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Messa Vespertina nella Cena del Signore Triduo Pasquale Messa Meditazione Triduo pasquale Giovedì Santo Messa vespertina nella cena del Signore Con la Messa celebrata nelle ore vespertine del Giovedì santo, la Chiesa dà inizio al Triduo pasquale ed ha cura di far memoria di quest'ultima Cena in cui il Signore Gesù, nella notte in cui veniva tradito, amando sino alla fine i suoi che erano nel mondo, offrì a Dio Padre il suo Corpo e Sangue sotto le specie del pane e del vino, e li diede agli Apostoli in nutrimento e comandò loro e ai loro successori nel sacerdozio di perpetuarne l'offerta. L'attenzione è rivolta ai misteri che in questa Messa soprattutto vengono ricordati: l'istituzione dell'Eucaristia, l'istituzione dell'Ordine sacerdotale e il comando del Signore sulla carità fraterna. Durante il canto dell'Inno «Gloria a Dio» si suonano le campane, che non suoneranno più fino alla Veglia pasquale. La lavanda dei piedi che viene fatta in questo giorno ad alcuni uomini scelti, sta a significare il servizio e la carità di Cristo, che venne «non per essere servito ma per servire». Terminata la Messa l'altare viene spogliato, si coprono le croci della Chiesa con un velo rosso o violaceo e non si accendono le luci davanti alle immagini dei Santi. Antifona d'ingresso Di null'altro mai ci glorieremo se non della croce di Gesù Cristo, nostro Signore: egli è la nostra salvezza, vita e risurrezione; per mezzo di lui siamo stati salvati e liberati. Gloria Si suonano le campane. Poi, non suoneranno più fino alla Veglia pasquale. Colletta O Dio, che ci hai riuniti per celebrare la santa Cena nella quale il tuo unico Figlio, prima di consegnarsi alla morte, affidò alla Chiesa il nuovo ed eterno sacrificio, convito nuziale del suo amore, fa' che dalla partecipazione a così grande mistero attingiamo pienezza di carità e di vita. Per il nostro Signore... I Lettura Prescrizioni per la cena pasquale. Dal libro dell'Esodo. Es 12,1-8.11-14 In quei giorni, il Signore disse a Mosè e ad Aronne nel paese d'Egitto: «Questo mese sarà per voi l'inizio dei mesi, sarà per voi il primo mese dell'anno. Parlate a tutta la comunità di Israele e dite: Il dieci di questo mese ciascuno si procuri un agnello per famiglia, un agnello per casa. Se la famiglia fosse troppo piccola per consumare un agnello, si assocerà al suo vicino, al più prossimo della casa, secondo il numero delle persone; calcolerete come dovrà essere l'agnello, secondo quanto ciascuno può mangiarne. Il vostro agnello sia senza difetto, maschio, nato nell'anno; potrete sceglierlo tra le pecore o tra le capre e lo serberete fino al quattordici di questo mese: allora tutta l'assemblea della comunità d'Israele lo immolerà al tramonto. Preso un po' del suo sangue, lo porranno sui due stipiti e sull'architrave delle case, in cui lo dovranno mangiare. In quella notte ne mangeranno la carne arrostita al fuoco; la mangeranno con azzimi e con erbe amare. Ecco in qual modo lo mangerete: con i fianchi cinti, i sandali ai piedi, il bastone in mano; lo mangerete in fretta. È la Pasqua del Signore! In quella notte io passerò per il paese d'Egitto e colpirò ogni primogenito nel paese d'Egitto, uomo o bestia; così farò giustizia di tutti gli dèi dell'Egitto. Io sono il Signore! Il sangue sulle vostre case sarà il segno che voi siete dentro: io vedrò il sangue e passerò oltre, non vi sarà per voi flagello di sterminio, quando io colpirò il paese d'Egitto. Questo giorno sarà per voi un memoriale; lo celebrerete come festa del Signore: di generazione in generazione, lo celebrerete come un rito perenne». PdD. Salmo responsoriale R/. Il tuo calice, Signore, è dono di salvezza. Sal 115 Che cosa renderò al Signore / per quanto mi ha dato? / Alzerò il calice della salvezza / e invocherò il nome del Signore. R/. Preziosa agli occhi del Signore / è la morte dei suoi fedeli. / Io sono tuo servo, figlio della tua ancella; / hai spezzato le mie catene. R/. A te offrirò sacrifici di lode / e invocherò il nome del Signore. / Adempirò i miei voti al Signore / e davanti a tutto il suo popolo. R/. II Lettura Ogni volta che mangiate di questo pane e bevete di questo calice, voi annunciate la morte del Signore. Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi. 1 Cor 11,23-26 Fratelli, io ho ricevuto dal Signore quello che a mia volta vi ho trasmesso: il Signore Gesù, nella notte in cui veniva tradito, prese del pane e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e disse: «Questo è il mio corpo, che è per voi; fate questo in memoria di me». Allo stesso modo, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo: «Questo calice è la Nuova Alleanza nel mio sangue; fate questo, ogni volta che ne bevete, in memoria di me». Ogni volta infatti che mangiate di questo pane e bevete di questo calice, voi annunziate la morte del Signore finché egli venga. PdD. Canto al vangelo Gloria e lode a te, Cristo Signore! Vi do un comandamento nuovo, dice il Signore: che vi amiate a vicenda, come io ho amato voi. Gloria e lode a te, Cristo Signore! Vangelo Li amò sino alla fine. Dal vangelo secondo Giovanni. Gv 13,1-15 Prima della festa di Pasqua, Gesù, sapendo che era giunta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, dopo aver amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine. Mentre cenavano, quando già il diavolo aveva messo in cuore a Giuda Isca-riota, figlio di Simone, di tradirlo, Gesù sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio ritornava, si alzò da tavola, depose le vesti e, preso un asciugatoio, se lo cinse attorno alla vita. Poi versò dell'acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l'asciugatoio di cui si era cinto. Venne dunque da Simon Pietro e questi gli disse: «Signore, tu lavi i piedi a me?». Rispose Gesù: «Quello che io faccio, tu ora non lo capisci, ma lo capirai dopo». Gli disse Simon Pietro: «Non mi laverai mai i piedi!». Gli rispose Gesù: «Se non ti laverò, non avrai parte con me». Gli disse Simon Pietro: «Signore, non solo i piedi, ma anche le mani e il capo!». Soggiunse Gesù: «Chi ha fatto il bagno, non ha bisogno di lavarsi se non i piedi ed è tutto mondo; e voi siete mondi, ma non tutti». Sapeva infatti chi lo tradiva; per questo disse: «Non tutti siete mondi». Quando dunque ebbe lavato loro i piedi e riprese le vesti, sedette di nuovo e disse loro: «Sapete ciò che vi ho fatto? Voi mi chiamate Maestro e Signore e dite bene, perché lo sono. Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i vostri piedi, anche voi dovete lavarvi i piedi gli uni gli altri. Vi ho dato infatti l'esempio, perché come ho fatto io, facciate anche voi». PdS. LAVANDA DEI PIEDI Dopo l'omelia ha luogo la lavanda dei piedi. Durante il rito, si cantano alcune antifone, scelte tra le seguenti, o altri canti adatti. Antifona I Il Signore si alzò da tavola versò dell'acqua in un catino, e cominciò a lavare i piedi ai discepoli: ad essi volle lasciare questo esempio. Antifona II «Signore, tu lavi i piedi a me?». Gesù gli rispose dicendo: «se non ti laverò, non avrai parte con me». Venne dunque a Simon Pietro, e disse a lui Pietro: - «Signore, tu lavi i piedi a me?». «Quello che io faccio, ora non lo comprendi, ma lo comprenderai un giorno». - «Signore, tu lavi i piedi a me?». Antifona III «Se vi ho lavato i piedi, io, Signore e Maestro, quanto più voi avete il dovere di lavarvi i piedi l'un l'altro». Preghiera dei fedeli Giunta l'ora di passare da questo mondo al Padre il Signore Gesù ci ha lasciato il testamento del suo amore nell'umile gesto della lavanda dei piedi e nel dono supremo dell'Eucaristia. Consapevoli che il Padre ha posto tutto nelle sue mani, rivolgiamo a lui la nostra preghiera. R/. O Gesù, Maestro e Signore, ascoltaci. 1. Per il vescovo e i presbiteri della nostra Chiesa di N., perché vivano il loro sacerdozio come servizio instancabile e donazione senza limiti a te che sei presente nei tuoi fratelli, preghiamo. R/. 2. Per tutto il popolo cristiano, perché in te che lavi i piedi agli Apostoli e sulla mensa pasquale spezzi il pane e offri il calice, sappia riconoscere i grandi segni della tua regalità, preghiamo. R/. 3. Per i cristiani divisi, perché questo memoriale della santa Cena faccia risuonare nel loro spirito l'ardente appello all'unità che hai innalzato nella tua preghiera sacerdotale al Padre, preghiamo. R/. 4. Per gli uomini prigionieri della cupidigia e della violenza, e per tutti i commensali mancati al banchetto della fraternità, perché sentano che soprattutto per loro hai pregato e ti sei offerto al Padre come agnello innocente e mansueto, preghiamo. R/. O Gesù, Maestro e Signore, ascoltaci. 5. Per tutti noi che condividiamo il pane del cielo alla mensa eucaristica, perché siamo disponibili a condividere i valori e i beni di questo mondo con quanti hanno fame e sete di giustizia e di misericordia, preghiamo. R/. Signore Gesù, in quest'ora suprema in cui ci chiami come amici a mangiare la Pasqua con te, rendici degni di essere eredi e commensali della gloria nel banchetto eterno. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. R/. Amen. Se si svolge la processione dei fedeli che recano i doni per i poveri, si esegue il canto seguente o un altro canto adatto. DOV'È CARITÀ R/. Dov'è carità e amore, lì c'è Dio. Ci ha riuniti tutti insieme Cristo, amore. / Rallegriamoci, esultanti nel Signore! / Temiamo e amiamo il Dio vivente, / e amiamoci tra noi con cuore sincero. R/. Noi formiamo, qui riuniti, un solo corpo: / evitiamo di dividerci tra noi, via le lotte maligne, via le liti / e regni in mezzo a noi Cristo Dio. R/. Fa' che un giorno contempliamo il tuo volto / nella gloria dei beati, Cristo Dio. / E sarà gioia immensa, gioia vera: / durerà per tutti i secoli senza fine. R/. Preghiera sulle offerte Concedi a noi tuoi fedeli, Signore, di partecipare degnamente ai santi misteri, perché ogni volta che celebriamo questo memoriale del sacrificio del Signore, si compie l'opera della nostra redenzione. Per Cristo nostro Signore. Amen. Prefazio È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre e in ogni luogo a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente e misericordioso, per Cristo nostro Signore. Sacerdote vero ed eterno, egli istituì il rito del sacrificio perenne; a te per primo si offrì vittima di salvezza, e comandò a noi di perpetuare l'offerta in sua memoria. Il suo corpo per noi immolato è nostro cibo e ci dà forza, il suo sangue per noi versato è la bevanda che ci redime da ogni colpa. Per questo mistero del tuo amore, uniti agli angeli e ai santi, cantiamo con gioia l'inno della tua lode: Antifona alla comunione «Questo è il mio corpo, che è per voi; questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue», dice il Signore. «Fate questo ogni volta che ne prendete in memoria di me». Oppure: Il Signore Gesù, sapendo che era giunta la sua ora, dopo aver amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine. Preghiera dopo la comunione Padre onnipotente, che nella vita terrena ci hai nutriti alla Cena del tuo Figlio, accoglici come tuoi commensali al banchetto glorioso del cielo. Per Cristo nostro Signore. Amen. DELLA REPOSIZIONE DEL SS. SACRAMENTO Dopo l'incensazione si forma la processione che, attraverso la chiesa, accompagna il Santissimo Sacramento al luogo della reposizione, preparato in una cappella convenientemente ornata. Intanto, si canta l'inno Pange lingua o un altro canto eucaristico. Tantum ergo Tantum ergo Sacraméntum Venerémur cérnui; Et antiquum documéntum Novo cedat ritui: Prsestet fides supple-méntum Sénsuum deféctui. Adoriamo il Sacramento Dio Padre ci donò. patto, nuovo rito nella fede compì. Al mistero e fondamento la parola di Gesù. Genitóri, Genitóque Laus et iubilàtio; Salus, honor, virtus quoque Sit et benedictio; Procedènti ab utróque Compar sit laudàtio. Amen. Gloria al Padre onnipotente, gloria al Figlio Redentor, lorde grande, sommo onore all'eterna Carità. Gloria immensa, eterno amore alla santa Trinità! Amen. Dopo alcuni istanti di adorazione in silenzio, il sacerdote e i ministri si alzano, genuflettono e ritornano in sacrestia. Amare sino alla fine meditazione Lettura E il giorno nel quale l'amore manifesta chiaramente le sue intenzioni: donarsi fino alla fine per la salvezza dell'amato. Le letture ci conducono lungo questo sottile crinale dell'amore di Cristo, che corre fra il tradimento di Giuda e la pretesa di Pietro. Il racconto eucaristico del corpo donato e del sangue versato per la nuova alleanza, si colloca sullo sfondo del racconto dell'agnello che salva il popolo ebraico dall'angelo sterminatore in Egitto. Meditazione «Se uno il Giovedì Santo, il Venerdì Santo, il Sabato Santo, la Pasqua, in questi quattro giorni va dentro senza guardare in faccia Cristo e basta, ma con la preoccupazione dei peccati o della perfezione oppure delle cose da meditarci su, viene fuori stanco e riprende le cose come prima. Guardare in faccia Cristo, invece, cambia». (Don Giussani). Questi giorni del Triduo pasquale ci vengono donati per guardare in faccia Cristo. Ci sono delle azioni reali che nello stesso tempo assumono il valore del simbolo. La lavanda dei piedi che Gesù compie nell'ultima cena è una cosa necessaria per chi ha camminato nella polvere della strada, è un rito di purificazione rituale ed insieme ci mostra Gesù che ama «fino alla fine». Non soltanto fino all'ultimo tempo della vita, ma fino al compimento dell'amore, di cui Gesù stesso è la misura. Dice sant'Agostino: «Che significa infatti sino alla fine, se non fino a Cristo?», cioè secondo la sua misura totale, poiché «Cristo è il fine che perfeziona, non la fine che consuma». Gesù si pone nella condizione del servo, e ci invita a fare altrettanto gli uni verso gli altri. L'offerta totale della vita che Egli sta per compiere sulla croce, non è l'impresa solitària dell'eroe che ostenta la propria grandezza, ma è l'estremo punto di arrivo dell'incarnazione del «servo di Jahvè» che si umilia "deponendo le vesti" della divinità e assumendo il grembiule del servitore. Egli lava i piedi dell'umanità in cammino, per purificarla dal male e con-durla "ad avere parte con lui". Per entrare in questo percorso non è necessaria se non quella semplicità di cuore che ci porta ad arrenderci davanti al Signore, per accogliere il dono del suo servizio, anche se prima siamo stati titubanti come Pietro. Preghiera: Signore Gesù, anch'io come Pietro voglio aver parte con te. Per questo mi consegno a te: accolgo l'offerta della tua vita e del tuo servizio che mi giunge attraverso l'opera della Chiesa, perché la tua grazia mi disponga a servire i fratelli. Agire: "Anche voi dovete lavarvi i piedi gli uni gli altri". Accoglierò un'occasione che questa giornata mi offre per un servizio semplice, senza misura e senza pretese, da rendere a qualche persona, a partire dai familiari. |
Una psicologia per l'ammissione dei seminaristi solo come integrazione <Zenit-Dicembre, Dicembre 15> Congregazione per il Clero: dieci anni di missione su Internet <Zenit-Dicembre, Dicembre 15> Sandro Curzi: occorre ritrovare il coraggio di San Paolo <Zenit-novembre, Novembre 22> | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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