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Dare Gesù agli altri
Normalmente si tiene dopo i primi due anni di formazione filosofica ed è un momento cruciale nella maturazione tanto della persona, quanto della propria vocazione. È il momento di mettere in atto tutto quello che si è imparato, tutti gli studi fatti, i libri letti, le ore di preghiera davanti al Santissimo, i sacrifici offerti... Si tratta di tre anni nei quali si interrompono gli studi e ci si dedica a tempo pieno allapostolato. Nella Legione di Cristo i compiti ed i luoghi nei quali svolgere lapostolato sono molteplici. I superiori, con la grazia di stato e la preghiera, decidono il compito ed il luogo di ciascuno. È davvero molto bella questa forma di disponiblità totale, perchè riflette ed incarna la disponibilità che ha avuto Gesù Cristo nei confronti del Padre celeste si compia in me la tua volontà. Anche i Legionari, quando ricevono la loro lettera di destino, ripetono queste stesse parole nel loro cuore. Come giá detto, sono molteplici i tipi di apostolato a cui si può essere destinati nel tirocinio apostolico: assistente in un noviziato, professore di studi umanistici, prefetto in un seminario minore, prefetto in una delle nostre scuole, amministratore, promotore vocazionale, guida spirituale di ragazzi o di giovani ecc. È sempre bene sottolineare che la formazione nella Legione di Cristo è sempre personalizzata. Per questo stiamo presentando liter fomrativo normale, ma poi ci possono essere dei cambi a seconda delle circostanze, della situazione particolare di ogni seminaristi, delle necessità della congregazione. In linea di principio dopo tre anni di tirocinio apostolico, il seminarista torna a Roma per continuare gli studi filosofici (2 anni) e teologici (3 anni). Quando tre anni fa mi arrivò la lettera per l'inizio del periodo di tirocinio apostolico, non avrei mai pensato di vivere così tante esperienze come quelle che mi sono accadute in questi tre anni. Sono stato amministratore di tre scuole e di alcune case a Città del Messico. Ero a carico, direttamente ed indirettamente, di circa 2000 alunni e più di 100 impiegati. E questo era solo l'inizio. Sono arrivato in Messico all'età di 25 anni ed ho trovato subito una calorosissima accoglienza. C'è molta stima in Messico per i seminaristi e per i sacerdoti. Molte volte in macchina, mi si sono avvicinate persone per chiedermi di dargli la benedizione o per chiedermi di confessarle, ma purtroppo non lo potevo ancora fare perchè non ero sacerdote. Prima della fine del secondo mese, da quando mi trovavo là, mi arrivò un'altra lettera nella quale mi si chiedeva, oltre all'amministrazione delle scuole, di offrire appoggio come guida spirituale ai ragazzi di uno dei nostri oratori (siamo giunti a tenerne 120 allo stesso tempo). Prima della fine dei tre anni mi arrivarono altre lettere nelle quali poi mi si chiese di essere anche prefetto (circa 4 mesi) in uno dei nostri seminari minori, missionario in una zona del Messico che si chiama Veracruz, ed infine promotore vocazionale nei paesi di El Salvador y Guatemala. Ovviamente queste nuovi missioni erano accumulative. Per questo dico che il Signore nel mio periodo di tirocinio apostolico, ha davvero superato ogni aspettativa e non ho parole per ringraziarlo di tutte le esperienze vissute, soprattutto nel campo dell'educazione dei ragazzi. Ricordo uno dei primi giorni, io ero appena arrivato. Mi si avvicina il prefetto di disciplina della nostra scuola e mi dice che c'è un ragazzo che si sente un po' giù. Quindi lo chiamo, parlo con lui, lo ascolto: era il più grande dei suoi fratelli ed i suoi genitori stavano passando per una crisi matrimoniale seria. Il ragazzo, 16 anni, scoppiò in pianto davanti a me quando mi raccontava tutte queste cose. Allora lo consolai, cercai di dargli qualche consiglio ed uscí dal mio ufficio almeno un po più sereno di come era entrato. Qualche tempo dopo la situazione della sua famiglia si aggiustò e questo ragazzo, tutt'oggi a distanza di oltre tre anni, mi scrive. Veramente io non ho fatto praticamente niente: ha fatto tutto il Signore nel suo cuore e nel cuore dei suoi genitori. È davvero bello sentirsi strumenti nelle mani del Signore. Per far vedere in modo più evidente com' è il Signore che agisce nei cuori: eravamo nel Salvador (a due ore di volo da città del Messico) e stavamo pranzando in casa (beh... a dire il vero non si può chiamare casa il posto dove vivevamo, era l'oratorio nel quale, durante la notte quando i ragazzi se ne erano tornati a casa, noi dormivamo in una stanza trasformata per l'occasione in camera da letto con una paio di materassi e nulla più) quando suona il telefono. È una signora, che non conoscevo, che mi dice che suo figlio, di 11 anni, è rimasto molto colpito dalla conferenza che abbiamo impartito in mattinata nella scuola e che vuole essere sacerdote e che lei è molto felice per questa decisione. Effettivamente la mattina avevamo dato una mini conferenza di una ventina di minuti in una classe con non più di venti ragazzi. Avevamo parlato per tutti indistintamente: come mai a questo ragazzo è rimasta fissa l'idea di essere sacerdote e agli altri venti no? È il Signore che lavora nei cuori delle persone. Ora questo ragazzo si trova nel seminario minore della Città del Messico ed è molto felice di prepararsi per essere un santo sacerdote. E ci sono state moltissime altre esperienze: in zone di missione dove solo potevamo arrivarci a dorso d'asino o di cavallo; dove arrivavamo alle case delle persone del paese e tiravano il collo all'unica gallina che avevano per dar da mangiare bene ai missionari, che per loro erano Gesú Cristo stesso. L'esperienza che mi porto nel cuore dopo questi tre anni è questa: la cosa più importante, l'unica cosa davvero importante nella vita, è compiere la volontà di Dio per amore. E non c'è niente che realizzi e renda più felice del fatto di sentirsi strumenti nelle mani del Signore. È Lui che muove i cuori, è Lui che conquista le persone, è Lui che agisce: basta prestarsi come strumenti docili nelle sue mani. Sparendo nel solco, affinchè appaia Lui e non noi. E davvero basta essere un po' realisti per rendersi conto che siamo servi inutili, perchè è Dio che dà la crescita e il frutto nei cuori delle persone. Sono sue le anime, è Lui il Signore, non noi. |
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