni umiltà, mansuetudine e pazienza, sopportandovi a vicenda con amore, cercando di conservare l'unità dello Spirito per mezzo del vincolo della pace. Un solo corpo, un solo spirito, come una sola è la speranza alla quale siete stati chiamati, quella della vostra vocazione; un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo. Un solo Dio Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, agisce per mezzo di tutti ed è presente in tutti. A ciascuno di noi, tuttavia, è stata data la grazia secondo la misura del dono di Cristo. Per questo sta scrit­to: «Ascendendo in cielo ha portato con sé prigionieri, ha distri­buito doni agli uomini». Ma che significa la parola "ascese", se non che prima era disceso quaggiù sulla terra? Colui che discese è lo stesso che anche ascese al di sopra di tutti i cieli, per riempi­re tutte le cose. È lui che ha stabilito alcuni come apostoli, altri come profeti, altri come evangelisti, altri come pastori e maestri, per rendere idonei i fratelli a compiere il ministero, al fine di edi­ficare il corpo di Cristo, finché arriviamo tutti all'unità della fede e della conoscenza del Figlio di Dio, allo stato di uomo perfetto, nella misura che conviene alla piena maturità di Cristo. PdD.

 

Canto al vangelo

Alleluia, alleluia.

«Andate e ammaestrate tutte le nazioni», dice il Signore. «Ecco:

io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo». Alleluia.

 

Vangelo

Gesù è assunto in cielo e siede alla destra di Dio.

Dal vangelo secondo Marco                                                                                    Mc 16,15-20

In quel tempo, Gesù apparve agli Undici e disse loro: «An­date in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato. E questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno i demòni, parle­ranno lingue nuove, prenderanno in mano i serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno, imporranno le mani ai malati e questi guariranno». Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu assunto in cielo e sedette alla destra di Dio. Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Si­gnore operava insieme con loro e confermava la parola con i prodigi che l'accompagnavano. PdS.

 

Preghiera dei fedeli

Il Padre ha glorificato il suo Figlio unigenito innalzandolo ac­canto a sé. Fiduciosi di giungere un giorno con lui alla pienez­za della vita, affidiamogli le nostre suppliche. Diciamo insieme:

R/. Confermaci nella speranza, Signore.

 

1.  Per la santa Chiesa pellegrina sulla terra: perché, fedele al mandato di essere testimone di Cristo davanti alle genti, pro­clami la salvezza e la vita che ci sono donate dal Signore croci­fisso e risorto. Preghiamo. R/.

2.  Per gli operatori dei mezzi di comunicazione sociale: perché siano sollecitati a rivedere l'effettivo servizio svolto a vantaggio della verità nel rispetto della dignità di ogni uomo. Preghiamo. R/.

3.  Per tutti i battezzati: perché, fedeli alla vocazione ricevuta, progrediscano nell'unità della fede e della conoscenza di Cristo. Preghiamo. R/.

4.  Per i missionari del vangelo: sorretti dalla forza dello Spiri­to Santo, siano umili messaggeri della Parola di verità e del Regno inaugurato dalla Pasqua di Gesù. Preghiamo. R/.       

5. Per noi che partecipiamo a questa Eucaristia: certi della presenza del Signore nella nostra vita, diventiamo uomini e donne di speranza impegnati a edificare il Corpo di Cristo e a rendere visibile la realtà eterna che ci attende nei cieli. Pre­ghiamo. R/.

 

Ascolta, Padre santo, le nostre suppliche e donaci di vivere con pienezza il mistero pasquale perché, tenendo fisso lo sguardo sul tuo Figlio Gesù, assisa sul trono della tua gloria, otteniamo anche noi di giungere un giorno alla gioia eterna. Per Cristo no­stro Signore. Amen.

 

Preghiera sulle offerte

Accogli, Signore, il sacrificio che ti offriamo nella mirabile ascensione del tuo Figlio, e per questo santo scambio di doni fa' che il nostro spirito si innalzi alla gioia del cielo. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

Antifona alla comunione

Andate in tutto il mondo, predicate il Vangelo a ogni creatura. Alleluia.

 

Preghiera dopo la comunione

Dio onnipotente e misericordioso, che alla tua Chiesa pellegri­na sulla terra fai gustare i divini misteri, suscita in noi il desi­derio della patria eterna, dove hai innalzato l'uomo accanto a te nella gloria. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

Con lo sguardo al cielo

meditazione

Lettura

San Paolo, nella seconda lettura, ci dice che una sola è la spe­ranza alla quale siamo stati chiamati: quella della nostra vo­cazione. Ognuno di noi è stato chiamato, infatti, a riconosce­re e a vivere il suo essere figlio di Dio nel Figlio Unigenito; ad annunciare la Buona Novella che Dio ci ama e ci salva in Gesù. Per questo, dopo la sua ascensione, Gesù invierà sugli apostoli e attraverso di loro su tutta la Chiesa, lo Spirito Pa-raclito che darà a tutti la forza di vivere, annunciare e testi­moniare il Vangelo.

 

Meditazione

Poco prima della sua passione, Gesù incoraggiava i suoi apo­stoli a non aver paura. «Non sia turbato il vostro cuore. Ab­biate fede in Dio e abbiate fede in me. Nella casa del Padre mio vi sono molti posti...» (Gv 14,1-2). Ora, dopo la sua morte e la sua risurrezione, essendo stato con loro quaranta giorni, Gesù sale al cielo. Durante questo avvenimento gli apostoli rimangono con gli occhi rivolti verso l'alto. Prima della sua ascensione, Gesù esorta gli apostoli ad essere missionari del suo Vangelo. Nell'attesa della sua ultima e gloriosa venuta è necessario che essi, insieme con tutta la Chiesa, annuncino al mondo il Miste­ro della salvezza. Nell'attesa della sua venuta, dobbiamo esse­re anche noi apostoli operosi affinché il Regno di Dio si diffon­da ovunque. L'attesa gioiosa non deve diventare per noi causa di indolenza o di pigrizia. Non possiamo e non vogliamo farci trovare da Gesù accidiosi e dormienti, ma entusiasti di aver vis­suto una vita protesa verso la cosa più importante: il Paradiso. La nostra esistenza terrena trova così un senso e, nell'essere va­lidi strumenti nelle mani di Dio, una fonte di gioia. Per questo è importante ricordare tre punti:

1)  ho un Dio da amare: durante tutta la giornata devo ri­cordarmi che Dio sta aspettando la mia risposta d'amore;

2)  ho un Dio da far amare: la mia principale preoccupa­zione deve essere quella di diventare strumento di salvezza per le persone che Dio stesso mi fa incontrare ogni giorno;

3)  devo rendermi amabile per fare amare Dio. Solo l'affa­bilità, la mitezza, lo splendore di un sorriso caritatevole potrà attirare l'attenzione di coloro che sono lontani dal Signore e che non conoscono il suo amore misericordioso.

Preghiera: Signore, il tempo che tu mi dai è un dono che non devo e non posso sciupare. Aiutami a riempirlo di atti di spe­ranza, perché la mia fede diventi sempre più forte e la mia cari­tà sempre più ardente.

Agire: Cercherò di non sciupare il tempo soprattutto evitan­do discorsi inutili e giudizi temerari.

 

Cielo

simboli, luoghi, figure della Bibbia

 

Il "cielo" compare moltissime volte nella Bibbia, particolarmente nel Nuovo Testamento. È anche un termine usato nella mitologia greca e romana. Già Omero usa la parola con i due sensi più importanti: firmamento o volta celeste, e dimora degli dèi immortali. Nel linguag­gio pre-scientifico si adopera la triade "cielo, terra e mare" o "cielo, terra e inferno" per indicare l'universo. Quando Jahvè è chiamato "Dio del cielo e della terra" si accenna alla sua sovranità su tutto l'universo. Talvolta, con "cielo" si fa riferimento a tutto quello che è al di là del potere umano e fuori del suo controllo, cioè qualcosa di impenetrabile ed umanamente irraggiungibile. Nel giudaismo, "cielo" è un termine sostitutivo di Jahvè, un modo di indicare la tra­scendenza divina.

Per l'uomo biblico il "cielo" rappresenta la dimora di Dio. «I cieli sono la dimora del Signore, ma ha dato la terra ai figli dell'uomo» (Sal 115,16). Essendo Dio eterno, il "cielo" è personificazione della realtà durevole e perenne. Dio promette a Davide: «Stabilirò per sempre la sua discendenza, il suo trono come i giorni del cielo» (Sal 89,30). Se da una parte con "cielo" si sottolinea la trascendenza di­vina, dall'altra, si mette l'accento sulla sua onnipresenza, che avvol­ge la terra con il manto celeste. Il Dio che dimora nel cielo è anche "il re del cielo", che ha in esso il suo trono, mentre la terra è lo sga­bello dei suoi piedi (cfr. Is 66,1). Il "cielo" appare anche come simbolo della salvezza preparata da Dio. Come non citare qui il famo­so testo d'Isaia: «Stillate, cieli, dall'alto e le nubi facciano piovere la giustizia; si apra la terra e produca la salvezza e germogli insieme la giustizia. Io, il Signore, ho creato tutto questo» (Is 45,8). Leggiamo in questo contesto il versetto della lettera agli Efesini, dove si dice che Dio "fece sedere Gesù alla sua destra nei cieli" (cfr. Ef 1,20). Si punta così sulla trascendenza divina di Gesù glorioso e, allo stesso tempo, sulla sua sovranità su ogni "principato, potenza e domina­zione" (cfr. Ef 1,21).

Il"cielo" è una parola molto frequente sulle labbra di Gesù. Per lui non può significare altro che la dimora del Padre. Il cielo è, quindi, la presenza paterna che avvolge il mondo con la sua infinita bontà. Quando parla del cielo, Gesù lo fa come di qualcosa che conosce bene, «perché è disceso dal cielo» (Gv 3,13). Gesù è venuto a que­sto mondo proprio affinché «venga il Regno dei cieli» e «sia fatta la volontà di Dio, come in cielo così in terra» (Mt 6,10). Solo chi è di­sceso dal cielo può pure salire in cielo. Così è stato per Gesù nel mi­stero dell'Ascensione. «Fu elevato in alto sotto i loro occhi e una nube

lo  sottrasse al loro sguardo» (At 1,9). E il vangelo di Marco affer­ma: «Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu assunto in cielo e sedette alla destra di Dio» (Mc 16,19).

Gesù asceso al cielo «tornerà un giorno allo stesso modo in cui l'ave­te visto andare in cielo» (At 1,11). Gesù ritorna per introdurre l'uo­mo, figlio della terra, nel cielo, dimora di Dio. Alla fine dei tempi ci saranno "cieli nuovi" dove l'uomo abiterà con Dio e con tutti i fra­telli che sono stati redenti da Gesù Cristo. Infatti, «la nostra patria è nei cieli e di là aspettiamo come salvatore il Signore Gesù Cristo,

il  quale trasfigurerà il nostro misero corpo per conformarlo al suo corpo glorioso, in virtù del potere che ha di sottomettere a sé tutte le cose» (Fil 3,20-21). Il nostro cielo sarà la comunione con il nostro Signore Gesù Cristo, che ci dona l'amore del Padre per mezzo del suo Spirito.

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