| April 29, 2002 |
Anno 1, Numero 8 |
Sposorizzato dai Legionari di Cristo e dal Regnum Christi |
![]() | ||
|
|
||||||||||||||||||||||||
| PAROLE DEL SANTO PADRE | «« Ritorna all'inizio Salta all'articolo successivo »» | |
|
||
|
«Adoramus te, Christe». Oggi, Venerdì Santo, al centro di tutta la liturgia si trova: «Adoramus te, Christe». La Chiesa non pronuncia oggi le parole sacramentali della Eucaristia: «Hoc est corpus meum, quod pro vobis tradetur... Hic est enim calix Sanguinis mei, novi et aeterni testamenti, qui pro vobis et pro multis effundetur in remissionem peccatorum». La Chiesa canta: «Ecce lignum crucis in quo salus mundi pependit. Venite adoremus. Adoramus te, Christe». Il centro della liturgia odierna è questo. La Via Crucis al Colosseo ci conduce anche a questo: «Per sanctam crucem tuam redemisti mundum; redemisti mundum». Ed ecco: dopo la morte in croce il corpo di Cristo è stato sepolto. Questa tomba, questo sepolcro, vicino al Golgota è diventato il luogo di un misterioso cambiamento. «Mors et vita duello conflixere mirando: dux vitae mortuus, regnat vivus». Come Cristo aveva preannunciato: «In tertia die resurrexit». E così noi camminiano in questa giornata, in questo Venerdì Santo, vicino al Golgota, vicino alla tomba aperta, alla tomba vuota, con grande speranza. Domani, Sabato Santo, è il giorno del silenzio, della misteriosa attenzione al manifestarsi del Mistero della Risurrezione. «Tertia die», domenica mattina, Colui che è stato crocifisso e sepolto uscirà dalla tomba. «Mors et vita duello conflixere mirando: dux vitae mortuus, regnat vivus». E noi lo aspettiamo, «tertia die», domenica mattina, come vincitore della morte, come Salvatore del mondo. «Adoramus te, Christe, et benedicimus tibi. Quia per sanctam crucem tuam redemisti mundum». Che il Signore ci ispiri un profondo silenzio e una profonda speranza con cui arrivare a quel momento, quando le donne troveranno la tomba vuota: «Non è qui. È risorto». Resurrexit! «Non è qui: Resurrexit!» Sia lodato Gesù Cristo! * * * * * 1. Crucem tuam adoramus, Domine! - Adoriamo la tua Croce, o Signore! Al termine di questa suggestiva rievocazione della passione di Cristo, il nostro sguardo resta fisso sulla Croce. Contempliamo nella fede il mistero della salvezza, che da essa ci viene rivelato. Gesù morendo ha tolto il velo davanti ai nostri occhi, ed ora la Croce svetta sul mondo in tutto il suo splendore. Il silenzio pacificante di Colui, che l'umana cattiveria ha appeso a quel Legno, comunica pace ed amore. Sulla Croce muore il Figlio dell'uomo, facendosi carico del peso d'ogni umana sofferenza e ingiustizia. Sul Golgota muore per noi Colui che con la sua morte ha redento il mondo. 2. "Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto" (Gv 19,37). Si avverano nel Venerdì Santo le parole profetiche che l'evangelista Giovanni, testimone oculare, riferisce con meditata precisione. Al Dio fatto uomo, che per amore ha accettato il supplizio più umiliante, guardano moltitudini d'ogni razza e cultura. Quando gli occhi sono guidati dall'intuizione profonda della fede, riconoscono nel Crocifisso il «testimone» supremo dell'Amore. Dalla Croce Gesù raccoglie in un unico popolo giudei e pagani, manifestando la volontà del Padre celeste di fare di tutti gli uomini un'unica famiglia radunata nel suo nome. Nel dolore lancinante del Servo sofferente s'avverte già il grido trionfante del Signore risorto. Il Cristo sulla Croce è il Re del nuovo popolo riscattato dal peso del peccato e della morte. Per quanto contorto e confuso possa apparire il corso della storia, noi sappiamo che, camminando sulle orme del Nazareno crocifisso, giungeremo alla meta. Fra le contraddizioni di un mondo spesso dominato dall'egoismo e dall'odio, noi, i credenti, siamo chiamati a proclamare la vittoria dell'Amore. Oggi, Venerdì Santo, testimoniamo la vittoria di Cristo crocifisso. 3. Crucem tuam adoramus, Domine! Sì, Ti adoriamo, Signore innalzato sulla Croce tra la terra e il cielo, Mediatore unico della nostra salvezza. La tua Croce è il vessillo della nostra vittoria! Ti adoriamo, Figlio della Vergine Santissima, ritta accanto alla tua Croce, in coraggioso atteggiamento di condivisione del tuo sacrificio redentore. Per mezzo del Legno su cui sei crocifisso è venuta nel mondo intero la gioia - Propter Lignum venit gaudium in universo mundo. Di questo noi siamo oggi ancor più consapevoli, mentre già il nostro sguardo si proietta verso il prodigio ineffabile della tua risurrezione. "Adoriamo, Signore, la tua Croce, lodiamo e glorifichiamo la tua santa resurrezione!". | ||
| DUBBI, DOMANDE, E... | «« Ritorna all'inizio Salta all'articolo successivo »» | ||
|
|||
|
Ho sognato che qualcuno veniva da me e mi diceva: “Tu sei una suora”, e poi taceva. Per molto tempo l’ho avuto in testa, non solo il sogno, ma il pensiero della mia vocazione. Io voglio essere una suora più di ogni altra cosa al mondo. Non voglio sposarmi. Questo è certo. Ma come posso sapere se è questo che Dio vuole? Io so nel mio cuore che Dio mi sta chiamando, ma ne voglio essere sicura al 100%. Cara Beatrice, non prestare molta attenzione al sogno, non è quella la parte importante del tuo messaggio. Tu vuoi essere sicura al 100%, m aquesto non è possibile finché non fai il passo o prima che tu venga accettata per emettere voti perpetui. Ma la tua domanda è davvero interessante, è bene che tu non sia totalmente soddisfatta col “sapere nel tuo cuore” che Dio ti sta chiamando. Percepisci tu stessa che ci vuole di più per fare una vocazione, perché potrebbero essere solo emozioni. Dunque, fai bene a cercare qualcosa di più. Prima di passare a vedere cosa possa essere questo di più, lascia che metta in chiaro una cosa. Dici di sapere con certezza che non vuoi sposarti. Il motivo per cui tu non voglia è molto importante e ha delle conseguenze sulla tua vocazione. Se non hai niente contro il matrimonio in quanto tale, ma voui dire semplicemente che hai già capito che Dio non sta chiedendo questo nella tua vita, bene. Ma se hai qualcosa contro il matrimonio, o un’avversione per esso, dovresti assolutamente concentrarti un po’ su questo punto, perché non è né sano né giusto. Questo genere di avversione non sarebbe un punto a favore della tua vocazione, ma probabilmente un punto a sfavore – almeno finché non la superi. Supponendo che la tua visione del matrimonio sia sana e cristriana, e che tu senta fortemente nel tuo cuore che Dio ti sta chiamando ad essere una suora, ci sono alcuni passi concreti che tu puoi fare. Primo, continua a pregare. Poi, trovati un direttore spirituale e parla con lui (lei) circa gli impedimenti per la vocazione. Se non ce ne fossero nella tua vita, allora puoi essere un po’ più sicura della tua vocazione. Lascia che il tuo direttore spirituale ti conosca un po’ meglio e giudichi se la chiamata non sia solo nelle tue emozioni. Esamina come stai vivendo al tua vita in questo momento e che atteggiamento hai verso al volontà di Dio nella situazione in cui ti trovi ora. Se sei minorenne, obbedisci ai tuoi genitori? Se sei all’università, fai valere i tuoi principi? C’è disciplina nella tua vita (problemi di peso, anoressia, dipendenze)? Se studi, stai studiando bene? E tutta questa serie di cose. È sorprendente come a volte vogliamo essere santi, in cima alla scala della santità, ma non mettiamo neanche il piede sul primo gradino. Non verrai trasformata magicamente quando entrerai in convento, e se vivi solo per te stessa ora, andrai incontro a tempi duri una volta là. Il cambiamento sarà eccessivo. Perciò verifica la tua vocazione essendo ciò che devi essere ora. Poi dovresti anche metterti in contatto con diversi ordini religiosi, e andare a visitarli. Devi farlo per capire, una volta lì, se ti troverai al tuo posto. In realtà trovarsi al proprio posto non significa che non sarà difficile, vuol solo dire che c’è un senso di essere a casa, un identificarsi con lo spirito che vedi in quelle suore. Tutto questo ti aiuterà a confermare che quello che senti nel cuore è qualcosa che viene da Dio, e che dovresti fare affidamento su esso. Una volta entrata in un ordine, e vivendo in pieno la vita religiosa, sarai in grado di raggiungere nel tempo il 100% di cui parli. | |||
| DUBBI, DOMANDE, E... | «« Ritorna all'inizio Salta all'articolo successivo »» | |
|
||
|
Durante la Veglia Pasquale ho avuto una bellissima esperienza, e ho sentito come una spinta nel cuore verso la vita consacrata. Non è la prima volta che mi capita. Non ho mai affrontato un percorso di discernimento prima d’ora, ma ho sempre preso in considerazione la possibilità di una vocazione e ho sempre detto al Signore che se avesse voluto, io avrei intrapreso questo cammino. (In verità, è stato talmente tanto tempo fa che dovrei ricominciare a farlo). Ma allo stesso tempo sembrava che dovessi finire l’università e cominciare a lavorare. Ho avuto diversi ragazzi, ma nessuna relazione seria, mi chiedo se possa essere un indizio. La mia domanda è, come posso cominciare un cammino di dicernimento, e dove posso trovare informazioni su ordini religiosi. Ce ne sono talmente tanti chenon so da dove cominciare. Ho avuto modo di conoscere Madre Angelica, negli Stati Uniti, e mi ha affascinato tanto da aver desiderato diventare una sua consorella. Ma non ho nessuna guida in questo, per non parlare del paese in cui vivo, e dellal difficoltà a trovare un convento nelle vicinanze. Cara Irene, uno scossone al cuore potrebbe essere una sveglia, ma non è in sé un segno sicuro di vocazione. Ad ogni modo, la tua reazione è quella giusta, volendo qualche conferma, soprattutto perché il pensiero è ricorrente. Puoi fare diverse cose, alcune spirituali, altre pratiche. Una è pregare. Ma non dire “Dio, mostrami cosa vuoi da me, e io andrò” (tanto meno “Mostrami cosa vuoi e ci penserò su”). Dì qualcosa del tipo “Signore, mi hai dato soltanto una vita da vivere, è l’unica possibilità che ho per fare del bene e portare frutto. Fa’ di me un tuo strumento. A qualsiaisi costo, io voglio vivere solamente per te.” E dovrai pregarlo mille volte per arrivare a volerlo. La seconda è fidarti. Non stai inseguendo qualcosa di irraggiungilbile. Dio è sufficientemente pratico da fare in modo che tu venga in contatto con il luogo in cui ti voglia. Terza cosa, cerca per poter trovare. Una cosa di cui hai bisogno è qualcuno che possa diventare tuo consigliere per le cose spirituali, e può essere un sacerdote o una religiosa di cui ti fidi. Con questo direttore spirituale dovresti parlare in profondità della tua vita fino al momento attuale, e della situazione in cui ti trovi, così che lui (o lei) ti possa dire se ci sono i segni di una chiamata divina. Quarta, cerca il posto dove andare. C’è qualcosa nelle suore di Madre Angelica che ti ha attratto. Comincia da lì. Può essere quello o no, ma almeno avrai fatto il primo passo. Se le vai a trovare, e non è quello il cammino, loro ti metteranno su un’altra strada. Una cosa alla volta. Quinta, non aspettarti che le cose vadano in porto immediatamente. Avrai tempo da impiegare, ci saranno difficoltà e dubbi, ma tutte queste cose servono a Dio per purificarci così che il nostro amore per lui possa crescere. | ||
| MEDITAZIONE | «« Ritorna all'inizio Salta all'articolo successivo »» | ||
|
|||
|
OTTAVA STAZIONE Gesù è aiutato dal Cireneo a portare la Croce V.Adoramus te, Christe, et benedicimus tibi. R.Quia per sanctam crucem tuam redemisti mundum. Dal Vangelo secondo Marco. 15,21 Allora costrinsero un tale che passava, un certo Simone di Cirene che veniva dalla campagna, padre di Alessandro e Rufo, a portare la croce. MEDITAZIONE Un uomo che veniva dai campi entrò in Gerusalemme per affari. Uno strano corteo gli sbarrò la strada. In una via stretta e affollata soldati, donne che piangevano, alcuni fanatici dagli occhi pieni di odio e un condannato, che non aveva più le forze per portare sulle spalle il legno della vergogna. I soldati cercano qualcuno che tolga da lui questo peso. Non lo fanno per pietà: devono rispettare l'ora dell'esecuzione. Scelgono il primo che capita, perché appare abbastanza robusto. Un uomo che veniva dai campi entrò in Gerusalemme per affari. Ci ha guadagnato: cinque minuti nella storia della salvezza, una frase nel Vangelo. Ha conosciuto gratuitamente il peso della croce. Ecco svelato il mistero. La croce è troppo pesante per Dio, che si è fatto uomo. Gesù ha bisogno di solidarietà. L'uomo ha bisogno di solidarietà. Ci è stato detto: «Portate i pesi gli uni degli altri» (Gal 6, 2). Solidarietà. ORAZIONE Signore, tu dicesti: «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua» (Mc 8, 34). Come posso farlo? Insegnamelo tu, e con la tua grazia vinci in me la paura dell'odio altrui, la paura del dolore, la paura di una morte solitaria, la paura della paura. Signore, abbi pietà della mia debolezza. A te, Gesù, accasciato dalla fatica, il volto segnato dalla stanchezza, il nostro amore solidale e grato, con il Padre e con lo Spirito, con i quali sei una cosa sola, nel tempo che passa e nell'eternità immutabile. R.Amen. Tui Nati vulnerati, tam dignati pro me pati pœnas mecum divide. NONA STAZIONE Gesù incontra le donne di Gerusalemme V.Adoramus te, Christe, et benedicimus tibi. R.Quia per sanctam crucem tuam redemisti mundum. Dal Vangelo secondo Luca. 23,27-28.31 Lo seguiva una gran folla di popolo e di donne che si battevano il petto e facevano lamenti su di lui. Ma Gesù, voltandosi verso le donne, disse: «Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli. Perché se trattano così il legno verde, che avverrà del legno secco?». MEDITAZIONE Un lamento funebre accompagna il cammino del Condannato a morte. Lungo la via che porta al Calvario le donne piangono e si battono il petto. Non sanno che in cambio delle loro lacrime, riceveranno la profezia tremenda del tempo che verrà. Non piangete su di me. Risparmiate il vostro pianto per gli anni e i giorni avvenire, perché, se trattano così l'Innocente, che sarà di voi e dei vostri figli? Gesù conosce la risposta alla domanda che rivolge alle donne di Gerusalemme. Egli, carico della croce, barcolla sotto il peso del peccato e del dolore degli uomini, che ha voluto come fratelli. Sa già quanto è lunga nella storia la via dolorosa che porta ai «Calvari» del mondo. ORAZIONE Signore Gesù Cristo, tu che conosci la profondità del nostro cuore, la capacità di bene e di male che è in ogni uomo, insegnaci a perdonare e a chiedere perdono, ad avere pietà di noi stessi e degli altri. Ricordati di Gerusalemme, benedetta dal tuo amore, dilaniata dall'odio degli uomini. Dona agli uomini e alle donne di quella Terra Santa pace e risurrezione. A te, Gesù, nel cui volto risplende la luce del Padre e la tenerezza della Madre, la lode e la gloria con l'eterna Luce e l'eterno Amore, nel tempo dell'attesa e nel compimento eterno. R.Amen. Eia, mater, fons amoris, me sentire vim doloris fac, ut tecum lugeam.
DECIMA STAZIONE Gesù è crocifisso V.Adoramus te, Christe, et benedicimus tibi. R.Quia per sanctam crucem tuam redemisti mundum. Dal Vangelo secondo Marco. 15,24 Poi lo crocifissero e si divisero le sue vesti, tirando a sorte su di esse quello che ciascuno dovesse prendere. MEDITAZIONE Gesù è crocifisso. Le sue mani e i suoi piedi sono trafitti da impietosi chiodi. Spogliato delle sue vesti, egli viene ora coperto dai peccati del mondo. Per amore si lascia crocifiggere, nell'amore la sofferenza umana acquista valore salvifico. Sorrette da questa certezza, generazioni di uomini e donne, giovani e vecchi, seguono il Crocifisso in questa radicale esperienza di amore. Le piaghe del Salvatore continuano oggi a sanguinare, aggravate dai chiodi dell'ingiustizia, della menzogna e dell'odio, degli oltraggi, dei sacrilegi e dell'indifferenza. Sul palmo delle sue mani trafitte dai chiodi è scritto il nome di coloro che con lui continuano ad essere crocifissi.
ORAZIONE Signore Gesù, inchiodato sul legno per amor nostro, donaci la tua libertà. Insegnaci a vincere la paura della sofferenza con la forza che scaturisce dalla tua croce. Facci penetrare in questo mistero di amore, che trasforma in momenti di grazia anche le umili vicende di ogni giorno. Gesù, innalzato sulla croce, attira a te quanti cercano il tuo volto; aiuta quanti partecipano alle tue sofferenze a scoprire il senso della loro misteriosa chiamata a condividere la tua passione e il dolore del mondo. A te, Gesù, Crocifisso, sul cui volto splende la misericordia, la nostra adorazione memore e grata con il Padre e con lo Spirito, oggi e nei secoli eterni. R.Amen. Fac ut ardeat cor meum in amando Christum Deum, ut sibi complaceam.
UNDICESIMA STAZIONE Gesù promette il suo Regno al buon ladrone V.Adoramus te, Christe, et benedicimus tibi. R.Quia per sanctam crucem tuam redemisti mundum. Dal Vangelo secondo Luca. 23,39-43 Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e anche noi!». Ma l'altro lo rimproverava: «Neanche tu hai timore di Dio, benché condannato alla stessa pena? Noi giustamente, perché riceviamo il giusto per le nostre azioni, egli invece non ha fatto nulla di male». E aggiunse: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno». Gli rispose: «In verità ti dico, oggi sarai con me nel paradiso». MEDITAZIONE «Oggi sarai con me nel paradiso» (Lc 23, 43): è la parola più consolante che Gesù pronuncia nel Vangelo. Ancora più incoraggiante il fatto che la rivolga a un malfattore. Il buon ladrone certo aveva ucciso, forse più di una volta, e nulla sapeva di Gesù, se non quello che aveva sentito gridare dalla folla. Ma ecco che ascolta le parole di perdono che il Nazareno rivolge ai crocifissori e intuisce, come in un lampo, di quale Regno abbia parlato quel «profeta». Subito lo difende dallo scherno dell'altro malfattore e subito invoca la salvezza. Un sentimento di solidarietà e un grido d'aiuto sono bastati a salvarlo. Quel ladrone ci rappresenta tutti. La sua veloce avventura ci insegna che il Regno predicato da Gesù non è difficile da raggiungere per ognuno che lo invochi. ORAZIONE Signore Gesù, che hai promesso il paradiso al malfattore che ti parlava dalla croce accanto alla tua, ricordati anche di noi, ora che sei nel tuo Regno. Fa' giungere, consolante, la tua promessa di vita eterna e di eterno amore ad ogni donna e ad ogni uomo che affronta l'evento della morte. A te, Gesù, il Condannato dal volto accogliente, la lode e il ringraziamento perenne, con il Padre e con lo Spirito, oggi e nei secoli eterni. R.Amen. Sancta mater, istud agas, Crucifixi fige plagas cordi meo valide.
DODICESIMA STAZIONE Gesù in Croce, la Madre e il Discepolo V.Adoramus te, Christe, et benedicimus tibi. R.Quia per sanctam crucem tuam redemisti mundum. Dal Vangelo secondo Giovanni. 19,26-27 In quell'ora, Gesù vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco il tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco la tua madre!». E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa. MEDITAZIONE Maria, tu sei ritta ai piedi della Croce; il discepolo più giovane sta accanto a te. In mezzo allo strepito dei soldati e della folla, voi levate, taciti, lo sguardo verso Cristo. Maria, hai alzato le mani, per raccogliere il sangue che colava dal legno, linfa dell'albero della vita? Hanno irrigato le tue lacrime la terra, dove troppe madri depongono i propri figli? Tu, sin dall'inizio hai meditato nel tuo cuore, nel silenzio e nell'abbandono, nella pace e nella fiducia ciò che vedevi ed udivi. Ora tu offri il Figlio al mondo, e ricevi il Discepolo che egli amava. Da quell'istante, Giovanni ti accoglie nella dimora del cuore e nella sua vita, e la forza dell'Amore si diffonde in lui. Egli è ora, nella Chiesa, il testimone della luce e con il suo Vangelo rivela l'Amore del Salvatore. ORAZIONE Gesù, che dalla Croce volgi lo sguardo alla Madre e al Discepolo, donaci, in mezzo alle sofferenze, l'audacia e la gioia di accoglierti e di seguirti con fiducioso abbandono. Cristo, sorgente della vita, di ogni grazia e di ogni bellezza, donaci di contemplare il tuo volto sorridente, volto di chi salva il mondo e lo conduce verso il Padre. Signore, a te sale la nostra lode, guidata dalla Chiesa e dalla tua Madre: concedici di scorgere nella follia della Croce la promessa della nostra risurrezione. A te, Gesù, il cui volto risplende nell'ora della tenebra, come volto di Maestro, di Figlio, di Amico, il nostro amore e la nostra riconoscenza, con il Padre e con lo Spirito, nel tempo che fugge e nella stabile eternità. R.Amen. Vidit suum dulcem Natum morientem desolatum, cum emisit spiritum.
TREDICESIMA STAZIONE Gesù muore sulla Croce V.Adoramus te, Christe, et benedicimus tibi. R.Quia per sanctam crucem tuam redemisti mundum. Dal Vangelo secondo Marco. 15,34.36-37 Alle tre del pomeriggio Gesù gridò con voce forte: Eloì, Eloì, lemà sabactàni?, che significa: Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato? Uno corse a inzuppare di aceto una spugna e, postala su una canna, gli dava da bere, dicendo: «Aspettate, vediamo se viene Elia a toglierlo dalla croce». Ma Gesù, dando un forte grido, spirò. MEDITAZIONE Mai, come nell'ora della sua morte, l'ora più importante nella storia dell'umanità, Gesù ci è stato più vicino. Come uno di noi, nel momento della fine, Gesù è nell'impotenza, preda dell'angoscia. Si muore soli. I chiodi trafiggono la sua carne, ma soprattutto il suo spirito. Forse il Padre lo ha abbandonato? Soffre per lo strazio di sua Madre, scelta per dare la vita a un Figlio che vedrà morire. Eppure Gesù, nell'amore e nell'obbedienza, accetta il progetto del Padre. Sa che senza il dono della sua vita la nostra morte sarebbe priva di speranza; le tenebre della disperazione non diventerebbero luce; il dolore non sfocerebbe nella consolazione, nella speranza dell'eternità. ORAZIONE Grazie Gesù, per aver vinto la nostra morte, con la tua morte: fa' che le croci di quanti, come te, muoiono per mano di altri uomini, si trasformino in alberi della vita. Grazie Gesù, per aver fatto della croce, luogo di sofferenza e di morte, il segno della nostra riconciliazione con il Padre: fa' che il tuo sacrificio asciughi tutte le lacrime che sono versate nel mondo, soprattutto quelle di chi, come tua Madre, porta la croce della morte di un innocente. A te, Gesù, il capo chinato sul legno e il volto ormai spento, la lode adorante e memore, nel giorno che tramonta e nel giorno della luce inestinguibile. R.Amen. Fac me vere tecum flere, Crucifixo condolere, donec ego vixero.
QUATTORDICESIMA STAZIONE Gesù è deposto nel sepolcro V.Adoramus te, Christe, et benedicimus tibi. R.Quia per sanctam crucem tuam redemisti mundum. Dal Vangelo secondo Marco. 15,46 Giuseppe d'Arimatea, comprato un lenzuolo, calò il corpo di Gesù giù dalla croce e, avvoltolo nel lenzuolo, lo depose in un sepolcro scavato nella roccia. Poi fece rotolare un masso contro l'entrata del sepolcro. MEDITAZIONE Dopo il terribile tuono al momento della morte, il grande silenzio. I discepoli della notte, che per timore seguivano il Maestro di nascosto, adesso non temono più. Alla luce del giorno, chiedono a Pilato il corpo di Gesù per la sepoltura. La Vergine del grande silenzio, che ha portato nel suo ventre il Frutto benedetto — Colui che l'universo non può contenere — accoglie di nuovo sul grembo il corpo di Gesù calato dalla Croce: lo contempla adorante, lo venera nel suo immenso dolore. Il Re dorme, ma la sua Sposa veglia: è il giorno del riposo di Dio. Insieme con il Re anche la creazione dormenell'attesa del risveglio. Il Figlio di Dio discende negli inferi per riscattare quelli che la morte trattiene. La sua luce sconvolge le tenebre dell'Ade. La terra trema e i sepolcri si aprono. Gesù viene per liberare i giusti e riportarli alla luce della risurrezione. Egli è stato inghiottito dal buio della morte, ma per essere restituito alla pienezza della luce e della vita: come la balena trattenne nel suo ventre Giona, per ridarlo, dopo tre giorni, così la terra aprirà le sue fauci, per liberare il corpo luminoso del Vivente. ORAZIONE Gesù, tu ti sei fatto il più piccolo fra gli uomini, ti sei lasciato cadere nella terra come un chicco di grano. Ora, da questo chicco è germogliato l'albero della Vita, che abbraccia l'universo. Signore fa' che, come le pie donne si recarono di buon mattino alla tua tomba con balsamo ed unguenti, anche noi veniamo incontro a te con gli aromi e i profumi del nostro povero amore. Gesù, nelle nostre chiese tu sei in attesa: aspetti trepido qualcuno che sappia farsi piccolo e umile come te nell'Eucaristia, adorarti e testimoniare il tuo amore davanti agli uomini, riconoscerti nel povero e nel sofferente. Fa' che ognuno di noi diventi tuo adoratore e tuo testimone nel mistero del tabernacolo eucaristico e nel sacramento dell'uomo affamato, assetato, infermo. A te, Gesù, dal volto sereno nella rigida solennità della morte, il nostro amore e la nostra adorazione, in quest'ora serale e nel giorno che non conosce tramonto. R.Amen. | |||
| SPIRITUALITA' | «« Ritorna all'inizio Salta all'articolo successivo »» | |||
|
||||
|
Non concepite l’imitazione di Cristo come un mezzo di perfezionamento strettamente individuale, per il quale voi andate sviluppando la vostra personalità, imitandolo come un modello perfetto. Certamente è il nostro ideale e il nostro modello, superiore a qualunque altro essere um | ||||