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7 Maggio 2006
IV Domenica di Pasqua
Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni
Edizioni ART
Messa Meditazione

Domenica IV di Pasqua

XLIII giornata mondiale di preghiera

per le vocazioni

 

Antifona d'ingresso

Della bontà del Signore è piena la terra; la sua parola ha crea­to i cieli. Alleluia.

 

Colletta

Dio onnipotente e misericordioso, guidaci al possesso della gioia eterna, perché l'umile gregge dei tuoi fedeli giunga con si­curezza accanto a te, dove lo ha preceduto Cristo, suo pastore. Egli è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

 

I Lettura

Dio ha costituito Signore e Cristo quel Gesù che avete crocifisso.                

Dagli Atti degli Apostoli.                                                                             At 4, 8-12

In quei giorni, Pietro, pieno di Spirito Santo, disse: «Capi del popolo e anziani, visto che oggi veniamo interrogati sul bene­ficio recato ad un uomo infermo e in qual modo egli abbia ot­tenuto la salute, la cosa sia nota a tutti voi e a tutto il popolo d'Israele: nel nome di Gesù Cristo il Nazareno, che voi avete crocifisso e che Dio ha risuscitato dai morti, costui vi sta innan­zi sano e salvo. Questo Gesù è "la pietra che, scartata da voi, costruttori, è diventata testata d'angolo". In nessun altro c'è sal­vezza; non vi è infatti altro nome dato agli uomini sotto il cielo nel quale è stabilito che possiamo essere salvati». PdD.

 

Salmo responsoriale                                                                                     Salmo 117

R/. La pietra scartata dai costruttori ora è pietra angolare.

Celebrate il Signore, perché è buono; / perché eterna è la sua mi­sericordia. / È meglio rifugiarsi nel Signore che confidare nell'uo­mo. / E meglio rifugiarsi nel Signore che confidare nei potenti. R/.

Ti rendo grazie, perché mi hai esaudito, / perché sei stato la mia salvezza. / La pietra scartata dai costruttori è divenuta testata d'angolo; / ecco l'opera del Signore: / una meraviglia ai nostri occhi. R/.

Benedetto colui che viene nel nome del Signore. / Vi benedicia­mo dalla casa del Signore. / Sei tu il mio Dio e ti rendo grazie, / sei il mio Dio e ti esalto. / Celebrate il Signore, perché è buono: / perché eterna è la sua misericordia. R/.

 

II Lettura                                                                     

Vedremo Dio così come egli è.       

Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo.                                           1Gv 3,1-2

Carissimi, vedete quale grande amore ci ha dato il Padre per es­sere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente! La ragione per cui il mondo non ci conosce è perché non ha conosciuto lui. Carissi­mi, noi fin d'ora siamo figli di Dio, ma ciò che saremo non è stato ancora rivelato. Sappiamo però che quando egli si sarà manifesta­to, noi saremo simili a lui, perché lo vedremo così come egli è. PdD.

 

Canto al vangelo

Alleluia, alleluia.

«Io sono il buon pastore», dice il Signore; «conosco le mie pe core e le mie pecore conoscono me». Alleluia.

 

Vangelo

Il buon pastore offre la vita per le sue pecore.

Dal vangelo secondo Giovanni.                                                                  Gv 10,11-18

In quel tempo, Gesù disse: «Io sono il buon pastore. Il buon pastore offre la vita per le pecore. Il mercenario invece, che non è pastore e al quale le pecore non appartengono, vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge e il lupo le rapisce e le di­sperde; egli è un mercenario e non gli importa delle pecore. Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore co­noscono me, come il Padre conosce me e io conosco il Padre; e offro la vita per le pecore. E ho altre pecore che non sono di quest'ovile; anche queste io devo condurre; ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge e un solo pastore. Per questo il Padre mi ama: perché io offro la mia vita, per poi ripren­derla di nuovo. Nessuno me la toglie, ma la offro da me stesso, poiché ho il potere di offrirla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo comando ho ricevuto dal Padre mio». PdS.

 

Preghiera dei fedeli

Quali figli di Dio, sommamente amati, rivolgiamo la nostra co­mune preghiera al Padre che ha inviato a noi Cristo buon pa­store. A lui diciamo con fede:

R/. Guidaci, Signore, nelle tue vie.                                         

 

1. Infondi, Padre, lo Spirito del Signore risorto sul Papa, sui ve­scovi e sui sacerdoti: resi conformi all'immagine di Cristo buon pastore, si prodighino con sollecitudine per il gregge loro affi­dato. Preghiamo. R/.

2. Suscita nei giovani il desiderio di ascoltare tuo Figlio, che li invita a collaborare nel ministero ordinato o nella vita religio­sa: infondi in loro il coraggio di rispondere con libertà e gene­rosità. Preghiamo. R/.

3. Benedici e rendi feconda l'opera degli educatori ed animato­ri vocazionali: ciascuno riscopra la bellezza della propria voca­zione per testimoniarla agli altri. Preghiamo. R/.

4. Ti preghiamo per tutte le comunità cristiane che domanda­no un sacerdote; per quanti cercano il senso della vita, per quanti domandano speranza e sostegno; per quanti sono dispersi come pecore senza pastore. Preghiamo. R/. Guidaci, Signo­re, nelle tue vie.

5. Signore Gesù, tu sei vita e speranza; ti preghiamo per i gio­vani che chiami alla vita sacerdotale e alla consacrazione: ti do­mandiamo che ogni cristiano trovi nella Chiesa la sua strada di santità e il suo compito. Preghiamo. R/.

Signore Dio nostro, ascolta con amore di Padre le nostre voci e fa' che, seguendo l'insegnamento del tuo Figlio, Pastore supremo delle nostre anime, ci disponiamo ogni giorno a camminare in sin­cera adesione al tuo volere. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

Preghiera sulle offerte                                              

O Dio, che in questi santi misteri compi l'opera della nostra re­denzione, fa' che questa celebrazione pasquale sia per noi fonte di perenne letizia. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Antifona alla comunione

È risorto il buon Pastore, che ha dato la vita per le sue pecorel­le, e per il suo gregge è andato incontro alla morte. Alleluia. Oppure: «Io sono il buon pastore e offro la vita per le pecore», dice il Signore. Alleluia.

 

Preghiera dopo la comunione

Custodisci benigno, o Dio nostro Padre, il gregge che hai reden­to con il sangue prezioso del tuo Figlio, e guidalo ai pascoli eter­ni del cielo. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

Gesù buon pastore

meditazione

 

Lettura

Nella lettura degli Atti, Pietro dà la sua testimonianza al popolo e agli anziani, proclama la propria esperienza di fede e, mosso dalla pienezza di Spirito Santo, in modo deciso e senza paura an-nunzia che Dio ci salva solo in Cristo. Il Vangelo di oggi ci pre­senta l'immagine familiare del pastore. Gesù è il "buon pastore" che si prende amorevolmente cura delle sue pecore. Vale la pena sottolineare che una delle principali caratteristiche del buon pa­store è quella di conoscere le sue pecore: il verbo "conoscere" nella Bibbia ha un significato che si avvicina a quello del verbo "amare". Gesù ci ama al punto da dare la sua vita per salvarci.

 

Meditazione

Quella del pastore è un'immagine frequente nella Sacra Scrit­tura per indicare Gesù. Dio Padre ha un piano di salvezza che Gesù realizza per tutti gli uomini. L'evangelista Giovanni, per farci comprendere appieno il senso dell'immagine del pastore applicata a Gesù, fa un confronto con la figura del mercenario. Costui non è pastore, le pecore non gli appartengono, abban­dona il gregge: si impegna per se stesso e a se stesso sottomet­te gli interessi del gregge; il gregge è solo un mezzo di guada­gno e di lucro. Al "vero pastore", a Gesù, interessa il gregge, non la ricerca del proprio interesse, al punto che offre la pro­pria vita a servizio dell'interesse del gregge. E Gesù si offre vo­lontariamente senza che nessuno lo obblighi, mettendo la sua scelta libera a servizio della volontà del Padre dal quale è amato. Dice il testo che "il Padre conosce me e io il Padre". Conoscen­za implica amore, non obbligo, non guadagno. L'Amore è l'amore del Padre per il Figlio e del Figlio per il gregge, per tutto il gregge ma anche per quelle pecore che ancora sono fuori. Non è più "piccolo ovile", non "piccolo gregge" perché tutti saran­no ricondotti e sarà un solo ovile e un solo pastore. Tutta la re­altà del mondo sarà riassunta in Cristo. Gesù, dunque, è venu­to a dirci che Dio opera nella storia, perché è Lui il Signore e il Padrone della storia, e che, per quanto siano incomprensibili gli avvenimenti che accadono, nascondono sempre la sua presen­za ed il suo disegno d'amore per ogni uomo. Dio ci desidera nella sua vita trinitaria perché, come bene ha detto sant'Ago­stino, "Egli ha sete della nostra sete di Lui".

Preghiera: Padre Santo, che ti occupi di noi anche quando siamo ben lontani da te, donaci, per i meriti di Gesù Cristo e per il dono dello Spirito Consolatore, di sperimentare la pre­senza viva del tuo amore, affinchè da te sorretti e guidati pos­siamo testimoniarlo a tutti in santità.

Agire: Oggi mi impegnerò a donarmi anche nelle situazioni più difficili, consapevole che "non c'è amore senza dolore" (santa Teresa D'Avila).

 

"Pastore"

simboli, luoghi, figure della Bibbia

 

"Pastore" era un termine molto usato nel mondo antico, riferito agli dèi o ai re in rapporto al popolo. Nell'arte mesopotamica era frequen­te la rappresentazione del re-pastore con un agnello o un vitello sulla spalla. All'inizio dell'Iliade, Omero chiama Agamennone "pastore di uomini". E Paride, figlio del re Priamo, spende parte della giovinezza come pastore, sulle pendici del monte Ida. Con questo nome si sotto­lineava la responsabilità degli dèi o dei re verso il benessere del popo­lo. Si voleva, inoltre, mettere in rilievo le relazioni strette e personali tra la gente comune (gregge) e gli dèi o i re (pastore).

Nella Bibbia è abbastanza frequente il sostantivo "pastore" ed il verbo "pascere". Dio è l'unico Pastore del popolo ebraico. I re d'Israele non vengono chiamati pastori quasi mai e, quando è loro applicato questo titolo, ciò si spiega per il fatto che rappresentano l'autorità ed il potere di Dio. Il Messia, invece, soprattutto nel pe­riodo post-esilico, è il buon pastore, in contrasto con i cattivi pasto­ri che non si curano del gregge, ma pascono se stessi (cfr. Ez 34,1-16). Il Messia radunerà le pecore di tutte le regioni e le farà tornare ai loro pascoli (cfr. Ger 23,1-4).

Ai tempi di Gesù, i pastori non godevano di buona fama. Se prima erano considerati uomini responsabili del gregge, adesso, per l'influs­so dei rabbini, sono visti come ladri e persone poco affidabili. Un commento al salmo 23 diceva: "Non c'è nel mondo una professione più spregevole che quella di pastore". L'atteggiamento di Gesù e dei primi cristiani verso i pastori contrasta nettamente con quello degli ebrei con­temporanei.

A Gesù, come a Dio, viene applicata l'immagine del Pastore. Nel brano evangelico odierno Gesù stesso dice: «Io sono il buon Pastore» (Gv 10,11). Gesù quindi si sente responsabile del benessere del gregge, del popolo d'Israele. Come si manifesta questa responsabilità?

1) A differenza del mercenario, Gesù, buon Pastore, offre la vita per le pecore. Lo fa non per obbligo o coazione, ma liberamente e per amore (cfr. Gv 10,18). La prima lettura, tratta dal libro degli Atti, presenta Gesù crocifisso, morto e risorto da Dio quale unico salva­tore del gregge.

2) Gesù, buon Pastore, conosce una ad una le sue pecore, ed esse conoscono Lui. Il mondo, le pecore al di fuori del suo ovile, sono in­capaci di conoscere Gesù e, quindi, non possono neppure conoscere i cristiani, e la loro condizione di figli di Dio.

3)  Gesù, buon Pastore, vuole radunare tutte le pecore, ebrei e pa­gani, in un unico gregge, con Lui come unico Pastore, perché a tutti sia manifesta la loro vocazione a figli di Dio.

Pietro e gli Apostoli hanno ricevuto da Gesù l'incarico di pascere il suo gregge. Così sono diventati pastori che devono pascere il gregge di Dio, «sorvegliandolo non per forza ma volentieri, secondo Dio; non per vile interesse ma di buon animo; non spadroneggiando sulle persone a voi affidate, ma facendovi modelli del gregge» (1Pt 5,2-3). Il Pastore su­premo, Gesù Cristo, darà loro «la corona di gloria che non appassi­sce» (1Pt 5,4). Dopo gli Apostoli, fino ai nostri giorni, "pastori" sono diventati i loro successori, i vescovi. Preghiamo il Signore, buon Pa­store, che ci dia sempre, anche oggi, "pastori secondo il suo cuore" (cfr. Ger 3,15).

 

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